Ucraina, Putin convoca una riunione straordinaria del consiglio di sicurezza

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI
Guerra /

La settimana si è aperta subito all’insegno della tensione. Dal Cremlino, quando a Mosca era già mattinata inoltrata, hanno fatto sapere che il presidente Vladimir Putin ha convocato una riunione straordinaria del consiglio di sicurezza. Una mossa analoga a quella di domenica sera del presidente Usa Joe Biden. Due consigli straordinari nel giro di poche ore sono indice sia di una crescente tensione, ma anche della possibilità che a breve si possa parlare più concretamente di un incontro diretto tra i due leader. Nel frattempo però sul campo si contano altre vittime e prosegue l’esodo di profughi dal Donbass.

Putin: “Fatto il possibile per risoluzione pacifica nel Donbass”

Domenica pomeriggio i telefoni della sede della presidenza russa sono stati per parecchio tempo occupati. Da qui sono partite e qui sono arrivate diverse chiamate. La più importante è stata quella ricevuta dall’Eliseo. Il presidente francese Emmanuel Macron ha infatti chiamato Putin per “provare l’ultima carta diplomatica”. I due capi di Stato sono stati al telefono per 1 ora e 45 minuti. Un lasso di tempo importante in cui i toni si sarebbero mantenuti sempre sul cordiale. Tanto che Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, nelle sue dichiarazioni ha rimarcato la differenza tra le “isterie” della stampa occidentale e il colloquio pacato registrato tra Putin e Macron. La Francia si è offerta come mediatrice e ha provato a fare da sponda per un cessate il fuoco nel Donbass. Il presidente russo si è detto d’accordo, ma in seguito non sono emerse belle notizie. La mediazione di Parigi non sarebbe andata infatti a buon fine. Domenica sera da Washington è emersa la notizia del consiglio di sicurezza convocato da Biden, segno di come la tensione era tutt’altro che superata.

Spiragli si sono riaperti nella notte. Dagli Stati Uniti è trapelata la notizia di un incontro diretto tra Biden e Putin. Circostanza “benedetta” anche da Kiev, il cui ministero della Difesa si è anche affrettato nel dire che per il momento un’invasione russa non può essere considerata imminente. Un po’ come testimoniare una situazione ancora riconciliabile in attesa dei prossimi vertici diplomatici. Sull’incontro tra i due presidenti non sono arrivate smentite, ma è stata espressa cautela dal Cremlino: “Ancora è prematuro parlare di un vertice”, ha fatto sapere il portavoce Peskov. L’unica cosa certa di questo lunedì è per l’appunto la convocazione di un vertice straordinario del consiglio di sicurezza russo. Al termine della riunione sono state diffuse alcune dichiarazioni dello stesso Putin. La principale novità riguarda una moratoria degli Usa sull’ingresso dell’Ucraina nella Nato: “Joe Biden mi ha detto che una moratoria di qualche tipo è possibile sull’adesione dell’Ucraina alla Nato – ha riferito Putin – che non sarà accettata domani”. Una moratoria che però, secondo il presidente russo, non una “concessione a noi, è una moratoria per loro”.

Un altro tema toccato durante la riunione ha riguardato il riconoscimento delle Repubbliche separatiste del Donbass. Nei giorni scorsi il parlamento russo aveva votato una mozione per giungere a un vero riconoscimento delle due entità filorusse. Oggi Putin ha aperto a questa eventualità: “Il riconoscimento sarà valutato in base ai prossimi sviluppi – ha dichiarato il presidente russo – ed è strettamente legato ai problemi globali di garantire la sicurezza nel mondo, in particolare in Europa”. A proposito del Donbass, dove negli ultimi giorni sono state registrate diverse escalation, il capo del Cremlino ha tenuto a sottolineare come Mosca “ha fatto il possibile per aiutare a risolvere tutte le questioni emergenti attraverso mezzi pacifici, in modo pacifico”. Allo stato attuale, secondo Putin, la via del processo di pace instaurato dagli accordi di Minsk “non ha alcuna prospettiva”, puntando il dito contro Kiev per il mancato rispetto di quel documento.

Donetsk: “Sabotatori ucraini nel nostro territorio”

Nel Donbass si sta invece continuando a sparare. Altri bombardamenti effettuati dall’artiglieria sono stati denunciati tanto dai separatisti quanto dai militari di Kiev. La linea di contatto che dal 2014 in poi rappresenta un confine non ufficiale tra i territori controllati dai combattenti filorussi e il resto dell’Ucraina è sempre più calda. Nelle scorse ore l’Ocse ha mostrato una mappa in cui sono stati tracciati i bombardamenti degli ultimi giorni e ha reso ancor di più palese la gravità della situazione. Attorno la linea di contatto si notano infatti decine di esplosioni segnalate dagli osservatori presenti sul posto. Particolarmente bersagliata è l’area di Lugansk, lì dove domenica mattina le autorità locali hanno denunciato incursioni di non meglio precisate forze legate all’esercito ucraino.

A Donetsk, l’altra città separatista dell’est dell’Ucraina, il governo dell’autoproclamata Repubblica russofona ha invece parlato di scontri diretti e aperti tra i propri combattenti e alcuni “sabotatori” ucraini. Screzi che avrebbero coinvolto anche civili e in cui uno stesso sabotatore sarebbe rimasto ucciso mentre provava a danneggiare una linea ferroviaria. Un comunicato da parte dei separatisti di Donetsk è stato inviato alle agenzie russe Tass e Interfarx in cui si fa riferimento a combattimenti durati diverse ore. Prosegue anche l’evacuazione dei civili da questi territori. In migliaia sono in viaggio verso la città russa di Rostov, più di 40mila sono quelli che hanno raggiunto i 92 campi di accoglienza allestiti da Mosca. Proprio sulla situazione a Rostov si sono verificati altri scambi di accuse tra Russia e Ucraina. Mosca ha puntato il dito su Kiev circa un possibile bombardamento effettuato contro un valico di frontiera in territorio russo, non lontano dalla città di Rostov. Dalla capitale ucraina però il ministro della Difesa ha smentito operazioni militari nell’area. Non solo, ma da parte russa è stato denunciato anche lo sconfinamento da parte di altri presunti sabotatori ucraini.

Cinque di loro, secondo quanto riferito da fonti militari di Mosca alla Interfax, sarebbero stati uccisi e due mezzi della fanteria ucraina sarebbero andati distrutti a seguito della reazione delle forze russe. Anche per questo episodio però è arrivata la smentita da Kiev: “Nessuno dei nostri soldati ha attraversato il confine con la Federazione Russa – ha riferito alla stampa Anton Gerashchenko, funzionario del ministero dell’Interno – e nessuno è stato ucciso oggi”.

Scontri anche nella periferia di Mariupol

Denis Pushilin, leader dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, ha dichiarato nelle scorse ore che scontri risulterebbero in corso in questo lunedì mattina alla periferia di Mariupol. Si tratta di una delle città portuali più importanti dell’Ucraina, affacciata sul mar d’Azov. Da sempre sotto controllo di Kiev, alcuni tratti del suo territorio sono attraversati dalla linea di contatto con le regioni separatiste: “La situazione nel settore di Mariupol si è esacerbata in modo drastico – ha dichiarato Pushilin – militari della trentaseiesima brigata hanno attaccato postazioni dela milizia nell’area di Kominternove. C’è un combattimento in corso nei pressi del confine russo”. I combattimenti avrebbero provocato la morte di almeno un miliziano separatista.

Una situazione quindi molto tesa testimoniata, tra le altre cose, dalla decisione di Air France di sospendere non solo i passaggi nello spazio aereo ucraino ma i voli con destinazione Kiev. Martedì nessun aereo da Parigi decollerà in direzione della capitale ucraina. La compagnia di bandiera francese di norma opera con due voli settimanali verso l’Ucraina, uno il martedì e una la domenica. Cancellato quindi quello di domani, si starebbe valutando l’idea di estendere la misura anche ai collegamenti della domenica.

Kiev: “Via libera a dispiegamento missione consultiva Ue”

Il lunedì mattina si è arricchito di un’ulteriore novità politica. Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha annunciato un accordo con l’Ue per il dispiegamento di una missione militare consultiva: “Abbiamo raggiunto un accordo con l’Ue – si legge in un comunicato del titolare della diplomazia ucraina – in linea di principio secondo cui l’Unione lancerà una missione militare di addestramento consultivo in Ucraina, queste non sono forze di combattimento ma rappresenta un nuovo elemento nella cooperazione tra l’Ucraina e l’Ue”. Una mossa che non mancherà di destare reazioni di natura politica.