Via libera ai contractor Usa in Ucraina, dice Joe Biden. Secondo quanto anticipato da Politico, che ha sentito fonti dell’amministrazione Usa, la Casa Bianca avrebbe permesso alle compagnie militari Usa di prendere accordi con Kiev per far sbarcare dei loro rappresentanti in ruoli di assistenza operativa ai dispositivi più avanzati schierati dall’Occidente in appoggio all’esercito di Volodymyr Zelensky. “Avere un numero limitato di appaltatori in Ucraina che svolgono la manutenzione lontano dalle linee del fronte aiuterà a garantire che le attrezzature fornite dagli Stati Uniti possano essere rapidamente riparate quando danneggiate e che venga fornita la manutenzione necessaria”, ha affermato il funzionario della difesa.
L’Ucraina ha ricevuto sistemi d’arma avanzati da Washington e dai Paesi alleati: obici Himars e Mlrs, missili Patriot, veicoli da combattimento Humvee e Bradly, caccia F-16 e molti altri. Biden si è sempre opposto alla presenza sul campo di truppe americane, e sarebbero soprattutto europee le forze speciali che operano sul terreno per assistere l’Ucraina e sorvegliare l’utilizzo proprio di armi come quelle della componente balistica, che l’Occidente non vuole siano impiegate per attacchi in profondità sul suolo russo.
E anche alla luce di questa dicotomia tra assistenza e sorveglianza può essere letta la mossa di Biden verso Kiev. Pragmaticamente, sul piano operativo per gli Stati Uniti avere un diretto coinvolgimento di esperti militari può aiutare l’Ucraina ad acquisire know-how e competenze per la gestione dei dispositivi ricevuti e, dunque, ottimizzare la spesa americana per l’assistenza a Kiev, finora costata 64 miliardi di dollari in quasi tre anni.
Al contempo, è bene ricordare che in un Paese che sta diventando un buco nero per i furti di armi, vive una situazione delicata sul campo e lamenta una tensione crescente per il ridursi dell’assistenza occidentale, potrebbe esistere anche la volontà di controllare l’Ucraina e l’utilizzo che fa delle armi. O, al contempo, evitare che in caso di crisi securitaria, con collasso del fronte di fronte all’avanzata russa, si possa produrre una sottrazione di materiale americano capace di arricchire gli arsenali di Paesi rivali, contribuire al mercato nero o consentire operazioni di retroingegneria da parte di attori ostili, a partire dalla stessa Russia.
Non a caso, la mossa avviene sulla scia dell’inserimento di un numero crescente di funzionari operativi nell’ambasciata di Kiev e dell’apertura a tutti i membri della legazione per compiere viaggi e missioni nel Paese invaso dalla Russia. Non ci stupiremmo se tra questi funzionari fossero numerosi i membri delle agenzie d’intelligence schierati da Washington in Ucraina con la copertura diplomatica.
Da tempo, del resto, il Pentagono e il Dipartimento di Stato credono che sia difficile per l’Ucraina vincere la guerra e il pensiero sta già andando al contesto post-bellico. La vittoria presidenziale di Donald Trump pone in essere la possibilità che quella che alla Casa Bianca era già un’eventualità presa in considerazione diventi una realtà di fatto e che si apra un negoziato politico sulla fine del conflitto. Non necessariamente, però, la corsa alla pace potrà avvenire sotto forma di disimpegno americano: ci sono manovre che possono essere propedeutiche a un accordo e non è da escludere che la mossa di Biden vada in questa direzione.
Mentre per l’Ucraina la guerra si mette male, a vegliare sul corretto uso, la manutenzione e la messa in sicurezza delle armi date da Washington ci saranno membri del personale americano. Si vuole evitare l’abbandono di massa di asset avvenuto in Afghanistan durante il ritiro del 2021? Si vuole prevenire un possibile uso degli asset da parte di Kiev contrario alle linee rosse dell’Occidente? O si mira a vegliare sul rischio furti di mezzi e componenti? Una risposta non esclude l’altra. Ma tutte queste domande concorrono a dipingere un quadro in cui gli Usa sostengono sì l’Ucraina, ma si fidano di essa sempre meno. Biden non lo dice ad alta voce, Trump sì: ma la transizione presidenziale avverrà, su questo fronte, senza rotture.

