La prossima parata della Vittoria che si svolgerà a Mosca il 9 maggio, in occasione del 75esimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, quasi sicuramente vedrà sfilare il “nuovo” T-90M “Proryv”, ultimo aggiornamento del principale carro armato da battaglia utilizzato dall’esercito della Russia. Stando a quanto riporta Tass,   sulla Piazza Rossa sfileranno 5 T-90M che saranno inclusi in un gruppo di 50 carri armati composto dai T-34/85, T-72B3, T-80BVM e i recenti T-14 Armada. In modo per ripercorrere la storia delle forze corazzate russe negli ultimi 80 anni.

La presenza dell’ultima versione del T-90 rappresenta un momento importante per la spinta di modernizzazione delle forze armate fortemente voluta – negli ultimi anni – da Vladimir Putin. A differenza del T-90A, la versione “M” è decisamente più avanzata sotto tutti gli aspetti possibili e, soprattutto, è matura e pronta a essere impiegata in ogni teatro operativo. A differenza di quanto avvenuto con il T-14 Armada, infatti, le forze russe hanno già testato sul campo diversi prototipi di T-90M, così da valutare prima singolarmente e poi nel complesso le modifiche che venivano apportate al principale carro armato da battaglia. Le differenze maggiori tra il T-90A e il T-90M sono nel motore più potente, nella torretta, interamente riprogettata, nel cannone da 125 millimetri e nel posizionamento delle munizioni all’interno del carro, a cui si aggiungono anche i nuovi sistemi di difesa attiva e passiva.

Migliore difesa dalle minacce

Aumentare le capacità difensive del T-90 era considerata una reale necessità da parte dell’esercito russo non solo per il modernizzarsi delle armi anticarro, ma anche per ovviare a molte obsolescenze relative a una progettazione “datata”. Tra le modifiche apportate vi è stata la sostituzione della corazza reattiva Kontakt-5, rimpiazzata dalla più recente Relikt che permette una protezione migliore contro i proiettili perforanti (Apfsds, Armour-piercing fin-stabilized discarding sabot) e i missili anticarro (Atgm, Anti-Tank Guided Missile). Per difendere uno dei punti deboli della versione iniziale del T-90 sono state inserite delle minigonne laterali a protezione dei cingoli, così da limitare eventuali attacchi volti a immobilizzare il carro esponendolo ad attacchi ravvicinati. Una necessità collegata al mutuare degli ambienti in cui i carri armati sono utilizzati che, a differenza del passato, sono impiegati maggiormente in zone urbane. Anche per questo motivo è stato migliorato il già efficace Shtora-1, ovvero il sistema di protezione attivo che avvisa l’equipaggio -grazie a una serie di sensori- se il carro viene illuminato dalla guida laser dei missili facendo ruotare in automatico la torretta e lanciando le granate fumogene.

I sistemi d’arma

Il carro armato, però, non è solamente i sistemi difensivi ma lo sono anche, e principalmente, quelli offensivi, a cominciare dal cannone che ne è il “simbolo” e l’arma principale. Per il T-90M è stata utilizzata la più recente delle tecnologie in questo ambito, dotandolo dello stesso cannone utilizzato sul T-14, ovvero il 2A82-1M da 125 millimetri che ha un’efficacia migliore del 15-20% rispetto a quello precedentemente impiegato sul T-90A. In totale nella Santa Barbara il T-90M può trasportare 43 munizioni di diverso tipo a cui si aggiungono le 22 inserite nel caricatore automatico del cannone, presente nei carri russi dal T-64 in poi.

Nonostante il cannone da 125 mm non farebbe pensare a un utilizzo in ambienti urbani, la mitragliatrice da 7,62 mm e quella pesante da 12,7 mm sono entrambe ideate per un impiego in questa tipologia di scenari sempre più predominanti nelle operazioni militari. Infatti entrambe le mitragliatrici -che possono essere utilizzate sia per difendere il carro sia per attaccare- sono comandante da sotto la torretta, in modo tale da non esporre il capocarro a eventuali colpi da armi da fuoco.

I test effettuati sul campo di battaglia in Siria hanno permesso ai carristi russi di indicare precisamente le migliorie da apportare ai sistemi d’arma del T-90, tra cui quelli relativi al controllo del fuoco e ai dispositivi di osservazione e di mira. Come nel caso del T-14, il comandante del carro armato avrà la possibilità di utilizzare un visore termico di nuova generazione per individuare i potenziali obiettivi, muovendo in automatico la torretta così da indirizzarla verso il bersaglio in modo rapido e preciso. Una scelta volta al combattimento “tradizionali” tra carri, ovvero quello in campo aperto dove le caratteristiche del T-90M possono fare la differenza sia per le capacità del cannone da 125 mm, e del relativo sistema d’arma, sia per il nuovo motore diesel da 1.000 CV, che rispetto al precedente propulsore garantisce la stessa autonomia (circa 550 km) offrendo però 160 CV in più di potenza.

Il prossimo 9 maggio sarà possibile, per la prima volta, vedere sfilare sulla Piazza Rossa la nuova versione del T-90 che, insieme al T-14 Armada, andrà a rappresentare la futura colonna vertebrale delle forze corazzate dell’esercito russo, permettendo di iniziare a pensionare i datati T-72, T-80 e T-90A. Un processo di modernizzazione per il quale serviranno ancora tempo e investimenti da parte del governo di Mosca, intenzionato però a continuare su questa strada per assicurarsi il mantenimento di elevate capacità militari.

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