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Guerra

Ucraina, sale la tensione tra Stati Uniti e Russia

Nell’incontro di giovedì a Kiev con l’omologo tedesco Sigmar Gabriel, il ministro degli Esteri ucraino Pavel Klimkin ha garantito che le “armi letali” in arrivo dagli Stati Uniti saranno utilizzate soltanto “a scopo difensivo”. La fornitura di capacità difensive potenziate...

Nell’incontro di giovedì a Kiev con l’omologo tedesco Sigmar Gabriel, il ministro degli Esteri ucraino Pavel Klimkin ha garantito che le “armi letali” in arrivo dagli Stati Uniti saranno utilizzate soltanto “a scopo difensivo”. La fornitura di capacità difensive potenziate annunciata dal Dipartimento di Stato americano “non infiammerà ulteriormente le ostilità in corso”, ha assicurato il capo della diplomazia di Kiev, citato da Euronews. Di certo, però, il via libera del presidente americano Donald Trump al trasferimento in Ucraina dei missili anticarro Javelin e dei sistemi sniper M107A1 per fronteggiare le milizie separatiste del Donbass ha già infiammato le già fragili relazioni tra Mosca e Washington.

Dopo le dichiarazioni della portavoce del Dipartimento di Stato, Heater Nauert, che poco prima di Natale aveva confermato le indiscrezioni apparse sulla stampa americana riguardo la consegna al governo ucraino di armi letali di fabbricazione statunitense, non si è fatta attendere la dura reazione di Mosca. La vendita di fucili semi-automatici e di munizioni per 41,5 milioni di dollari, confermata mercoledì via Twitter anche dal presidente ucraino Petro Poroshenko, secondo il vice ministro degli Esteri russo, Sergej Ryabkov porterà ad un “nuovo bagno di sangue” nel Donbass. Per il secondo vice ministro degli Esteri di Mosca, Grigorij Karasin, si tratta di una decisione “inaccettabile” che “sostiene il partito della guerra a Kiev” e che rischia di indebolire gli sforzi per l’attuazione degli accordi di Minsk. La Nauert, da parte sua, ha chiarito che la decisione non mette in discussione gli accordi firmati nel febbraio 2015 nella capitale bielorussa e che rientra negli sforzi degli Usa “per aiutare l’Ucraina a costruire le sue capacità di difesa a lungo termine, difendere la sua integrità territoriale e sovranità e assicurare deterrenza contro ulteriori aggressioni”.

La mossa americana, però, non convince Berlino che continua, assieme a Parigi, a sostenere la necessità del dispiegamento dei caschi blu dell’Onu nella regione per rafforzare il regime di cessate il fuoco. Una proposta che, secondo quanto riferisce l’agenzia russa Tass, Germania e Francia vorrebbero sottoporre al Consiglio di Sicurezza. L’ipotesi di una missione internazionale è sostenuta anche da parte russa, a patto che l’eventuale dispiegamento venga “concordato direttamente” tra Kiev e le repubbliche separatiste. “In Germania siamo scettici sull’utilità delle forniture di armi”, ha poi detto il ministro degli Esteri tedesco Gabriel a Kiev, mostrandosi critico verso la decisione di Trump.

È ancora presto per capire se la decisione della nuova amministrazione americana porterà o meno ad un inasprimento del conflitto che dal 2014 è già costato la vita ad oltre 10mila persone. Ma intanto il Wall Street Journal lancia l’allarme sull’eventualità che i Javelin americani possano finire in mani “nemiche” come è già accaduto in passato, rischiando di fomentare ulteriormente le ostilità. Come se non bastasse, la tensione tra Russia e Paesi Nato, evidenziava La Repubblica nei giorni scorsi, corre veloce anche nel cyberspazio e nelle acque gelide del Mare del Nord. Un’azienda ucraina che si occupa di cybersecurity, ha accusato i pirati informatici russi di “esercitarsi” con Kiev in attesa di lanciare un maxi attacco hacker contro la Nato, mentre è la Royal Navy ad aver denunciato nei giorni scorsi “l’aumento del numero di unità navali russe in transito nelle acque britanniche”. Proprio nel fine settimana di Natale una fregata di Sua maestà è dovuta intervenire per seguire le attività della Admiral Gorshkov, una nave militare russa con missili guidati che navigava nei pressi del confine con le acque territoriali inglesi. Il rischio, attaccano da Londra, è che Mosca sia intenzionata a colpire i cavi sottomarini della rete internet che collegano Europa e Stati Uniti.

Dal Cremlino respingono le accuse al mittente, ma gli attriti sono destinati a crescere. Tra i sostenitori del supporto militare al governo ucraino, infatti, c’è anche uno dei più convinti avversari di Trump, il repubblicano John Mc Cain, che stavolta, però, plaude all’iniziativa del presidente americano. Il senatore dell’Arizona, non certo una “colomba”, ha definito la misura adottata dalla Casa Bianca in favore di Kiev “un passo significativo nella giusta direzione”, “essenziale per il raggiungimento della pace”.





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