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Negli stabilimenti della Tupolev inizierà presto la produzione dei primi tre prototipi del nuovo bombardiere stealth a lungo raggio Pak Da, destinato a entrare in servizio tra il 2027 e il 2030. Una notizia che arriva poco dopo la firma del primo contratto tra l’azienda -controllata dalla statale United Aircraft Corporation- e il ministero della Difesa russo. Il primo prototipo del futuro bombardiere dell’aeronautica russa dovrebbe essere pronto per il 2024, quando inizieranno i test necessari a verificare le reali capacità del Pak Da. Se tutto dovesse procedere per il meglio, entro il 2025, verrebbero consegnati anche gli ulteriori 2 prototipi, così da testarli e da migliorarli nel corso delle esercitazioni previste.

In questo modo, nel 2027 il governo di Mosca dovrebbe siglare con la Tupolev un accordo definitivo per la produzione in serie del nuovo bombardiere in modo tale da completare il programma di sostituzione dei Tu-95 Bear per il 2035. Il Pak Da -per il quale non è ancora stato scelto un nome ufficiale- non andrà però a rimpiazzare solamente il datato quadrimotore turboelica, perché il progetto russo è quello di utilizzarlo anche per sostituire, nel primo quinquennio degli anni ‘40, i Tu-22 Backfire e i Tu-160 Blackjack.

Il Pak Da farà parte del programma di rinnovamento delle linee di volo dell’aeronautica russa cominciato con il Pak Fa, sfociato nel caccia multiruolo di quinta generazione Sukhoi Su-57, e proseguito con il Pak Dp, per sviluppare un caccia intercettore per rimpiazzare i Mikoyan-Gurevich MiG-31, e il Pak Ta, che ha l’obiettivo di sostituire gli aerei da trasporto Ilyushin Il-76 e Antonov An-124. Gli ultimi due progetti, però, sono lontani dall’essere messi in pratica e rimangono, allo stato attuale, solamente ideati su carta.

I pochi dati a disposizione

Sul futuro bombardiere a lungo stealth non sono molte le notizie fatte trapelare dal ministero della Difesa e dalla Tupolev, ma alcune caratteristiche sono intuibili dagli sviluppi seguiti dal programma che ha portato alla nascita del Su-57. Certamente il Pak Da sarà un’ala volante, sulla falsariga dei Northrop Grumman B-2 Spirit e B-21 Raider statunitensi, così da diminuire l’attrito con l’aria ad alta quota riducendo di conseguenza il consumo di carburante. Oltre a ciò, quasi sicuramente i progettisti della Tuploev saranno chiamati a rendere possibile il trasporto di un carico complessivo di armi (bombe e missili) di circa 30 tonnellate, dando al Pak Da anche la possibilità di trasportare i missili ipersonici Kh-47 Kinzhal.

Per quel che concerne agli aspetti difensivi, invece, il nuovo bombardiere russo -a differenza di quelli statunitensi- non dovrebbe avere capacità stealth avanzate, sfruttando maggiormente la possibilità di difendersi passivamente e attivamente tramite l’utilizzo di sistemi di guerra elettronica di “quinta generazione”. Virgolette necessarie dal momento che i primi Pak Da che usciranno dagli impianti di produzione Tupolev, saranno equipaggiati dello stesso sistema che sarà installato nella versione M2 dei Tu-160 prossima all’entrata in servizio.

Un bombardiere nato “vecchio”?

L’altra grande incognita sul programma per il nuovo bombardiere stealth è rappresentata dai continui ritardi accumulati da tutti i progetti sviluppati dalla Russia. Il Pak Da, infatti, secondo i piani originari già avrebbe dovuto effettuare il volo inaugurale, anche perché l’idea era di renderlo operativo entro il 2025. I problemi nella ricerca e nello sviluppo di alcune componenti chiave (tra cui i motori), le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e i pochi fondi stanziati dal governo di Mosca hanno rallentato il programma, facendo slittare in avanti la linea temporale per il Pak Da. Probabilmente sembra difficile riuscire a rispettare le nuove date, soprattutto per via del non elevato budget stanziato da Mosca per la difesa nonostante i molti programmi da portare avanti per modernizzare le forze armate, tra cui quello per un bombardiere di sesta generazione.

Il rischio concreto è che il Pak Da nasca superato sia sul piano operativo sia su quello tecnologico, anche perché comparando il progetto con quelli statunitensi ciò che emerge è che la futura “spina dorsale” dei bombardieri russi sarà una via di mezzo tra il B-2 e il B-21. La differenza, però, è che l’ultimo prodotto di Northrop Grumman andrà a sostituire proprio il B-2, entrato in servizio nel 1997 e considerato il capostipite dei bombardieri strategici stealth. Un ritardo difficile da recuperare.

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