Steve Witkoff, l’inviato speciale della Casa Bianca, arriverà a Mosca mercoledì o giovedì. Cioè alla vigilia di quell’8 di agosto che, secondo l’avvertimento di Donald Trump, dovrebbe rappresentare per Putin l’ultima data per interrompere le azioni militari in Ucraina e disporsi alla trattativa. Witkoff avrebbe dovuto raggiungere la Russia diversi giorni prima e il rinvio della visita, com’è ovvio, ha lasciato spazio alle più diverse illazioni. Tra le tante voci, però, una si distingue. Eccola.
Qualche giorno fa, diversi canali russi hanno diffuso una notizia che né gli ucraini né gli altri Paesi interessati hanno confermato. Nella notte tra il 31 luglio e il 1 agosto, un commando delle forze speciali russe è sbarcato sulla costa presso la città ucraina di Ochakiv (situata su un promontorio affacciato sull’estuario del fiumeDnipro, a breve distanza dalle coste del Mar Nero) e ha dato l’assalto al centro di comando delle truppe ucraine. Lì, insieme con soldati e ufficiali ucraini, avrebbero catturato anche due ufficiali inglesi della Nato in servizio il colonnello Edward Blake, specialista delle psy-ops; il tenente colonnello Richard Carroll; un funzionario del ministero degli Esteri inglese, per ora rimasto senza nome; e un agente dell’MI-6, anche lui per ora innominato. Secondo quanto affermato a Mosca, i due militari dovevano coordinare i lanci dei droni in uso agli ucraini, il funzionario gestire la cybersicurezza della base e la spia dell’MI-6… spiare.
Nei giorni successivi Londra avrebbe chiesto a Mosca di restituire i quattro uomini “persi” in Ucraina che, secondo la versione britannica, non erano in servizio, erano in Ucraina per turismo ed erano finiti a Ochakiv per caso, solo in base al desiderio di vedere i luoghi di alcune battaglie della seconda guerra mondiale. Secondo i russi, invece, i quatto sarebbero stati sorpresi con mappe di obiettivi strategici in Russia, schemi della difesa aerea russa e comunicazioni criptate con lo stato maggiore britannico. il ministro della Difesa russo Andrej Belousov avrebbe detto che, contrariamente a quanto chiesto dai britannici i quattro nono saranno rimpatriati attraverso la Croce Rossa ma processati per aver partecipato ad azioni militari contro la Russia.
La presenza di soldati e ufficiali Nato in Ucraina, e la loro partecipazione attiva alle azioni militari, è un segreto di Pulcinella di cui si parla da anni. InsideOver, per fare solo due esempi, lo ha fatto già nel 2023 (si veda qui) e ancora poco tempo fa (anche qui). E poco più di un anno fa, in seguito a un bombardamento russo su Poltava, si dimise il ministro degli Esteri svedese Tobias Billstroem, secondo molte fonti a causa del fatto che in quel bombardamento erano morte decine di istruttori militari mandati in Ucraina dalla Svezia.
Il caso di Ochakiv, però, è diverso, perché due alti ufficiali, un funzionario e un agente colti con le mani nel sacco e con materiale compromettente sarebbero per la Gran Bretagna e per la Nato uno smacco e, a secondo delle circostanze accessorie di cui non saremo forse mai a conoscenza, un “buco” potenzialmente insidioso. Ma se fosse vero basterebbe la propaganda: secondo fonti russe, nelle mappe degli ufficiali britannici sarebbero stati indicati anche obiettivi civili in Russia… E infatti ora si dice che Witkoff stia volando verso Mosca non solo per testare la residua disponibilità di Putin a una tregua ma anche e forse soprattutto per vedere come disinnescare quest’ultima mina sulla strada di un’intesa.
Come dicevamo, questa è una storia che non ha riscontri ufficiali. Anche se la cosa non stupisce visto che parlare, almeno a questo stadio, non converrebbe né a Mosca né a Londra né a Kiev. Vedremo nei prossimi giorni gli sviluppi.
L’invasione russa e la guerra in Ucraina sono un tema che sta molto a cuore a noi i InsideOver. Abbiamo sempre cercato di seguirlo con attenzione e obiettività ma anche fuori dagli schemi di tante narrazioni preconfezionate. Se ti piace il nostro modo di fare, aiutaci a restare indipendenti. Unisciti a noi, abbonati oggi!
