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Guerra

Una base segreta dei marines in Australia?

La pianificazione di una nuova base d’appoggio per marines statunitensi in Australia doveva essere “segreta”, ma indiscrezioni sfuggite a qualche funzionario adesso rischiano di compromettere il progetto e mettere in allarme la Cina, che potrebbe non vedere di buon occhio...

La pianificazione di una nuova base d’appoggio per marines statunitensi in Australia doveva essere “segreta”, ma indiscrezioni sfuggite a qualche funzionario adesso rischiano di compromettere il progetto e mettere in allarme la Cina, che potrebbe non vedere di buon occhio un’altra installazione militare in grado di permettere alla forza anfibia americana di operare più facilmente nella regione dell’Indo-Pacifico.

I dettagli precisi riguardo il futuro e le funzioni di questa nuova installazione – che dovrebbe sorgere nell’area di Glyde Point, a circa 40 chilometri a nord-est del porto di Darwin – rimangono altamente “classificati”, ma come riporta l’agenzia d’informazione Abc : “Lo sviluppo di una base multi-uso” che sorgerà sulla costa dei territori del Nord dell’Australia è stata “confermata” da diversi funzionari della Difesa che hanno preferito rimanere nell’anonimato. Diverse figure della difesa australiana e del governo federale ammettono che un piano del genere – per quanto ipotetico – rischia di far arrabbiare “seriamente” la Cina – anche nell’ipotesi che si se si trattasse soltanto di un porto commerciale dai fondali profondi, dunque capaci di ospitare una portaerei. Già nel 2015 l’allora capo delle operazioni navali degli Stati Uniti, ammiraglio Jonathan Greenert, aveva rivelato che il Pentagono stava considerando la possibilità di stabilire una base navale permanente in Australia. E questo dà credito a queste “voci”.

Già in passato le coste dei territori del Nord dell’Australia erano state considerate adatte allo sviluppo di un nuovo grande porto industriale – date le acque relativamente profonde – e tale “possibilità” potrebbe aver dato luogo a piani di natura strategica che hanno coinvolto in qualche modo il riallineamento delle forze armate americane. Se dovesse infatti essere approvato il nuovo porto, potrebbe essere in grado di ospitare grandi navi da guerra anfibie come l’Australia Landing Helicopter Docks e fungere da base d’appoggio per navi anfibie americane come la USS Wasp. Questa istallazione multi-uso risulterebbe inoltre ideale, secondo gli analisti, per stanziare un contingente di 2mila marines con tutte le attrezzature che avrebbero un facile accesso all’Indo-Pacifico: teatro di tensioni internazionali crescenti a causa della disputa per le rotte commerciali.

Secondo gli analisti militari, tra le varie opzioni il Pentagono aveva considerato anche Singapore, ma aveva poi concluso che l’Australia settentrionale era sicuramente la migliore posizione strategica,tenuto conto della rete di basi presenti nel resto della regione. “Gli americani chiaramente non si stanno ritirando dall’Indo-Pacifico, sia per la loro concorrenza strategica con la Cina o più in generale”, ha affermato un esperto di affari internazionali dell’Università Nazionale Australiana: “È chiaro che gli americani intendono rimanere nella regione per rafforzare la loro presenza, rafforzare l’alleanza, e quindi una struttura come questa sarebbe uno sviluppo abbastanza logico, credo”, ha poi concluso nell’intervista rilasciata ad Abc.

Gli inviati dell’emittente hanno contattato sia il Dipartimento della Difesa e sia l’ambasciata degli Stati Uniti a Canberra per avere delle dichiarazioni in merito, ma nessun portavoce ha espresso una posizione sulla faccenda, né si è sbilanciato su costi e tempi. Il dipartimento della Difesa australiano si è limitato ha ribadire: “La Difesa non ha piani per lo sviluppo di una nuova struttura navale nel Northern Territory”. L’ambasciatore degli Stati Uniti e i membri del suo staff si sono invece rifiutatati di commentare. Ciò che alcune indiscrezioni avrebbero confermato, tuttavia, è che un progetto di pianificazione è invece in atto, e che è stato tenuto “nascosto” oltre tempo per evitare l’ira o la risposta di Pechino, che venendo a conoscenza di questo piano congiunto tra Usa e Australia potrebbe puntare gli occhi su altre isole e atolli semi-sommersi, proseguendo nella sua opera di militarizzazione del Mar Cinese Meridionale e portando sempre più avanti i suoi avamposti militari.

A confermare quella che possiamo ancora considerare soltanto un’ipotesi, Abc ha riportato il contenuto presente nell’ultimo rapporto sulla strategia per Indo-Pacifico del Pentagono, che dichiara come gli Stati Uniti stiano cercando la strada per “evolvere la postura e bilanciare le capacità chiave in Asia meridionale, Asia sud-orientale e Oceania per avere una presenza e punti di accesso più dinamici e distribuiti in tutta la regione”.





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