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Guerra

Ucraina nella NATO? Troppo pericoloso, meglio di no. Lo dicono 61 esperti americani

61 esperti nell'ambito della politica internazionale di fama mondiale si oppongono all'adesione di Kiev alla NATO.

No all’adesione dell’Ucraina alla NATO. È l’appello sottoscritto da 61 esperti di fama mondiale nell’ambito delle Relazioni internazionali in vista del Summit della NATO in corso dal 9 all’11 luglio, a Washington, DC. All’iniziativa – lanciata da William Ruger, direttore dell’American Institute for Economic Research, e Stephen Wertheim, senior fellow del Carnegie Endowment for International Peace, hanno aderito, tra gli altri, il docente e politologo di Harvard, Stephen M. Walt, il professor John J. Mearsheimer dell’Università di Chicago, il politologo Andrew Bacevich, fondatore del think-tank Quincy Institute, Barry Posen, docente di scienze politiche al MIT e direttore del Security Studies Program, oltre a Paul R. Pillar, accademico ed ex veterano statunitense, e moltissimi altri tra studiosi, accademici e ricercatori. Sono le voci degli esperti “fuori del coro” che in questi anni si sono opposti alla politica estera statunitense in Ucraina e all’internazionalismo liberale dell’amministrazione Biden. “Alcuni spingono affinché la NATO avvicini significativamente l’Ucraina all’adesione, ad esempio definendo un processo di adesione per Kiev o invitando il Paese ad aderire a tale processo. Qualsiasi passo del genere non sarebbe saggio”, avverano gli esperti nella lettera diffusa sui media americani.

La lettera sostiene che una futura adesione ucraina alla NATO “ridurrebbe la sicurezza degli Stati Uniti e degli alleati, con un rischio considerevole per tutti”, mettendo in discussione il fatto che una mossa del genere, come sostengono alcuni, possa scoraggiare un conflitto in futuro. “Alcuni sostengono che l’atto di far entrare l’Ucraina nell’Alleanza dissuaderebbe la Russia dall’invadere nuovamente l’Ucraina. Si tratta di wishful thinking“, notano.

Dall’annessione della Crimea del 2014, osservano gli esperti nella lettera, gli alleati della NATO hanno dimostrato con le loro azioni di “non ritenere che la posta in gioco del conflitto, per quanto significativa, giustifichi il prezzo della guerra. Se l’Ucraina dovesse entrare nella NATO, la Russia avrebbe motivo di dubitare della credibilità della garanzia di sicurezza dell’Alleanza Atlantica e avrebbe l’opportunità di mettere alla prova e potenzialmente rompere l’alleanza. Il risultato potrebbe essere una guerra diretta NATO-Russia o il disfacimento della NATO stessa” affermano.

C’è poi un grande equivoco di fondo che va sfatato: “Lo scopo dell’Alleanza Atlantica”, sottolineano, “non è quello di dimostrare stima per gli altri Paesi; è quello di difendere il territorio dell’Alleanza e rafforzare la sicurezza dei suoi membri”. Gli esperti lanciano così un appello ai leader occidentali affinché rivedano le loro posizioni.

Il summit dell’Alleanza a Washington

In queste ore, infatti, i leader della NATO sono a Washington, D.C., per un vertice storico che segna il 75º anniversario dalla fondazione dell’Alleanza. Il vertice rappresenta anche la fine di un’era per la NATO, poiché sarà l’ultimo del Segretario generale Jens Stoltenberg, che passerà così il testimone all’olandese Mark Rutte. Il summit arriva in un momento cruciale per la NATO, che si trova ad affrontare sfide epocali, tra cui una guerra in Europa e una fase di caos e disordine internazionale.

Secondo Stoltenberg, il vertice si concentrerà su tre temi principali. Il primo riguarda il rafforzamento della difesa e della deterrenza alleata, che Stoltenberg descrive come “il core business della NATO.” Questo implica il potenziamento delle capacità di difesa collettiva dell’alleanza per rispondere alle minacce emergenti. Il secondo riguarda il rafforzamento delle “partnership globali” dell’Alleanza Atlantica, “soprattutto nell’Indo-Pacifico”. Mentre il terzo punto riguarda il supporto dell’Alleanza all’Ucraina e l’ipotesi di un ingresso di Kiev nella NATO auspicata da Zelensky e dalla leadership ucraina. Ipotesi, com’è ampiamente noto, fortemente osteggiata dalla Federazione Russa, che la ritiene una “linea rossa” invalicabile. 

Cosa attendersi dal vertice dell’Alleanza

Jens Stoltenberg ha affermato che “l’Ucraina sarà in cima all’agenda del summit”. Tuttavia, nonostante le grandi aspettative di Kiev, come nota anche il Csis, l’Ucraina probabilmente non riceverà un invito formale ad unirsi all’alleanza. Almeno per ora. Tuttavia, Kiev ha compiuto passi da gigante nell’ultimo periodo verso l’agognata integrazione europea, avviando i colloqui formali per l’adesione del Paese all’Ue. Inoltre, l’UE ha firmato un nuovo “Impegno di Sicurezza Congiunto” per sostenere l’Ucraina  nei prossimi anni, mentre le nazioni del G7 hanno concordato di prestare all’Ucraina oltre 50 miliardi di dollari ricavati dai beni russi sequestrati. 

L’Ucraina “troppo corrotta?

Non sono solamente riflessioni di carattere geostrategico a porre interrogativi su una futura adesione dell’Ucraina nella NATO. Come riportato dal Telegraph, che cita un alto funzionario del Dipartimento di Stato Usa, Zelensky si sentirà dire durante il vertice che il suo Paese è “troppo corrotto” per fare parte dell’Alleanza in questa fase. “Dobbiamo fare un passo indietro e applaudire tutto ciò che l’Ucraina ha fatto in nome delle riforme negli ultimi due anni”, ha dichiarato il funzionario al The Telegraph. “Mentre continuano a fare queste riforme, vogliamo elogiarli, vogliamo parlare di ulteriori passi che devono essere fatti, in particolare nell’area della lotta alla corruzione. È una priorità per molti di noi”, ha aggiunto la fonte. Se tale indiscrezione verrà confermata, non è esattamente ciò che Zelensky sperava e auspicava di sentirsi dire. 

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