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Dal febbraio 2022, il conflitto tra Russia e Ucraina ha assunto una dimensione globale, con implicazioni geopolitiche, militari ed economiche di vasta portata. Tra gli elementi che hanno recentemente attirato l’attenzione degli analisti internazionali vi è il presunto ruolo di una base militare gestita congiuntamente dalle forze ucraine e statunitensi, che si dice stia giocando un ruolo cruciale nella capacità di Kiev di condurre attacchi in profondità contro obiettivi strategici russi, inclusi quelli vicini a Mosca. Questo articolo esplora il contesto, le implicazioni e le dinamiche di questa presunta collaborazione, analizzando il territorio ucraino e il suo significato strategico nel conflitto in corso.

Il contesto strategico del conflitto

L’invasione russa dell’Ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022, ha visto una rapida escalation delle operazioni militari, con Mosca che puntava a obiettivi ambiziosi, come il controllo delle regioni orientali del Donbass e la destabilizzazione del governo di Volodymyr Zelensky. Tuttavia, la resistenza ucraina, supportata da massicci aiuti militari occidentali, ha trasformato il conflitto in una guerra di attrito, con entrambe le parti che cercano di sfruttare vantaggi tecnologici e strategici.

Uno degli sviluppi più significativi è stato l’addestramento e il supporto logistico forniti dagli Stati Uniti e dagli alleati NATO alle forze ucraine. Dal 2015, gli Stati Uniti hanno investito milioni di dollari nell’addestramento di oltre 23.000 militari ucraini, con attività concentrate principalmente nella base di Yavoriv, nell’Ovest dell’Ucraina. Questa base, situata vicino al confine con la Polonia, è stata un hub cruciale per la formazione e la consulenza militare, ma il suo ruolo si è evoluto con l’intensificarsi del conflitto.

La base congiunta: realtà o speculazione

Nonostante le speculazioni su una base gestita congiuntamente da forze ucraine e statunitensi con un ruolo specifico negli attacchi in profondità, le informazioni concrete sono limitate e spesso contraddittorie. Le fonti disponibili non confermano l’esistenza di una struttura ufficialmente designata come “congiunta” con l’obiettivo dichiarato di colpire Mosca. Tuttavia, il coinvolgimento degli Stati Uniti in basi ucraine, come quella di Yavoriv, è ben documentato. Nel marzo 2022, Yavoriv è stata colpita da un attacco missilistico russo, che Mosca ha giustificato come un’azione contro “mercenari stranieri” e istruttori militari occidentali. Questo episodio suggerisce che la Russia percepisca queste basi come minacce strategiche.

L’ipotesi di una base congiunta potrebbe derivare dall’intensificazione dell’uso di armi avanzate fornite dagli Stati Uniti, come i missili balistici ATACMS e i droni a lungo raggio, che hanno permesso all’Ucraina di colpire obiettivi in territorio russo, inclusi depositi di munizioni e infrastrutture militari nella regione di Kursk. L’autorizzazione di Washington, nel novembre 2024, a utilizzare gli ATACMS contro il territorio russo, in particolare nella regione di Kursk, ha segnato un’escalation significativa. Tuttavia, l’impiego di queste armi richiede un supporto tecnico e di intelligence avanzato, spesso fornito da personale statunitense, il che potrebbe alimentare la narrativa di una gestione congiunta.

Il territorio ucraino, un campo di battaglia complesso

L’Ucraina, con una superficie di circa 603.548 km², è il secondo Paese più grande d’Europa dopo la Russia. La sua geografia varia da pianure steppose a regioni montuose come i Carpazi, offrendo un terreno diversificato per le operazioni militari. Il conflitto si concentra principalmente in quattro aree strategiche:

Donbass (Est): le regioni di Donetsk e Luhansk sono state il cuore del conflitto sin dal 2014, con intensi combattimenti tra forze ucraine e separatisti filorussi sostenuti da Mosca. Nel 2024, le forze russe hanno conquistato oltre 4.168 km² di territorio ucraino, principalmente nel Donbass.

Kursk (confine Nord-Est): dal 6 agosto 2024, le forze ucraine hanno condotto un’incursione senza precedenti nella regione russa di Kursk, controllando temporaneamente circa 1.000 km² di territorio russo. Questa operazione ha dimostrato la capacità di Kiev di condurre attacchi in profondità, probabilmente supportati da intelligence e armi occidentali.

Sud (Kherson e Zaporizhzhia): queste regioni, vicine alla Crimea, sono cruciali per il controllo delle rotte marittime e delle infrastrutture energetiche, come la centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Ovest (Leopoli e Yavoriv): l’Ovest dell’Ucraina, meno esposto agli attacchi russi, è diventato uno hub logistico per l’arrivo di aiuti occidentali e l’addestramento militare.

La presunta base congiunta sarebbe probabilmente situata nell’Ovest del paese, lontano dalla linea del fronte, per garantire sicurezza e accesso alle rotte di rifornimento NATO attraverso la Polonia. Yavoriv, con la sua vicinanza al confine polacco (circa 20 km), si adatta perfettamente a questo ruolo, anche se non ci sono prove definitive che sia gestita direttamente dagli Stati Uniti.

Il ruolo degli attacchi in profondità

Gli attacchi in profondità, ovvero operazioni mirate a colpire obiettivi strategici lontano dalla linea del fronte, sono diventati una componente chiave della strategia ucraina. L’introduzione di missili ATACMS, con una gittata di circa 300 km, e di droni a lungo raggio ha permesso a Kiev di colpire depositi di munizioni, centri di comando e infrastrutture energetiche in territorio russo. Ad esempio, nell’ottobre 2023, l’Ucraina ha confermato l’uso di ATACMS contro basi russe, mentre nel 2024 attacchi con droni hanno preso di mira infrastrutture energetiche nelle regioni di Kursk e Krasnodar.

Questi attacchi richiedono un’accurata intelligence, spesso fornita da satelliti e droni di sorveglianza NATO, e un coordinamento logistico che potrebbe coinvolgere personale occidentale. La presenza di “consiglieri militari” americani e britannici è stata segnalata in diverse occasioni, anche se ufficialmente gli Stati Uniti hanno sempre negato un coinvolgimento diretto nelle operazioni offensive. La narrativa russa, tuttavia, insiste sul fatto che l’uso di armi NATO in territorio russo implichi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza, con il Cremlino che ha minacciato ritorsioni, incluso l’uso di armi nucleari.

Implicazioni geopolitiche

L’esistenza di una base congiunta, se confermata, avrebbe implicazioni profonde. In primo luogo, rafforzerebbe la percezione russa della NATO come parte belligerante, aumentando il rischio di un’escalation. Vladimir Putin ha ripetutamente avvertito che l’uso di armi occidentali contro il territorio russo potrebbe portare a una risposta “speculare”. In secondo luogo, metterebbe sotto pressione gli alleati europei, alcuni dei quali, come la Germania, sono riluttanti a fornire armi a lungo raggio come i missili Taurus per paura di un coinvolgimento diretto.

Per l’Ucraina, il supporto statunitense è vitale per mantenere la pressione su Mosca, ma la dipendenza da armi e intelligence straniere limita la sua autonomia strategica. Inoltre, l’incertezza politica negli Stati Uniti, con l’amministrazione Trump che ha espresso scetticismo sul sostegno incondizionato a Kiev, potrebbe compromettere la continuità di questo supporto.

Conclusioni

Nonostante le speculazioni su una base congiunta ucraino-statunitense, le prove concrete rimangono scarse. Tuttavia, il ruolo delle basi ucraine, come Yavoriv, nel coordinamento degli aiuti militari e nell’addestramento è innegabile, così come il contributo degli Stati Uniti alla capacità di Kiev di condurre attacchi in profondità. Il territorio ucraino, con la sua complessità geografica e strategica, rimane un campo di battaglia cruciale, dove le dinamiche locali si intrecciano con gli interessi globali.

Mentre il conflitto entra nel suo quarto anno, la capacità dell’Ucraina di sfruttare le tecnologie avanzate e il supporto occidentale sarà determinante per il suo futuro. Tuttavia, l’escalation degli attacchi in profondità e il coinvolgimento sempre più visibile della NATO rischiano di portare il conflitto a un punto di non ritorno, con conseguenze imprevedibili per la regione e il mondo.

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