Al culmine della tensione provocata dai test balistici di Pyongyang lo scorso ottobre, la Difesa britannica aveva fatto trapelare voci riguardo un “possibile e inaspettato” invio dell’ammiraglia nella regione del Pacifico: ma la realtà vuole che la portaerei britannica HMS Queen Elizabeth sia ben distante dal Pacifico e dall’essere operativa; è per questo che nel Mar Cinese meridionale – dove le acque si fanno sempre più calde – la Royal Navy ha potuto inviare al massimo una fregata anti-sommergibile che verrà assegnata al futuro suo gruppo di scorta: l’ HMS Sutherland , fregata Type 23 oggi in Australia. Il ministro della Difesa, che aveva annunciato il possibile invio della portaerei come deterrente, aveva fatto menzione proprio nella stessa occasione delle fregate Type 23 e dei cacciatorpediniere Type 45 come unità d’alto mare da schierare in caso di guerra, o nel caso le tensioni lo avessero reso necessario. La HMS Queen Elizabeth però, prima portaerei di questa classe destinata a diventare il grande vettore aereo della storia della Royal Navy, ha appena lasciato lo stretto di Gibilterra per concludere le prove di volo dei suoi elicotteri, e non sarà pronta per una missione prima dei prossimi 2 anni. Tuttavia, in un discorso tenuto proprio in Australia al termine di un lungo meeting incentrato sulle opportunità future e la libertà di navigazione – di centrarle importanza per il commercio mondiale – collegata a un coinvolgimento britannico nella regione australe, il ministro degli Esteri Boris Jonson ha tenuto a sottolineare che la prima missione della portaerei sarà proprio nel teatro del Mar Cinese meridionale nel 2021.

Distante dall’operatività ma un’accelerazione è possibile

 Sul ponte della QEC che ha oltrepassato ieri le colonne d’Ercole scortata dall’HMS Somerset, si potevano notare distintamente una coppia di elicotteri birotore CH-47Chinook e  quattro elicotteri multiruolo/Anti-sommergibile Merlin Mk2: chiaro segnale che i test per la componete imbarcata del 820 Naval Air Squadron procedono a pieno regime. Per l’attesissimo debutto degli F-35 B però bisognerà attendere ancora diversi mesi.

È la prima volta che la Royal Navy sperimenta insieme due mezzi completamene ‘nuovi’ hanno commentato gli analisti. Nel 2017 è stato portato a termine un circuito intensivo di simulazioni di volo sul nuovo simulatore commissionato alla Worton  per ben 2 milioni di sterline. Il simulatore, che ha ricreato ogni profilo del ponte della QEC e la strumentazione degli F-35 B Lightning II, è stato un alleato prezioso in vista delle prove di volo dei cacciabombardieri di 5ª generazione – forniti dal Patuxent River Integrated Test Force (ITF) – che si svolgeranno al largo della costa orientale degli Stati Uniti in due tranche di quattro settimane – suddivisi da una settimana di stop. I test, che secondo il piano programmatico iniziale sarebbero dovuti iniziare del 2019, inizieranno già nel settembre del 2018, quando i primi F-35B nella configurazione STOVL – short takeoff/vertical landing – salteranno dallo Sky-jump e atterreranno in manovra mettendo alla prova il ponte e il personale della forza aerea imbarcata del Fleet Air Arm. Una prima fase di questo addestramento è già avvenuta sul ponte dell’unità per l’assalto anfibio USS Wasp della US Navy: dove il personale addetto al ponte e i piloti della RN sono stati addestrati dai Marines alla fase iniziale (DT) delle prove che verranno svolte sulla QEC.

L’operatività non sembra essere plausibile prima del 2020 dunque, e gli stessi vertici della RN hanno dichiarato che le capacità operative iniziali del CVW – Carrier Air Wing – saranno molto modeste, e dipenderanno strettamente dalle consegne egli F-35. Entro il 2023 dovrebbero essere ventiquattro i jet imbarcati a disposizione del 809 Naval Air Squadron (NAS) – ma è comunque presto per dirlo. 

Le opzioni con gli elicotteri imbarcati

Al termine di queste prove, se le necessità lo richiedessero dall’isola di poppa – la FLYCO ( Fly/Controll) – della QEC potrebbero essere comandato il dispiegamento un pacchetto di ‘potrezione delle forze marittime’ che potrebbe contare su 9 o meno Merlin HM2 anti-sommergibile o un pacchetto per operazioni ‘manovre di supporto a terra’ che potrebbe contare su un mix di elicotteri da trasporto CH-47 Chinooks – capaci di portare fino a 50 uomini, in questo caso potrebbero essere gli oltre 250 Royal Marines presenti a bordo come forza ‘terrestre’ – ed elicotteri d’assalto ‘Apache’ forniti dell’Esercito. Le fonti della RN hanno infatti dichiarato che le unità di questo ‘tipo’ si schiereranno sempre e comunque con il numero e il tipo di aeromobili necessari ad un’operazione specifica se necessario.

L’820 NAS opererebbe principalmente con i Merlin Mk.2 ‘Submarine Hunter’, configurazione inglese e marittima dell’elicottero medio multiruolo AgustaWestland AW101, provvisto di radar BAE Systems Blue Kestrel, radar acustico Thales Underwater Systems capace di individuare sottomarini fino a 200 metri di profondità, armabile con cariche di profondità Mk11 , siluri ‘Stingray’ e mitragliatrici HMG/ GPMG. 

I problemi di ‘Big Lizzie’ dalle falle allo spionaggio

La QEC, proiezione globale della secolare potenza imposta sui mari dalla Gran Bretagna, soprannominata affettuosamente ‘The Big Lizzie’ dall’equipaggio, è stata immediatamente bollata dai tabloid internazionali come un flop. Costata 3,1 miliardi di sterline, è stata messa alla berlina per una falla individuata negli alloggiamenti degli alberi di trasmissione che le faceva imbarcare 200 litri di acqua salata ogni ora. Il problema, imbarazzante ma facilmente risolvibile, si era verificato appena salpata da Portsmouth per le provo d’alto mare. Contestualmente al periodo del varo, il Daily Telegraph aveva diffuso voci riguardo un possibile rischio di spionaggio da parte dei russi – spesso sorpresi a lambire il Regno Uniti via mare e via aria – che cercavano di carpire i segreti di questa enorme portaerei con la singolare peculiarità di due ‘isole di comando’   distinte per la operazioni di mare e aria. Le provocazioni proseguirono su toni poco pacati quando in risposta alla critica della propria, antiquata, portaerei Admiral Kuznetsov, il ministro della Difesa russo affermò che la Queen Elizabeth non era altro che un “ampio e conveniente obiettivo per i missili antinave [di cui la Kuznetsov è dotata] la cui forza e protezione è affidata esclusivamente ai sui F-35″. Ennesimo affondo all’ammiraglia giunse quando qualcuno si accorse che il sistema operativo impegnato a bordo era l’obsoleto Windows XP : estremamente vulnerabile a possibili ‘cyber-attacchi’, basti pensare a Wannacry

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