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Guerra

Violenze in Myanmar: video open-source ci raccontano il dramma della regione di Sagaing

Negli ultimi giorni, la regione di Sagaing, nel Myanmar, è stata nuovamente colpita da episodi di violenza estrema portati avanti dalle forze armate della giunta militare. La crisi nel Paese, in corso ormai da quattro anni, ha raggiunto livelli sempre...

Negli ultimi giorni, la regione di Sagaing, nel Myanmar, è stata nuovamente colpita da episodi di violenza estrema portati avanti dalle forze armate della giunta militare. La crisi nel Paese, in corso ormai da quattro anni, ha raggiunto livelli sempre più allarmanti, con civili presi di mira in attacchi indiscriminati e crimini di guerra documentati da diverse organizzazioni internazionali.

Il Myanmar è in una fase di instabilità politica e militare dal colpo di stato del 1° febbraio 2021, quando l’esercito ha rovesciato il governo democraticamente eletto della Lega Nazionale per la Democrazia (NLD) guidata da Aung San Suu Kyi. Da quel momento, il paese è precipitato in un conflitto civile che ha visto la formazione di gruppi armati di resistenza contro la giunta militare. Tra le regioni più colpite dalle violenze c’è Sagaing, un’area strategica nel nord-ovest del paese, che è diventata un epicentro della resistenza armata contro il regime.

Sagaing è abitata in gran parte dall’etnia Bamar, tradizionalmente considerata la base di sostegno dell’esercito. Tuttavia, la repressione brutale della giunta ha spinto molti abitanti della regione a unirsi ai gruppi della resistenza, come le Forze di Difesa Popolare (PDF), che combattono contro il regime militare con il sostegno di alcune fazioni armate etniche storicamente ostili all’esercito birmano.

Le violenze su Sagaing

Almeno nove civili sono stati uccisi e oltre 30 sono rimasti feriti da diversi attacchi aerei effettuati dai militari in un campo per sfollati interni (IDP) nel villaggio di Tinthar, Kalay Township a Sagaing, venerdì 31 gennaio 2025. Negli ultimi giorni, diverse fonti indipendenti hanno denunciato nuovi massacri nella regione. Secondo il rapporto pubblicato da Fortify Rights il 4 febbraio 2025, altri sei civili sono stati uccisi in un attacco delle forze armate della giunta nel villaggio di Tin Ngoke Gyi, nel comune di Kanbalu. Alcune delle vittime sono state decapitate e le loro teste esposte su una recinzione, in una macabra dimostrazione di potere e terrore. L’attacco sarebbe avvenuto in risposta alla crescente attività della resistenza locale, con le truppe della giunta impegnate in una campagna di ritorsioni violente contro la popolazione.

Questi eventi non rappresentano un caso isolato. Già a gennaio, gruppi per i diritti umani avevano denunciato l’aumento delle esecuzioni sommarie e degli attacchi mirati contro leader comunitari accusati di sostenere la resistenza. Il 6 gennaio, ad esempio, Thein Wai, un funzionario locale dell’amministrazione popolare anti-giunta, è stato assassinato da uomini armati in uniforme militare.

Secondo quanto riportato da Myanmar Witness e Amnesty International, la giunta ha intensificato le sue operazioni contro i villaggi sospettati di offrire supporto ai ribelli. Gli attacchi includono bombardamenti aerei, incendi dolosi su larga scala e arresti arbitrari di massa. Queste strategie sembrano ricalcare quelle già utilizzate dall’esercito birmano contro le minoranze etniche in passato, come nel caso della persecuzione dei Rohingya nel 2017.

Bombe su Koke Ko

Le violenze nella regione di Sagaing hanno avuto conseguenze devastanti sulla popolazione. Secondo le Nazioni Unite, almeno 1,5 milioni di persone sono state sfollate internamente a causa del conflitto, con decine di migliaia di abitanti costretti a fuggire nelle foreste o nei paesi vicini, come India e Thailandia.

Su X, si moltiplicano ora dopo ora i contenuti open-source prova dellle esecuzioni da parte della giunta militare al potere.

Il 31 gennaio, verso le 17:00 ora locale, la Myanmar Air Force (MAF) avrebbe effettuato un attacco aereo su un campo di sfollati interni (IDP) nel villaggio di Koke Ko nella borgata di Kale. Secondo le notizie locali, tra gli otto e i 10 civili tra cui un bambino di 5 anni sono stati uccisi e oltre 17 sono rimasti feriti a causa del bombardamento aereo.

Koke Ko nella borgata di Kale, Myanmar

Myanmar Witness ha geolocalizzato l’area danneggiata utilizzando Google Earth.

Dopo che si è verificato il bombardamento, sono comparse le prime immagini online che documento un vero massacro di civili.

La situazione umanitaria è critica. Le organizzazioni internazionali denunciano difficoltà nell’accesso agli aiuti umanitari a causa delle restrizioni imposte dalla giunta. Molti villaggi sono stati rasi al suolo. Almeno sei morti documentati anche nella regione di Khampat.

Testimonianze raccolte sul campo riportano di continue violazioni dei diritti umani, tra cui torture, stupri e reclutamento forzato di giovani e minori nelle fila dell’esercito e dei gruppi di resistenza. Gli abusi vengono documentati, ma la giunta continua a negare ogni responsabilità, attribuendo la colpa delle violenze ai gruppi ribelli.

Gli occhi del mondo su Sagaing

La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per l’escalation della violenza in Myanmar, che dal 2021 non si è mai fermata. Amnesty International ha chiesto alla Corte Penale Internazionale di avviare un’indagine sui crimini di guerra e sui crimini contro l’umanità commessi dall’esercito birmano. Anche l’ONU ha condannato le atrocità, ma le risposte diplomatiche rimangono deboli e frammentate.

Alcuni paesi, come Stati Uniti e Regno Unito, hanno imposto sanzioni economiche contro esponenti del regime militare, ma l’efficacia di queste misure è limitata. Nel frattempo, la giunta continua a ricevere supporto da nazioni come Russia e Cina, che forniscono armi e assistenza diplomatica.

Il futuro della regione di Sagaing e dell’intero Myanmar rimane incerto. La resistenza armata continua a guadagnare terreno in alcune aree, ma la risposta violenta della giunta rischia di provocare un ulteriore inasprimento del conflitto. La popolazione civile si trova intrappolata in una guerra che sembra non avere una fine imminente. Come potete osservare dalla mappa aggiornata in tempo reale di Armed Conflict Location & Event Data, ogni mese sono oltre 1000 gli eventi di volenza registrati che comprendono attacchi armati via terra, esplosioni controllate, bombardamenti con droni e aerei e distruzione di infrastrutture critiche come dighe, reti elettriche e strutture di primo soccorso.

Gli esperti sottolineano la necessità di un maggiore coinvolgimento internazionale per favorire una transizione pacifica e il ripristino della democrazia in Myanmar. Senza un intervento deciso da parte della comunità globale, il paese rischia di sprofondare in una guerra civile prolungata con conseguenze disastrose per milioni di persone.

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