A pochi giorni dall’incontro al Mar-a-Lago tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader ucraino Volodymyr Zelensky, che ha suscitato ottimismo su un possibile quadro di pace nonostante le questioni irrisolte su territori e garanzie di sicurezza, il professor Michael A. Reynolds, esperto di storia russa e eurasiatica all’Università di Princeton, esprime un giudizio prudente sui negoziati in corso. In un’intervista esclusiva a InsideOver, Reynolds afferma: «Non sembra essere stato compiuto alcun progresso rilevante».
Il professore aggiunge: «Purtroppo, una svolta non appare imminente. Nondimeno, spero che gli sforzi ripetuti di Trump per mediare un accordo di pace riescano a convincere sia Kiev che Mosca che proseguire questo conflitto disastroso e del tutto inutile non porterebbe altro che ulteriori morti e distruzioni. Grazie agli interventi di Trump, la necessità di porre fine alla guerra è diventata più chiara a tutti, tranne che ai più fanatici».
Reynolds sulle cause della guerra in Ucraina
Sul piano delle cause profonde del conflitto, Reynolds spiega: «Spesso l’evoluzione di una guerra rende irrilevanti le cause iniziali. Il combattimento può trasformare radicalmente la natura del conflitto». Tuttavia, precisa: «Non credo che questo sia ancora accaduto in Ucraina, nonostante i tentativi di alcuni di escalare o ampliare la guerra fino a un confronto aperto tra Russia ed Europa o Stati Uniti».
Il nodo cruciale, secondo l’esperto di Princeton, «non è l’adesione formale dell’Ucraina alla NATO – cui Zelensky sembra aver temporaneamente rinunciato – ma se Kiev resterà un partner militare degli Stati Uniti e dell’Occidente contro Mosca». Ha ricordato che «dopo il 2014, l’Ucraina è diventata di fatto un alleato militare di Washington e di diversi membri NATO, come il Regno Unito, nonché un antagonista della Russia». Mosca, ha proseguito Reynolds, «insiste sulla neutralità ucraina», e l’esperto ritiene che «un ritorno garantito a questa neutralità porrebbe fine alla guerra».
“Allarmi irrazionali di un attacco russo contro l’Ue”
Ha però ammesso: «Non so se il Cremlino accetterebbe qualcosa di meno». Riguardo agli allarmi diffusi su alcuni media europei, basati su intelligence che indicano una presunta preparazione russa per attaccare l’Europa nei prossimi anni, Reynolds li ha definiti «infondati». Critica «un disturbante irrazionalismo nell’establishment UE», osservando che «le stesse voci che proclamano una sconfitta e un collasso imminente della Russia sono quelle che gridano a un’invasione verso Varsavia e Parigi. Queste persone si sono ormai screditate da sole». Reynolds sottolinea: «La guerra non è andata bene per la Russia: sebbene le stime sulle perdite russe siano probabilmente esagerate, non dubito che siano sostanziali».
Ha poi fatto un punto di fondo: «La Russia è culturalmente e storicamente parte integrante dell’Europa». Pertanto, ha definito «ignorante e pericolosa» la convinzione di alcuni leader europei che Mosca sia aliena alla cultura e civiltà europea.
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