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Guerra

Visita senatori Usa a Taiwan: Cina mobilita jet, navi e bombardieri

La Cina ha annunciato il pattugliamento congiunto tra le sue forze navali e quelle aeree nei pressi di Taiwan e assicurato che “ci sarà la riunificazione” con l’isola. Una notizia del genere potrebbe tranquillamente passare in secondo piano, visti i...

La Cina ha annunciato il pattugliamento congiunto tra le sue forze navali e quelle aeree nei pressi di Taiwan e assicurato che “ci sarà la riunificazione” con l’isola. Una notizia del genere potrebbe tranquillamente passare in secondo piano, visti i continui moniti e le prove di forza cinesi per legittimare la supposta sovranità cinese su quella che Pechino considera una “provincia ribelle”. È tuttavia la circostanza nella quale è avvenuta a destare particolari preoccupazioni. Già, perché la Repubblica Popolare ha stretto i muscoli in risposta alla visita nell’isola – in corso proprio in queste ore – di una delegazione del Senato Usa.

L’obiettivo del pattugliamento, informa una nota del Comando del teatro orientale dell’Esercito popolare di liberazione (Pla), sono gli Stati Uniti “che inviano segnali sbagliati” alle forze indipendentiste di Taipei. L’iniziativa “ha organizzato le forze navali e aeree per pattugliare con prontezza al combattimento nelle acque dello Stretto di Taiwan”, ha affermato Shi Yi, portavoce del Comando, aggiungendo che sono stati mobilitati unità navali, jet e bombardieri.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha spiegato che la Cina è pronta ad adottare “misure efficaci” per salvaguardare la sovranità e l’integrità territoriale dopo l’arrivo a Taiwan della suddetta delegazione di membri del Congresso degli Stati Uniti.

La visita dei senatori Usa e la reazione di Pechino

Nelle scorse ore era emersa la notizia della visita a Taiwan della durata di due giorni di un gruppo di senatori statunitensi. La delegazione, guidata dal democratico Bob Menendez, è formata dall’esponente della Camera dei rappresentanti, Ronny Jackson, e da alcuni senatori repubblicani tra cui Lindsey Graham, Richard Burr e Rob Portman. In agenda è previsto in teoria anche un incontro con la presidente di Taiwan, Tsai Ing Wen.

Resta da capire come e se avverrà l’incontro, visto che Tsai sta osservando un periodo di sette giorni di osservazione sanitaria, dopo le due settimane di quarantena previste per essere entrata in contatto con una persona risultata positiva al Covid-19. In ogni caso, tornando alla visita, la trasferta dei politici statunitensi è arrivata a meno di una settimana dalla prevista visita della speaker della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, attesa a Taiwan domenica scorsa, ma rinviata perchè risultata positiva al Covid-19 a pochi giorni dalla partenza.

Zhao Lijian ha ribadito la “ferma opposizione” della Cina a ogni scambio ufficiale tra Taiwan e Stati Uniti. “Le azioni dell’esercito cinese sono una contromisura alle recenti azioni negative degli Stati Uniti, compresa la visita di una delegazione del Congresso degli Stati Uniti”, ha commentato il portavoce.

La questione taiwanese

Tutti i riflettori sono puntati sull’Ucraina ma anche nel cuore dell’Asia ci sono diversi nodi spinosi che potrebbero generare situazioni di tensione particolarmente pericolosi. Uno di questi nodi riguarda la questione taiwanese, con la Cina che considera Taiwan, appunto, una “provincia ribelle” e per questo sotto la propria sovranità. Non la pensa così Taipei che agisce in completa autonomia, supportata dagli Stati Uniti, costretti tuttavia a camminare in equilibrio per via della One China Policy.

Una situazione complessa, insomma, che potrebbe sfociare in un conflitto aperto. Un conflitto aperto che potrebbe verificarsi se, come più volte annunciato dalla Cina, Washington o chiunque altro dovesse fare mosse azzardate; oppure nel caso in cui – è questo il timore della Casa Bianca – Pechino dovesse invadere Taiwan. Gli Stati Uniti faranno di tutto perchè un’invasione di Taiwan da parte della Cina “non possa mai accadere”, ha dichiarato nelle ultimore il consigliere per la Sicurezza nazionale, Jake Sullivan. Nelle ultime ore la tensione è tuttavia salita alle stelle.





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