Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
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La Marina militare italiana aggiunge un altro fondamentale elemento alla propria flotta. Oggi, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, del capo di Stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli e di quello della Marina, Valter Girardelli, sarà celebrato il varo di nave Trieste, la nave più grande della flotta italiana.

La cerimonia, che si terrà negli stabilimenti Fincantieri di Castellammare di Stabia, Sancirà l’ingresso nella nostra flotta di una nuova portaelicotteri d’assalto anfibio che può cambiare sensibilmente le capacità operative della Marina e rappresentare effettivamente un deciso cambio di passo anche nella strategia navale italiana.

Con un dislocamento a pieno carico superiore alle 33mila tonnellate, 200 metri di lunghezza, 230 metri complessivi di ponte di volo e larga 32 metri, la Trieste diventa di diritto la nave più grande della flotta italiana, con l’obiettivo di rimpiazzare la portaelicotteri Garibaldi ma soprattutto poter essere sfruttata anche per il trasporto degli F-35. I dati tecnici confermano, infatti, che il ponte di volo possiede nove punti di decollo configurati per una decina di elicotteri pesanti e quattro caccia multiruolo della Lockheed Martin. Proprio per questo motivo, come riporta Rid, “dovrebbe già avere le predisposizioni a livello software per garantire l’integrazione con il velivolo”.

La Trieste diventa così una delle navi più importanti della nostra flotta, se non il vero e proprio fiore all’occhiello della Marina

Specializzata nell’assalto anfibio, e questo già indica quali siano gli scenari in cui pensa di esser coinvolta la Marina militare italiana nel prossimo futuro, la sua capacità di imbarcare all’occorrenza i discussi F-35 segnala che questo mezzo potrà rientrare anche a pieno nel sistema dell’alleanza che usa questi particolari sistemi d’arma. Quei caccia non solo aerei da guerra, ma veri e propri sistemi che cambiano anche la catena di comando. Quindi significa non solo che oltre che la Trieste sia, al pari della Cavour, una delle due navi italiane inserite nel sistema F-35, ma che possa anche essere sfruttata dagli alleati che già utilizzano questi caccia multiruolo: Stati Uniti in testa.

Se a questi sistemi si aggiungono cannoni a tiro super rapido con munizioni di ultima generazione guidate, mitragliere a tiro rapido, lanciamissili sia offensivi che difensivi, lanciarazzi e radar con algoritmi di scoperta, tracciamento e ingaggio che rappresentano le migliori novità in campo informatico nella Difesa, si comprende come nave Trieste sia effettivamente un elemento di novità nella nostra strategia. Anche da questi elementi si può infatti capire quale sia la direzione intrapresa dalla flotta italiana, che con questa mossa si è voluta lanciare non solo nella volontà di dimostrare la propria capacità realizzativa, ma anche l’idea che nelle sfide del futuro sarà questa nave (insieme alla portaerei Cavour) ad avere il ruolo di guida nelle gerarchie navali. 

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