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Una nave da guerra americana ha sconfinato nelle acque territoriali russe della Baia di Pietro il Grande, nel Mar del Giappone, dove si trova la base navale di Vladivostok.

Secondo la Tass, l’Uss John McCain (Ddg-56), cacciatorpediniere della classe Arleigh Burke, ha oltrepassato di due chilometri il confine marittimo della Russia, venendo intercettato dal caccia della classe Udaloy Admiral Vinogradov (identificativo 572).

Nel comunicato del ministero della Difesa russo si legge che “il cacciatorpediniere antisommergibile Admiral Vinogradov della flotta del Pacifico ha utilizzato un canale di comunicazione internazionale per avvertire la nave straniera che tali azioni erano inaccettabili e il trasgressore poteva essere costretto a lasciare le acque territoriali del paese con una manovra di speronamento. Dopo che l’avviso è stato emesso e l’Admiral Vinogradov ha cambiato rotta, il cacciatorpediniere Uss John S. McCain è tornato in acque internazionali”.

Sempre secondo il Cremlino, la nave da guerra statunitense non ha tentato di rientrare nelle acque territoriali della Russia. Il caccia russo ha continuato la sua missione nelle vicinanze della nave statunitense, ha osservato il ministero, aggiungendo che “la corvetta Sovershenny (classe Steregushchy n.d.r.) della flotta del Pacifico è stata inviata nell’area”.

Il McCain è impegnato in operazioni per il rispetto della libertà di navigazione, in gergo chiamate Fonop (Freedom Of Navigation Operations). L’U.S. Navy per il momento si è limitata a dire, in merito all’incidente, che “le dichiarazioni della Federazione Russa su questa missione sono false. L’Uss John S. McCain non è stato “espulso” dal territorio di nessuna nazione. Il McCain ha condotto questa Fonop in conformità con il diritto internazionale e ha continuato a condurre le normali operazioni in acque internazionali”.

La Marina statunitense ha anche aggiunto che nel 1984, l’Urss dichiarò un sistema di linee di base diritte lungo le sue coste, inclusa una linea di base diritta che racchiudeva la baia di Pietro il Grande dichiarata pertanto come acque interne. Questa linea di 106 miglia nautiche non è coerente con le norme del diritto internazionale come indicato nella Convenzione sul Diritto del Mare per racchiudere le acque di una baia. Tracciando questa linea di chiusura, l’Urss ha tentato di rivendicare acque internazionali come interne più di quanto fosse autorizzata a fare in base al diritto internazionale. La Russia ha quindi continuato lungo lo stesso solco tracciato dall’Unione Sovietica. Conducendo questa operazione (di Fonop n.d.r.), gli Stati Uniti hanno dimostrato che queste acque non sono all’interno dei confini della Russia e che non acconsentono alla rivendicazione secondo la quale la baia di Pietro il Grande è una “baia storica”.

Il cacciatorpediniere Admiral Vinogradov, che è in servizio nella Flotta del Pacifico da decenni, è stato coinvolto in un incidente simile anche l’anno scorso, quando il 7 giugno è quasi entrato in collisione con un incrociatore americano della classe Ticonderoga, l’Uss Chancellorsville (Cg-62), mentre era in navigazione tra il Mar Cinse Orientale e quello delle Filippine.

In quella occasione il portavoce della Settima Flotta statunitense, il comandante Clayton Doss, aveva definito i russi “pericolosi e poco professionali”, dicendo che il loro cacciatorpediniere “ha compiuto una manovra pericolosa contro l’Uss Chancellorsville”, bollando nel contempo come “propaganda” le accuse russe che riferivano di una manovra azzardata dell’incrociatore che avrebbe tagliato la rotta dell’Admiral Vinogradov.

Le operazioni Fonop dell’U.S. Navy vengono condotte in tutti i “punti caldi” dei mari del globo: dal Mar del Giappone al Mar Cinese Meridionale sino al Mar Nero. Quasi nelle stesse ore in cui l’Uss John McCain entrava in quelle che la Russia considera le proprie acque territoriali, un altro caccia Usa, l’Uss Donald Cook (Ddg-75) ha attraversato gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli per condurre la stessa tipologia di operazione nelle acque del Mar Nero, facendo segnare la settima crociera di una nave da guerra statunitense in quelle acque durante quest’anno. La missione del Donald Cook, forse non casualmente, arriva a poche ore dal termine previsto di un’importante esercitazione congiunta tra le marine di Russia ed Egitto, denominata Bridge of Friendship, che dovrebbe concludersi nella giornata di martedì 24. Precedentemente, a settembre, un altro cacciatorpediniere statunitense, l’Uss Roosevelt (Ddg-80), è entrato nel Mar Nero per condurre esercitazioni con la Marina Ucraina.

La politica di Washington, attraverso le operazioni Fonop, è quella di contrastare il tentativo di nazionalizzazione dei mari che vede nella Cina il suo principale propugnatore: Pechino, se da un lato propaganda la globalizzazione come un fenomeno irreversibile, dall’altro fattualmente cerca di “chiudere” i mari a lei più prossimi (con la prospettiva di chiudere anche i cieli), nella fattispecie il Mar Cinese Meridionale condiviso con Vietnam, Filippine e Malesia. Lo scopo non è solo assicurarsi il controllo delle rotte commerciali ivi passanti, ma anche quello di determinare un “bastione” sicuro per le proprie forze sottomarine lanciamissili balistici, esattamente sul modello della dottrina prima sovietica e poi russa.

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