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La marina dei Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione dell’Iran (o Irgc), presto si arricchirà di una nuova unità. Da immagini che ci giungono dalla ricognizione satellitare, riportate da Naval News, risulta che presso il cantiere navale Shahid Mahallati di Bushehr è in costruzione una seconda nave tipo catamarano che si aggiungerà alla Shahid Nazeri.

Il satellite, nonostante le riprese mostrino parzialmente l’unità, ha evidenziato come le due navi abbiano alcune somiglianze: entrambe sono grandi catamarani con scafi stretti e molto distanziati. La sovrastruttura si trova sopra i due scafi, montata su diverse gambe particolarmente alte. Secondo gli analisti questo aspetto “sgraziato” può consentire un pescaggio ridotto con una stabilità decente nonostante l’elevata sovrastruttura. Se la soluzione costruttiva dovesse essere la stessa della Shahid Nazeri, anche questa unità dovrebbe sviluppare una velocità relativamente elevata, pari circa a 28 nodi.

Gli scafi ampiamente distanziati consentono anche di permettere a piccole imbarcazioni di giungere sotto la nave, il che può essere utile in alcuni scenari tattici. Si pensa che le unità di questo tipo possano fungere da navi comando per sciami di piccole imbarcazioni iraniane: la tattica della marina delle Irgc si basa ancora, essenzialmente, sull’utilizzo di imbarcazioni sottili, anche armate di missili antinave leggeri, per attacchi “mordi e fuggi”. Gli interni relativamente spaziosi, l’alto punto panoramico ed il ponte di volo per elicotteri fanno pensare che questa interpretazione sul suo ruolo sia corretta. Sempre guardando alla Shahid Nazeri è lecito supporre che anche la nuova nave sia costruita per la maggior parte in alluminio, tuttavia si discosta da questa per le dimensioni, essendo notevolmente più grande. La sovrastruttura si estende molto più a poppa rispetto all’unità precedente.

È probabile che anche l’armamento sarà simile, con solo cannoni per l’autodifesa. La Shahid Nazeri ha infatti una mitragliatrice Gatling (forse una copia prodotta localmente di una minigun) a prua e due mitragliatrici Dshk da 12,7 millimetri. Sulla nuova unità non sembra esserci spazio per un cannone più grande.

Dal design e dalle dimensioni si potrebbe pensare che possa impiegare anche missili: l‘osservazione delle immagini fa supporre che saranno montati dei sistemi lanciamissili, ma è troppo presto per dirlo. In questa fase della costruzione non è ancora possibile stabilire quale sarà la classe di appartenenza della nave ed il suo ruolo, che si potrà dedurre dal disegno finale e dalle dotazioni di armamento.

Un secondo scafo, probabilmente afferente allo stesso progetto, è stato osservato in un altro piccolo cantiere navale vicino a Bandar Abbas, il principale porto iraniano: sembra quindi che sia stata avviata una sorta di “produzione in serie”.

Che sia una nave per attacchi veloci, o una “nave comando”, quello che è sicuro è lo sforzo cantieristico dell’Iran per cercare di migliorare le capacità della sua marina militare e di quella dei Pasdaran.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a due importanti novità in questo senso, che oltre a confermare questi sforzi produttivi, sottolineano il cambio di dottrina della guerra di attrito navale di Teheran.

Lo scorso novembre è stata presentata la Shahid Roudaki, un’unità derivata da un mercantile civile, che si è unita alla Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.

La nave è lunga 150 metri e larga 22 metri con un ponte aperto sufficientemente grande e libero da strutture per fungere da punto di atterraggio per elicotteri, insieme piccoli droni. L’armamento difensivo è costituito da un cannone antiaereo da 23 mm e da più mitragliatrici pesanti. Durante la cerimonia i Pasdaran avevano fatto sfilare una serie di sistemi d’arma sul ponte della Shahid Roudaki per dimostrare la sua versatilità di impiego. Questi includevano quattro imbarcazioni veloci con sistemi di lancio missilistici multipli (Mlrs), un lanciatore mobile per sistema missilistico terra-aria Khordad, un elicottero Bell 412, sei droni Ababil-2 e due piccoli droni quadrirotori, infine quattro lanciamissili anti-nave Qader.

Più recentemente anche la marina iraniana ha svelato una nuova unità simile alla Shahid Roudaki. Si tratta della Makran frutto della conversione di una petroliera, la Persian Gulf, ed equipaggiata con missili anti-nave e anti-aerei per conferirle alcune capacità difensive e offensive.

Si ritiene che la nuova nave abbia la funzione di “base avanzata”, simile, nel concetto, ai vascelli Emb (Expeditionary Mobile Base) della marina statunitense.

L’unità, lunga 230 metri, è molto più grande della nave della Shahid Roudaki, e fornirà nuove capacità alla Marina di Teheran. Le prime immagini della Makran, non ufficiali, hanno cominciato a circolare a fine novembre, ed in quella occasione il comandante della Marina della Repubblica islamica dell’Iran, contrammiraglio Khanzadi, aveva affermato che la nave sarebbe stata in grado di trasportare elicotteri e Uav (Unmanned Air Vehicle).

La nave è dotata di ampio ponte di volo spostato verso prua e sembra essere stata ricostruita con capannoni simili a hangar sullo stesso livello.

Tutte queste nuove unità permetteranno un salto qualitativo nelle capacità della flotta iraniana. Faranno infatti da navi appoggio anche per operazioni di forze speciali e per attacchi asimmetrici a più vasto raggio, quindi non più essendo costretti a partire da basi costiere per via dell’autonomia di certi mezzi sottili, e pertanto con la possibilità di effettuare attività di sea denial in altri teatri. Ci sarà anche la possibilità di movimentare truppe a distanza, grazie alla presenza di ponti di volo, più o meno grandi a seconda delle unità considerate, per operare con elicotteri.

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