Veicoli bomba e tattiche dell’Isis: i video che svelano la nuova strategia russa

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Nel corso dello scorso mese di giugno, sul campo di battaglia ucraino hanno fatto la loro comparsa i Vbied, acronimo di Vehicle-Borne Improvised Explosive Device. Si tratta dei veicoli carichi di esplosivo e lanciati a tutta velocità verso le postazioni nemiche. L’obiettivo è causare deflagrazioni e infliggere così perdite agli avversari. Una tattica vista in ben altri contesti, a partire dalla Siria e dall’Iraq durante l’era del califfato guidato dall’Isis. In quel caso, i Vbied erano guidati da un attentatore kamikaze che si immolava contro l’esercito siriano oppure contro le forze di Baghdad. In Ucraina, al contrario, i veicoli sono comandati da remoto e non ci sono persone a bordo. A inaugurare l’uso di questa tattica sono stati i russi, forse memori di quanto usato nei loro confronti proprio in Siria negli anni della lotta allo Stato Islamico.

I Vbied usati a Donetsk e Zaporizhzhia

Il 18 giugno sui canali Telegram russi e ucraini è stato diffuso un video in cui per la prima volta, all’interno del contesto ucraino, si mostra un veicolo usato dalle truppe di Mosca per essere lanciato contro postazioni ucraine. L’area in cui le immagini sono state girate è quella di Marinka, nell’oblast di Donetsk. Si tratta di una delle zone più contese. La cittadina, situata poco più a sud di Donetsk, dal 2014 si trova lungo la linea di demarcazione tra aree separatiste e aree in mano a Kiev. Dallo scoppio del conflitto del 2022, il suo perimetro urbano è attraversato dalla prima linea del fronte. Qui dunque si combatte aspramente e senza sosta.

Il video in questione è ripreso dalle linee russe. La battaglia, nel momento in cui sono state girate le immagini, si sta svolgendo nelle campagne attorno Marinka. Le due parti si stanno contendendo piccole ma strategiche porzioni di terreno. Una postazione ucraina è stata individuata dai russi dietro una schiera di alberi a poca distanza dalle trincee. A un certo punto, un mezzo corazzato si avvicina verso le trincee ucraine ed esplode in prossimità degli alberi. Il mezzo, come riportato dai canali Telegram che hanno fatto circolare le immagini, era probabilmente un Mt-Lb.

In un altro video invece, si scorge chiaramente la sagoma di un vecchio T-54 o di un T-55 che viaggia ancora una volta verso postazioni ucraine nella campagna di Marinka. Il veicolo è radiocomandato e non ci sono soldati a bordo. In questa occasione, il tentativo di raggiungere le trincee avversarie è vanificato dal fatto che il mezzo salta su una mina a cento metri dall’obiettivo. Le forze ucraine poco distanti lo individuano e lo neutralizzano. Entrambi i video hanno così certificato l’uso di Vbied da parte russa. La tattica potrebbe essere stata utilizzata non solo a Marinka ma anche nell’oblast di Zaporizhzhia, altro fronte caldo nell’attuale fase della guerra.

Mosca ha preso spunto dai propri nemici in Siria?

La curiosità nel vedere l’impiego di Vbied da parte russa consiste in primo luogo nell’assorbimento, da parte dei quadri militari di Mosca, di tattiche solitamente usate in Medio Oriente. Lanciare veicoli a tutta velocità contro le postazioni nemiche rappresenta infatti una pratica sperimentata dagli Hezbollah libanesi negli anni ’80, così come da molti gruppi armati palestinesi negli anni dell’intifada. Di recente, è stata usata soprattutto dall’Isis nell’era del califfato.

Gli stessi russi spesso hanno subito perdite in Siria proprio per l’impiego di veicoli esplosivi contro i propri militari, presenti nel Paese arabo dal 2015 in appoggio alle truppe del presidente Bashar Al Assad. Durante gli anni più bui della guerra civile siriana, centinaia di soldati delle forze di Mosca e di Damasco sono morti dopo attacchi condotti dall’Isis con mezzi imbottiti di esplosivo. Con l’unica differenza che i Vbied islamisti erano solitamente guidati da un miliziano suicida. Tanto da far coniare il termine Svbied, ossia Suicide Vehicle Borne Improvised Explosive Device.

Quanto visto a Donetsk quindi, potrebbe essere la semplice applicazione, da parte di Mosca, di una tattica usata dai propri nemici in Siria. Seppur senza l’ausilio di soldati suicidi e con invece l’impiego di mezzi guidati da remoto. L’uso dei Vbied è un’arma a doppio taglio per Mosca. Da un lato infatti, l’esercito russo rischia di esporsi alle critiche di chi ritiene questa tattica come figlia dell’esiguità di mezzi a sua disposizione. Dall’altro però, i comandi militari sperano di poter massimizzare le proprie azioni usando veicoli antichi e quindi sacrificabili.