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Da una parte, la Polonia annuncia di aver firmato un accordo da 3,8 miliardi di euro per l’acquisto di sistemi antimissile statunitensi Patriot. Dall’altra parte, il sistema Patriot venduto ai sauditi non riesce a intercettare i missili lanciati dallo Yemen . Uno di essi, cadendo, ha ucciso un civile. Gli altri pare non abbiano intercettato alcun missile.

Insomma, qualcosa non torna nel sistema venduti dagli Stati Uniti. Ma si può dire che i Patriot siano così inaffidabili? Secondo una ricerca di Foreign Policy, decisamente sì.

Lo studio della rivista americana

Foreign Policy, partendo dall’ultimo episodio in Arabia Saudita, muove una critica pesantissima al sistema americano. Il titolo è eloquente: “I missili Patriot sono fatti in America e falliscono ovunque“. 

Secondo Jeffrey Lewis, direttore del Programma di non proliferazione in Asia orientale per il Centro James Martin per studi sulla non proliferazione presso il Middlebury Institute of International Studies di Monterey. Secondo il direttore, “il sistema schierato in Arabia Saudita – Patriot Advanced Capability-2 – non è progettato per intercettare i missili Burkan-2 che gli Houthi sparano contro Riyadh. 

Ma il direttore aggiunge anche un altro dubbio.”Sono profondamente scettico sul fatto che il Patriot abbia mai intercettato un missile balistico a lungo raggio in combattimento”, spiega il direttore. Per poi continuare: “devo ancora vedere prove convincenti non classificate di un’intercettazione avvenuta con successo”.

Un esempio fu la Guerra del Golfo del 1991. L’opinione pubblica fu portata a credere che il Patriot avesse prestazioni quasi perfette, intercettando 45 dei 47 missili Scud lanciati dall’artiglieria di Saddam Hussein. Poi, con il tempo, non solo l’esercito degli Stati Uniti ha rivisto la stima riducendola fino al 50%, ma un impiegato del Servizio di ricerca del Congresso avrebbe addirittura osservato che se le forze armate americane avessero applicato correttamente la propria metodologia di valutazione, il numero sarebbe molto più basso, addirittura soltanto uno.

Secondo un’indagine dell’House Comittee, “ci sono poche prove per dimostrare che il Patriot abbia colpito più di pochi missili Scud lanciati dall’Iraq durante la Guerra del Golfo”. Un rapporto che non è mai stato reso eccessivamente pubblico per via dell’attività di lobbying di esercito e Raytheon Company

Perché gli Usa continuano a vedere i Patriot

Al perché gli Stati Uniti continuino a vendere questo sistema e sul perché trovi acquirenti disposti a pagare miliardi di dollari, le risposte sono molte. Sicuramente c’è un profilo legato all’immagine che vogliono dare sia i venditori che gli acquirenti.

Gli Stati Uniti non possono evidentemente mostrare al mondo di avere un sistema potenzialmente fallimentare. L’amministrazione di Donald Trump, inoltre, sta puntando tantissimo sulle commesse militari. L’industria bellica Usaha un potere formidabile all’interno degli apparati economici e politici americani. E non va dimenticato che Trump ha anche il dovere di rassicurare cittadini e alleati.

Dall’altro lato, gli acquirenti sono disposti a spendere miliardi per almeno due motivi. Il primo è per mantenere rapporti positivi con gli Stati Uniti . Non a caso i sauditi e i Paesi dell’Europa orientale sono fra i primi acquirenti. Entrambi vogliono avere Washington vicina ed entrambi hanno un nemico che li unisce all’America: la Russia e l’Iran. Per fare questo, occorre mettere mano al portafogli. Il secondo motivo è mostrare all’avversario di essere protetto e far capire ai propri cittadini che il governo pensa alla loro sicurezza.

Soltanto che c’è un problema: finora questo sistema si è dimostrato fallimentare. Scommettere sui Patriot significa non solo scommettere su un cavallo perdente per chi lo compra, ma dare un’immagine di debolezza a tutti i potenziale avversari degli Stati Uniti. Trump aveva detto che l’esercito americano aveva sistemi “che possono abbattere un missile nell’aria il 97% delle volte”. Finora non sembra. E gli altri, quelli nella penisola coreana, sono stati provati solo nei test.