La Francia cerca di tornare al centro della scena politica internazionale. La via che segue è doppia: risolvere la crisi palestinese ed eliminare le sanzioni alla Russia.Per quanto riguarda la prima via, la Francia ha organizzato un’importante conferenza internazionale di pace che si terrà entro la fine dell’anno.Per approfondire: Israele e Palestina: verso una soluzione?Raggiungere un accordo sarà però difficile. L’Anp (Autorità nazionale palestinese) si è mostrata favorevole a questo tipo di iniziativa mentre Israele sembra fidarsi maggiormente del progetto egiziano. Oggi, infatti, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha tenuto una consultazione politica-informativa, al termine della quale il direttore generale del ministero degli Esteri, Dore Gold, ha paragonato l’iniziativa di pace francese all’accordo Sykes-Picot, che divise gli ex territori dell’Impero ottomano. Gold ha inoltre sottolineato che “ogni sforzo della comunità internazionale di imporre una soluzione fallirebbe. Cento anni fa, due funzionari con il nome di Mark Sykes e Francois-Georges Picot cercarono di dettare un nuovo ordine in Medio Oriente”, ha spiegato Gold. “Era l’apice dell’era del colonialismo nella nostra zona. Fallì clamorosamente, così come fallirà tutto anche oggi; l’unico modo per fare la pace è per mezzo di negoziati diretti senza precondizioni, con il pieno appoggio degli Stati arabi e non per mezzo di una conferenza a Parigi”. Al termine della consultazione, le autorità israeliane hanno concordato di attivare tutti i canali politici e diplomatici possibili per garantire che l’incontro di Parigi non produca alcuna decisione di rilievo, e che il Consiglio di sicurezza Onu non approvi alcuna mozione vincolante sulla base di quanto discusso in Francia.Il ruolo dell’ItaliaLa posizione francese è condivisa anche dal ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni: “Oggi abbiamo due grandi rischi: il primo è che la soluzione dei due Stati diventi sempre meno praticabile e sempre meno all’ordine del giorno, il secondo è che nello stallo e nel vuoto (del processo di pace in Medio Oriente.ndr) crescano posizioni di radicalizzazione e addirittura di terrorismo”. Per esempio, ha spiegato il capo della diplomazia italiana, “Daesh, che potrebbe subire delle sconfitte serie in queste settimane, in questi mesi, per esempio in Iraq, in Siria, nella stessa Libia, potrebbe cercare un rilancio attraverso la frustrazione” che deriva dall’attuale stallo rispetto al dossier israelo-palestinese”.Le critiche di HamasDure critiche alla riunione ministeriale sulla pace in Medio Oriente organizzata oggi a Parigi arrivano da Hamas e dalla Jihad islamica. I due movimenti estremisti della Striscia di Gaza hanno contestato l’iniziativa, sostenuta al contrario dal presidente dell’Anp, Mahmoud Abbas.In un comunicato congiunto di Hamas e Jihad islamica si legge che: “Le idee presentate dalla Francia sotto forma di un’iniziativa rappresentano una grave violazione dei principi nazionali condivisi dei palestinesi. “Sottolineiamo il nostro rifiuto di questa iniziativa e di tutte quelle che hanno come obiettivo il ritorno a inutili negoziati”, si aggiunge nel comunicato.”Ora sanzioni all’Ucraina”Ma se da una parte la Francia cerca di ritagliarsi una parte importante in Medio Oriente, dall’altra spariglia le carte sulla crisi ucraina e sui rapporti con Mosca.In un’intervista rilasciata al quotidiano russo Izvestija, il deputato dell’assemblea francese Thierry Mariani (Les Republicaines) ha spiegato che “bisogna revocare le sanzioni contro la Russia ed imporle all’Ucraina: il prossimo voto parlamentare sulla risoluzione contro le sanzioni potrebbe sconvolgere la posizione della Francia”.Il deputato francese ha poi spiegato che “la posizione ufficiale della Francia è che le misure restrittive contribuiscono all’attuazione degli accordi di Minsk. Ma fino ad ora, la Verkhovna Rada (parlamento monocamerale di Kiev) non ha effettuato alcuna della riforme previste nell’accordo di Minsk-2. È per questo che siamo a favore della revoca delle sanzioni contro la Russia”. ùIn primo luogo – ha proseguito il parlamentare francese – “è necessario annullare le sanzioni anti-russe, e in secondo luogo, bisogna imporre sanzioni contro l’Ucraina. Perché ora Kiev mostra mancanza di rispetto non eseguendo gli accordi di Minsk. Allo stesso tempo, la responsabilità principale spetta alla parte ucraina”, ha dichiarato il deputato francese, il quale ha espresso fiducia nel successo della risoluzione introdotta a fine aprile dai parlamentari Yves Pozzo di Borgo e Simon Soutur, che sarà messa ai voti l’8 giugno.

Nel campo comunista di Goli Otok
SOSTIENI IL REPORTAGE