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Il campo di battaglia moderno non è fatto solo di missili, razzi, proiettili di artiglieria e bombe, ma esiste un conflitto silenzioso che è importante quanto lo sono questi strumenti bellici: stiamo parlando della guerra elettronica, o dell’Electronic Warfare (Ew) come è meglio nota.

L’Ew si può definire come “un’azione militare che sfrutta l’energia elettromagnetica, sia attivamente che passivamente, per fornire consapevolezza della situazione e creare effetti offensivi e difensivi”. Si tratta di uno scontro all’interno dello spettro elettromagnetico (Es – Electromagnetic Spectrum) e comporta l’uso militare dell’energia elettromagnetica per impedire o ridurre l’utilizzo efficace dell’Es da parte del nemico proteggendone l’uso per le forze amiche. L’Electronic Warfare viene impiegata per supportare le operazioni militari in tre modi: attacco elettronico, protezione elettronica e supporto elettronico.

Il jamming è, ad esempio, uno strumento chiave nell’attacco elettronico ed il suo scopo è emettere “rumore” in un segnale avversario abbastanza forte da sovraccaricare i ricevitori del nemico. Il risultato è un disturbo del segnale che il sistema ricevente sta cercando di rilevare, interrompendo del tutto le comunicazioni. Esiste anche lo spoofing, ovvero la falsificazione di un segnale elettronico per fornire dati erronei (ad esempio coordinate geografiche satellitari) o addirittura avere una certa forma di controllo di assetti “automatici” come droni o missili. Sostanzialmente si tratta di creare un segnale alterato, in tutto e per tutto uguale a quello originale, che permette di mettere fuori rotta un qualsiasi assetto che utilizzi la navigazione satellitare.

Nel conflitto in Ucraina siamo stati abituati dai media a vedere in azione carri armati, artiglierie, droni, missili da crociera, ma questa guerra – come altre in precedenza – è terreno di scontro tra le opposte capacità di Electronic Warfare, che sono altrettanto fondamentali per cercare di ottenere i propri obiettivi.

La Russia ha sviluppato molto le sue capacità Ew, e nel corso dello scontro in atto abbiamo avuto evidenze fotografiche – date dalla cattura/distruzione di alcuni sistemi – di come lo Stato maggiore di Mosca le abbia usate attivamente e diffusamente: dopo qualche settimana dall’invasione, è stato catturato dagli ucraini un componente del Krasukha-4, un jammer multifunzionale mobile per contrastare gli aerei di sorveglianza radar che ha una portata sufficiente per disturbare efficacemente i satelliti in orbita terrestre bassa, causando anche danni permanenti ai dispositivi radioelettronici.

I Krasukha sono stati schierati per supportare le forze russe in Siria e il loro segnale di disturbo che va a colpire anche la rete Gps si è esteso sino all’isola di Cipro (avendo una portata di circa 300 chilometri), affliggendo anche i voli civili.

Sappiamo che la Russia ha cominciato a disturbare i segnali in Ucraina almeno a partire dal luglio 2018, ed evidenze portateci da fotografie satellitari e da velivoli di ricognizione hanno mostrato veicoli di questo sistema nel Donbass occupato. A

A quanto sembra la Russia ha dispiegato anche uno dei migliori sistemi di jamming che possiede (ed esistente), ovvero i Murmansk-Bn. Si tratta di sistema Ew progettato per effettuare il disturbo delle comunicazioni a lungo raggio ed è stato sviluppato come parte della rete strategica di guerra elettronica. Il Murmansk-Bn è entrato in servizio con l’esercito russo nel 2014 ed è stato schierato per la prima volta nello stesso anno in cui il 475esimo Centro Ew indipendente della marina russa ha istituito un complesso in Crimea a sud di Sebastopoli. Il ruolo principale del sistema è eliminare le trasmissioni ad alta frequenza delle forze Nato, in particolare il sistema di comunicazioni globali degli Stati Uniti, insieme alle comunicazioni satellitari militari ad alta frequenza. Secondo fonti militari russe, può bloccare i sistemi di comunicazione con un raggio compreso tra i 5mila e gli 8mila chilometri. Il Murmansk-Bn è in grado di disturbare le comunicazioni tra navi da guerra, aerei e satelliti, in entrambe le direzioni, bloccando quindi il flusso di informazioni dai satelliti a specifiche unità di combattimento. Questo è molto importante perché i satelliti sono in grado di guidare con precisione i missili sul proprio bersaglio, pertanto l’impatto del sistema renderebbe inutili le armi intelligenti, mentre gli aerei da ricognizione e di allerta precoce non sarebbero in grado di fornire informazioni sugli obiettivi.

Come sempre accade sul campo di battaglia, però, la partita si gioca tra sistemi da attacco e difesa, e anche nel settore dell’Ew vale lo stesso principio: esistono infatti sistemi elettronici in grado di neutralizzare o disturbare i dispositivi di guerra elettronica avversari, come ad esempio dispositivi anti-jamming. Essi, molte volte, sono integrati negli strumenti bellici (navi, aerei, missili ecc) ma spesso sono dei veri e propri mezzi a sé stante al pari dei sistemi di attacco nello spettro elettromagnetico. Avere la possibilità, poi, di mettere le mani su sistemi catturati significa poter fare un balzo in avanti nelle modalità di contrasto ai jammer.

Esiste poi la possibilità di colpire cineticamente le sorgenti di disturbo Ew: i missili antiradiazioni – come ad esempio l’Agm-88 Harm che è stato fornito all’Ucraina – possono essere usati in tal senso con un discreto margine di successo in quanto non sono nati esclusivamente per colpire i radar avversari.

Vero è che un sistema dall’enorme portata come il Murmansk-Bn è molto difficilmente contrastabile cineticamente se piazzato lontano dal fronte, e richiederebbe strumenti altamente sofisticati come missili da crociera particolarmente protetti contro i segnali di disturbo, ma si tratta di dati non resi pubblici e solamente intuibili dall’esito sul campo di battaglia dell’utilizzo di vettori come lo “Storm Shadow”, che fino ad ora sembra abbia dato buona prova di sé.

Proprio da questo punto di vista, ovvero dell’efficacia dei sistemi guidati anche a razzo come il munizionamento degli M-142 Himars, sembra che l’esito della “guerra silenziosa” in Ucraina penda ancora a favore di Kiev, ma nonostante i successi dei bombardamenti mostrati di recente – invero non molto numerosi – non è possibile avere contezza di quanto generalmente sta accadendo al fronte.