Il comando della rinata Seconda flotta della Marina statunitense ha annunciato, il 31 dicembre scorso, di aver raggiunto la piena operabilità, dopo l’avvio della ricostituzione iniziata nel 2018 a seguito dell’aumento delle tensioni internazionali con la Russia. La Seconda flotta sarà basata a Norfolk, Virginia, alla stessa maniera di quanto avveniva fino a nove anni fa con la sua precedente- che portava la stessa numerazione. Identici saranno anche gli obiettivi, perché il nuovo comando avrà il compito di assicurare la sicurezza di tutta l’area dell’Atlantico settentrionale e dell’Artico, andando così a fare da deterrente a ogni eventuale azione o provocazione militare da parte della marina russa.

Ristabilita in ottica anti-Russia

Non solo però, perché il comando della Seconda flotta avrà anche il compito di supervisionare l’addestramento e la certificazione delle varie unità destinate a servire nei porti della costa orientale degli Stati Uniti. Sullo sfondo però resta la necessità della US Navy di assicurare la sicurezza degli oceani e dei mari, specialmente per quel che riguarda alla libertà di navigazione. Come spiegato dal comandante della Seconda flotta, vice ammiraglio Andrew Lewis, l’aumentato numero delle rotte navigabili nell’Artico obbliga gli Stati Uniti a dotarsi delle capacità necessarie per garantire la navigazione delle navi commerciali, oltre che di quelle per fronteggiare potenziali minacce. Oltre alla Russia a preoccupare, c’è anche la Cina anche perché è aumentato l’interesse da parte di Pechino verso le rotte e la zona dell’Artico. Ciò ha fatto innalzare il livello di allerta nel Pentagono, intenzionato a ribadire nuovamente il proprio dominio sugli Oceani considerati parte integrante del sistema di difesa e di sicurezza.

Il ruolo cruciale in ambito Nato

Dal 1° luglio 2018 a oggi, il comando della Seconda flotta ha già preso parte in maniera attiva a esercitazioni militari Nato, così da adempiere ai propri compiti qualora fosse considerato necessario. L’attività principale alla quale sarà chiamata sarà di effettuare la lotta antisommergibile nella zona che va dalla Groenlandia alla Norvegia (il Giuk gap). A ciò si aggiungerà il controllo dell’area che va dal mar dei Caraibi all’Artico, sostenendo al tempo stesso le attività marittime dell’Alleanza Atlantica tramite l’addestramento, anche, delle unità che saranno assegnate alla Sesta flotta, di base a Napoli. Il comandante della Seconda flotta, infatti, sarà posto al vertice del Joint Force Command Norfolk (Comando congiunto delle forze navali per l’Atlantico) e riferirà direttamente al Chief of Naval Operations (il capo di Stato maggiore della Marina statunitense) e al Comandante supremo delle forze alleati in Europa (Saceur, Supreme Allied Commander Europe).

Il raggiungimento della piena operabilità della Seconda flotta permetterà di garantire la possibilità di reagire a ogni potenziale minaccia in un’area vitale per gli interessi economico-politici, non solo statunitensi ma anche di tutti i Paesi europei. Inoltre darà modo agli Stati Uniti di aumentare l’integrazione e l’interoperabilità con le altre marine impegnate nell’Atlantico, migliorando di conseguenza le capacità di combattimento marittimo della Nato.

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