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Guerra

Usa, presto una nave guidata dall’intelligenza artificiale

L’Agenzia statunitense per i progetti di ricerca avanzata per la difesa (Darpa) ha lanciato la sua ultima idea nel campo delle nuove tecnologie, presentando il concetto di quella che sarà la nave del futuro. Come già anticipato dal nome, la...
Portaerei americana

L’Agenzia statunitense per i progetti di ricerca avanzata per la difesa (Darpa) ha lanciato la sua ultima idea nel campo delle nuove tecnologie, presentando il concetto di quella che sarà la nave del futuro. Come già anticipato dal nome, la Nomars (No Manning Required Ship) non avrà a bordo un equipaggio umano ma bensì sarà controllata interamente dall’intelligenza artificiale. Il piano dei tecnici della DARPA è ambizioso ed è considerata una sfida decisa alla tradizionale ingegneria navale e alle dottrine operative, entrambe incentrate principalmente sulla presenza umana.

Vantaggi economici e strategici

Per fare ciò l’idea, di chi sta lavorando al progetto, è di creare un nuovo scafo più leggero e più piccolo da destinare unicamente alle Nomars. Il vantaggio sarebbe proprio nell’assenza dell’uomo a bordo, il che assicura la possibilità di ridurre gli spazi occupati solitamente dall’equipaggio e di utilizzarli in un’altra maniera. Il progetto della Darpa permetterebbe anche di ridurre i costi associati alle operazioni della Marina tagliando quelli destinati all’approvvigionamento di beni, all’assistenza e all’addestramento. Un risparmio economico che non sarebbe indifferente per il Pentagono, che così liberebbe ulteriori fondi da investire in altri settori e nella ricerca di tecnologie di sempre più moderna generazione. I vantaggi, però, non sarebbero solamente di tipo economico e umano (visto che si ridurrebbe il numero di potenziali vittime), ma bensì anche strategicamente una nave senza equipaggio potrebbe garantire un vantaggio non indifferente potendo operare a distanza ravvicinata con il nemico, sfruttando l’armamento e la maggiore velocità rispetto alle attuali navi. Il motivo di ciò risiede nel fatto che lo scafo avrebbe un’elevatissima efficienza idrodinamica, non venendo concepito per assicurare la sicurezza e il comfort dell’equipaggio.

Ovviamente qualora il programma Nomars diventerà realtà per la Marina degli Stati Uniti sarà un cambiamento “epocale”, permettendo di rispondere alla necessità di dotarsi di nuove navi capaci di effettuare missioni di sorveglianza, di individuazione dei bersagli e di guerra elettronica. Al momento questa tipologia di operazioni vengono compiute da navi di maggiori dimensioni che potrebbero costituire un “facile” bersaglio, specialmente in caso di conflitto contro un Paese dotato di elevate capacità di difesa anti-navale.

Dubbi etici?

Un grande punto interrogativo, però, sul programma in fase di sviluppo alla Darpa è legato all’impiego così massiccio della robotica e dell’intelligenza artificiale su quella che sarà una nave da guerra. La sostituzione uomo-macchina, infatti, è vista con sospetto dalla maggior parte dei generali e dei politici legati in qualche modo alle tematiche militari, anche perché la paura principale è quella che le macchine si ribellino e che prendano iniziative non basate sul buonsenso. Per questo motivo al Pentagono e gli alti vertici della Marina rimangono scettici del programma Nomars, mentre viene maggiormente preferita l’altra opzione: la realizzazione di navi di media e grande dimensione a guida remota.

Gli elevati costi per la realizzazione e automatizzazione di un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke a guida remota, però, hanno causato alcuni ripensamenti. Il Congresso ha approvato infatti lo stanziamento di fondi per un altro programma della Marina, ovvero quello per la realizzazione di due corvette a guida remota che nel corso del 2020 dovrebbero essere impostate nei cantieri navali statunitensi. Il limite imposto, inoltre, riguarda l’armamento, perché i deputati statunitensi hanno di fatto vietato l’installazione di tubi lanciamissili verticali sulle corvette a guida remota.

Il controllo e la presenza umana rimangono centrali nel dibattito politico sulle operazioni militari e sugli armamenti. Ciò nonostante lo sviluppo delle Lusv (Large Unmanned Surface Vehicle) permetterà alla Marina di valutare quanto le navi a guida remota siano effettivamente utili e impiegabili, gettando le basi per lo sviluppo di nuovi concetti operativi e aprendo la strada alle navi “intelligenti” immaginate dai tecnici della Darpa. Nei prossimi mesi e anni il lavoro sul programma Nomars continuerà a vele spiegate, così da presentare il prima possibile un prototipo di quella che sarà la nave del futuro.





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