Il Pentagono ha annunciato che, dal prossimo anno, si svolgeranno le prime sperimentazioni sulle reti di quinta generazione (5G) così da verificarne le possibili applicazioni in ambito militare. Per svolgere le prime implementazioni del 5G sono state individuate 4 basi (Joint Base Lewis-McChord, Hill Air Force Base, Naval Base San Diego e Marine Corps Logistics Base Albany), dove verrà valutato quanto e in che modo potrà essere utilizzato per supportare le operazioni future delle diverse forze armate. In ognuna delle basi prescelte dal Pentagono saranno effettuati test differenti tra loro, in modo tale da ridurre i tempi prima dell’effettivo impiego delle reti 5G nelle comunicazioni e nelle tecnologie militari.

Gli obiettivi dei test

Nella base di Lewis-McChord, utilizzata sia dall’Esercito sia dall’Aeronautica, saranno verificate le capacità del 5G nel supportare la realtà virtuale e i software di gestione. Alla base aerea di Hill verrà esaminato la condivisione dello spettro di frequenze tra la rete 5G e le attuali 4G, considerato un prerequisito fondamentale per continuare a impiegare sistemi progettati sulla base delle reti di una generazione più anziane. Eseguiranno un test congiunto, invece, i tecnici della base navale di San Diego e in quella di Albany del Corpo dei Marines, dove saranno esaminate la velocità e la larghezza di banda del 5G, anche nelle sue possibili applicazioni al campo della logistica.

La speranza del Pentagono è di iniziare a integrare le reti di quinta generazione nel corso del 2020, così da ridurre i tempi di risposta in teatro operativo e per aumentare in maniera consistente il numero di dispositivi connessi rispetto al 4G. Ma questi test non saranno utili solo a verificare l’applicazione militare vera e propria, perché l’altro obiettivo è quello di stimolare le industrie affinché accelerino i tempi per creare una rete 5G da zero funzionante e utilizzabile. Alla sperimentazione militare, infatti, dovrebbe affiancarsene anche una civile, indirizzata soprattutto alle aziende operanti nel campo delle telecomunicazioni che potrebbero approfittare dei test del Pentagono per sviluppare il 5G in un ambiente protetto e a basso rischio.

Riuscire in ciò assicurerebbe agli Stati Uniti la possibilità di rendere disponibile la rete ad altissima velocità su tutto il territorio nazionale, battendo anche l’agguerrita concorrenza portata dalla Cina non solo in ambito commerciale. Questo perché al Pentagono –ma anche nei diversi dicasteri della Difesa di gran parte del mondo– l’idea è che chi padroneggerà al massimo il 5G riuscirà ad avere migliori capacità militari, soprattutto nel ambito della gestione e dell’utilizzo dei sistemi e dei software di nuova generazione, tra cui quelli relativi all’intelligenza artificiale e alle comunicazioni in teatro operativo. Per unire gli sforzi verso lo sviluppo e l’implementazione del 5G il Pentagono e la Commissione federale per le comunicazioni (Federal Communications Commission), probabilmente, incrementeranno la cooperazione, coinvolgendo anche le aziende interessate alla rete di nuova generazione.

Le implicazioni militari del 5G

L’occhio degli Stati Uniti, però, è anche in ottica estera, perché lo sviluppo di un’architettura 5G stabile e funzionante potrebbe portare a un’implementazione anche nelle infrastrutture di rete dei Paesi alleati, andando così a estromettere la cinese Huawei. Il timore, infatti, è quello che in caso di conflitto i cinesi potrebbero penetrare nelle reti dei Paesi alleati (non solo in ambito NATO), sfruttando proprio gli accordi siglati tra Pechino e i diversi Governi occidentali per lo sviluppo del 5G. In questo caso le capacità degli Stati Uniti di comando, di controllo e di proiezione di potenza sarebbero annullate, avvantaggiando la Cina in un conflitto su scala globale o regionale. Anche per evitare potenziali “insicurezze” dovute alla presenza anche di un minimo componente prodotto in Cina, la nuova spinta del Pentagono alle industrie è volta proprio ad aumentare gli sforzi per progettare da zero una rete 5G, così da assicurarne un’effettiva e piena sicurezza alla connessione.

Avere una rete sicura in ambito militare sarà cruciale nel prossimo futuro perché grazie al 5G sarà possibile non solo gestire un maggior numero di sistemi, ma anche gli armamenti di nuova generazione tra cui i missili ipersonici per i quali sarà necessaria la connessione più rapida possibile per modificare la rotta nel corso della fase di rientro. Le implicazioni però ci saranno anche in ambito difensivo, specialmente nei sistemi di difesa antiaerea e antimissile del futuro che avranno maggiori capacità di analisi grazie all’intelligenza artificiale, sempre più affidabile proprio grazie alla possibilità offerta dal 5G di elaborare e trasmettere in maniera rapida enormi quantità di dati.

Anche per questo motivo il Pentagono è intenzionato a far sì che negli Stati Uniti vengano sviluppate nuove infrastrutture di rete sicure ed efficienti, oltre che pronte per essere rese disponibili ai civili così come ai militari. Mantenendo sempre, per il futuro, la speranza e l’aspettativa di aumentare anche la partecipazione e la cooperazione con gli altri Paesi occidentali interessati all’utilizzo del 5G, anche e soprattutto in ambito militare.