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Il Regno Unito è pronto a installare un nuovo radar nella base di Saxa Vord, nelle Shetland, per controllare il traffico aereo dopo le ultime tensioni con la Russia e la crescita dei movimenti dell’aeronautica militare di Mosca nei cieli vicini allo spazio aereo britannico. “Il sistema radar di Saxa Vord è una parte importante per garantire che la Raf possa proteggere pienamente sia lo spazio aereo del Regno Unito che quello dei nostri alleati della Nato di fronte alle crescenti pressioni della Russia”, queste le parole di Stephen Hillier, Chief of the Air Staff del Regno Unito, durante la sua visita alla base militare dell’arcipelago a nord della Gran Bretagna, tra mare del Nord e mare di Norvegia. Una dichiarazione d’intenti abbastanza netta, non troppo distanti dalle dichiarazioni del segretario alla Difesa di Sua Maestà, sir Gavin Williamson:   “Proteggeremo sempre i nostri cieli dall’aggressione russa. Questo radar è una parte vitale delle difese del Regno Unito mentre reagiamo all’intensificarsi delle minacce globali e rafforziamo la nostra capacità di affrontarle. Le azioni della Russia non sono limitate ai confini orientali dell’Europa: la minaccia ai mezzi di sussistenza britannici è grave e reale”. La nuova postazione radar di Saxa Vord ha dunque un intento chiaramente legato all’attività dei velivoli russi nell’area. Secondo i dati, il nuovo radar fornirà informazioni chiave sui movimenti degli aeromobili nel nord del Regno Unito, andando in particolare a incrementare sensibilmente la Qra (Quick Reaction Alert) del Paese, ossia la gestione della sorveglianza dello spazio aereo internazionale e britannico attraverso le basi della Raf di Lossiemouth in Moray e di Coningsby nel Lincolnshire. Come riporta il sito della Royal Air Force, “durante gli ultimi cinque anni, la Raf ha effettuato 69 lanci Qra. Proprio la scorsa settimana (15 gennaio), due aerei Typhoon della base Raf di Lossiemouth sono stati fati decollare per intercettare due velivoli militari russi in avvicinamento che non hanno risposto alle autorità di controllo del traffico aereo”.

L’episodio dei giorni scorsi che ha coinvolto l’aeronautica miliare del Regno Unito arriva, come già scritto in questa testata, dopo una serie di “incidenti” tra Mosca e Londra non soltanto nello spazio aereo ma anche in quello marittimo. La Gran Bretagna, anche per la sua posizione geografica, si ritrova a doversi spesso confrontare con il passaggio obbligato della flotta e dell’aviazione russa all’uscita dal Baltico e dal mare del Nord e questo comporta spesso frizioni fra le forze armate delle due potenze. La Russia spesso studia la capacità di reazione dei sistemi di Difesa degli altri Paesi attraverso manovre “rischiose”. Un tipo di operazioni che nella Nato conoscono bene, ma che rischia di ritorcersi contro il Cremlino, che si trova spesso a doversi giustificare di fronte a una comunità europea già notevolmente influenzata da sentimenti anti-russi della classe dirigente. E questo avviene soprattutto in Gran Bretagna, uno dei Paesi dove è più serrata la sfida con la Federazione russa e dove non esiste movimento o area politica che non nutra un senso di ostilità nei confronti russi dai tempi della Guerra Fredda. E la visita di Stephen Hillier nella nuova struttura Radar Head nelle Shetland, per ispezionare i progressi nella costruzione, sembra effettivamente riportare le lancette dell’orologio indietro nel tempo, quando su quei cieli e in quei mari correva uno dei fronti più caldi della sfida fra blocco occidentale e sovietico. Il nuovo sistema, costato 10 milioni di sterline, vedrà l’isola tornare al ruolo che svolgeva negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, quando il sito veniva utilizzato come radar di preallarme sul fianco settentrionale della Nato. Sembrava che quei tempi fossero terminati con la caduta del muro di Berlino, ma sembra che nessuno sia disposto ancora a rinunciare a trovare un nemico. Anche per motivi economici. Non va dimenticato che la Difesa britannica rappresenta uno dei principali volani dell’economia scozzese e uno dei capisaldi della politica di Londra nella regione settentrionale del Regno. La Scozia ospita oltre 10mila soldati di Sua Maestà e 4mila membri del personale delle forze armate di riserva, mentre l’industria scozzese beneficia ogni anno di 1,5 miliardi di sterline di spesa pubblica da parte dello Stato centrale. Questo investimento alimenta un indotto di 9.750 lavori del settore privato e soprattutto di personale altamente qualificato. E in una regione separatista e con continui venti di secessioni, questi numeri aiutano a capire l’interesse di Londra per la spesa nel settore strategico.

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