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La Nato è pronta a mettere un piede nel Golfo Persico, precisamente in Qatar. La notizia è stata riportata da Reuters, che cita fonti di alto livello occidentali attualmente a Kabul, in Afghanistan. La base, secondo le informazioni rilasciate dal funzionario in condizione di anonimato, dovrebbe servire come campo di addestramento per le forze speciali afghane dopo il ritiro dalla “tomba degli imperi”. Un segnale quindi di un nuovo coinvolgimento occidentale nello scenario afghano ma senza essere presenti fisicamente sul territorio.

Attualmente sono in corso i negoziati con Doha. I funzionari ascoltati dall’agenzia di stampa hanno tutti confermato che bisognerà attendere eventuali decisioni del Qatar, mentre i diretti interessati hanno evitato di rispondere. La scelta per il governo qatariota non è così scontata, dal momento che si tratterebbe di avere una base non di una forza alleata, ma di forze di sicurezza di un Paese che è ancora in una situazione di conflitto. I rischi non sono certo pochi, soprattutto perché i Talebani possiedono proprio nella capitale qatariota il loro ufficio politico. Ma il fatto che sia stata proprio Doha a ospitare i colloqui di pace e la contemporanea presenza di truppe americane ad Al Udeid e di altre forze Nato – a partire da britannici e turchi – potrebbe far propendere il Qatar per l’approvazione del piano.

La mossa potrebbe significare diverse cose. Innanzitutto la volontà americana (e quindi Nato) di rimanere più o meno indirettamente coinvolti in Afghanistan. La scelta di addestrare le forze speciali di Kabul nonostante il ritiro si unisce anche alla ricerca di basi per rimanere ancorati all’Asia centrale, nodo strategico che Washington non vuole cedere a Pechino o a Mosca. L’idea degli Stati Uniti è quella di poter continuare a colpire in territorio afghano da altre basi.

C’è poi un ulteriore fattore da non sottovalutare, e cioè il ruolo che può essere assegnato ai turchi, e quindi un nuova proiezione Nato attraverso Ankara. Il Pentagono ha già pensato alle truppe di Ankara per lasciarle come presidio nell’aeroporto di Kabul, e la Turchia ha da tempo l’intenzione di rimanere in Afghanistan anche per blindare i rapporti con le popolazioni musulmane e turcofone. Il fatto che sia coinvolto direttamente il Qatar come nuovo hub strategico per l’Afghanistan è un altro elemento che potrebbe far propendere per questa soluzione congiunta tra statunitensi, turchi e (forse) britannici.

Infine, un altro elemento a monte, e cioè la scelta della Nato di una base nel Golfo Persico. La questione di un allargamento a est dell’Alleanza atlantica è sempre stata vista nell’ottica di un accerchiamento russo, quindi verso l’Europa orientale e il Caucaso. Con una prima “àncora” in Qatar, l’Alleanza atlantica avrebbe un avamposto anche in nel mare del Medio Oriente, in un mare fondamentale anche in chiave anti iraniana. E proiettando la Nato anche verso l’Oceano Indiano.