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Guerra

Un’arma Usa dietro la strage di elicotteri russi: come ha fatto Kiev a colpire Mosca

Ci sarebbe la contraerea di Kiev dietro l'abbattimento degli aerei caduti a Bryansk due mesi fa: gli ucraini avrebbero usati i Patriot

La Russia già da tempo ha difficoltà a portare i propri aerei all’interno dello spazio aereo ucraino. Dopo i primi raid attuati subito dopo l’inizio della guerra, l’aviazione di Mosca è quasi sparita dal campo. Il perché è dato probabilmente dall’arrivo, sul fronte ucraino, dei sistemi di difesa antiaerea occidentale. Per gli aerei russi è diventato più difficile varcare il confine e lanciare raid da punti più vicini all’obiettivo.

Un problema solo parzialmente risolto con l’uso delle cosiddette bombe plananti. Ordigni “intelligenti” sparati dagli aerei direttamente dal territorio russo, evitando quindi l’ingresso nello spazio aereo ucraino. Il 13 maggio però si è avuto uno degli episodi più controversi, su cui ancora oggi si sta cercando di ricostruire l’esatta dinamica: in particolare, almeno quattro mezzi russi sarebbero stati abbattuti dagli ucraini prima ancora di entrare all’interno del proprio spazio aereo. Il tutto, con il lancio di alcuni Patriot girati dagli Usa. Nelle scorse ore, sui canali social dell’aviazione ucraina è stato inserito un video che sembra quasi una rivendicazione di quell’abbattimento.

Cosa è accaduto il 13 maggio 2023

Quel giorno gli occhi, sotto il profilo politico, erano puntati su Roma. Il presidente ucraino Zelensky infatti era appena arrivato nella capitale italiana per vedere sia il presidente del consiglio, Giorgia Meloni, che Papa Francesco. Sul campo di battaglia però si faceva strada una notizia che ha subito destato scalpore. Dalla Russia infatti, la mattina del 13 maggio scorso hanno confermato la caduta di almeno due caccia e due elicotteri. Tutto è avvenuto nella regione di Bryansk, non lontana dai confini settentrionali dell’Ucraina. Il primo a riportare il fatto è stato il canale Telegram russo Rybar, gestito secondo alcuni media indipendenti locali da due ex funzionari del ministero della Difesa.

La notizia nelle ore successiva è stata poi confermata dalle stesse autorità di Mosca. Un Sukhoi-34, un Sukhoi-35 e due elicotteri sono stati inclusi nella lista dei mezzi persi in quel giorno dalla Difesa russa. Una perdita importante, su cui sono state aperte subito delle speculazioni. L’idea più accreditata in questi mesi ha riguardato l’azione contraerea ucraina. Circostanza non indifferente perché, se confermata, si tratterebbe del primo abbattimento di mezzi russi avvenuto direttamente nello spazio aereo di Mosca.

Il video pubblicato da Kiev

Molti indizi hanno portato subito a pensare all’Ucraina. Gli aerei russi infatti, erano molto vicini al confine. E vista la necessità di Mosca di usare le bombe plananti è possibile pensare che a Kiev, una volta notati i mezzi a pochi passi dal proprio spazio aereo, sia stato deciso di attivare la contraerea. Solo ipotesi però e pochi indizi concreti. Il 3 luglio invece, l’aviazione ucraina ha pubblicato un video che sembrerebbe confermare l’ipotesi più ventilata nelle ultime settimane.

Kiev infatti, secondo la ricostruzione contenuta nelle immagini rilasciate sul canale dell’aviazione, avrebbe usato dei Patriot Usa per abbattere gli aerei russi. Il motivo sarebbe da ricercare per l’appunto nella necessità, da parte delle difese ucraine, di evitare che i mezzi di Mosca potessero sganciare le bombe plananti verso il proprio territorio. Nel video, così come evidenziato su Forbes, si fanno cenni all’operazione effettuata con i Patriot il 13 maggio scorso. Si nota, tra le altre cose, la presenza di segni con i quali i soldati ucraini tengono il conto dei mezzi abbattuti.

In data 13 maggio per l’appunto, sono segnati tre elicotteri e un drone. Ci sono poi le sagome di due caccia russi, anche se la data non è ben visibile. Ma tutto porta a pensare che si tratti dei mezzi precipitati a Bryansk in quel giorno. Pochi secondi e pochi frame non fanno certo una conferma. Anche perché il video proviene da una fonte di una delle parti in causa nel conflitto e che ha tutto l’interesse a rivendicare episodi su cui ancora non c’è piena luce. Tuttavia, le immagini costituiscono un piccolo tassello che ben si incastra con la dinamica dei fatti del 13 maggio fino ad oggi conosciuta. L’unica incongruenza è infatti rappresentata dal numero di elicotteri colpiti: per gli ucraini sono stati tre, mentre Mosca ha segnalato la perdita di due elicotteri.

Cosa può cambiare nella guerra

Se tutto dovesse essere confermato, il primo elemento significativo riguarda il fatto che con i missili Patriot gli ucraini sarebbero in grado di colpire mezzi russi al di là del confine. Circostanza questa che eviterebbe a Kiev di subire raid con le bombe plananti. Di conseguenza, e qui si arriva all’altro elemento importante della vicenda, Mosca potrebbe essere costretta a cambiare strategia. Dovrebbe cioè ridimensionare l’ambizione di colpire l’Ucraina con gli ordigni sganciati dai propri caccia operanti nel proprio spazio aereo.

Come sottolineato sempre nel report di Forbes, dopo il 13 maggio si è assistito a una significativa diminuzione di attacchi con bombe plananti sganciate da aerei operanti vicino il confine ucraino. Soprattutto nel nord dell’Ucraina, lì dove Kiev ha potenziato le sue difese. Gran parte degli ultimi attacchi invece, sono avvenuti con missili da crociera azionati da bombardieri operanti a distanza di centinaia di chilometri dalle frontiere. La capitale Kiev invece è stata colpita soprattutto con i droni, anch’essi nel mirino dei Patriot Usa.

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