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“Gli Stati Uniti forniscono intelligence sul campo per aiutare gli ucraini a difendere il loro Paese, non forniamo intelligence con l’intento di uccide generali russi”. Questa la replica del consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, per voce di Adrienne Watson, a seguito delle rivelazioni del New York Times sul ruolo dell’intelligence statunitense nella guerra in Ucraina. Nella medesima dichiarazioni, Watson ha definito “irresponsabile” l’articolo del Nyt secondo cui, citando alcuni ufficiali anonimi, circa una decina di generali russi sono stati uccisi dagli ucraini grazie alle informazioni di intelligence fornite da Washington. Eppure è stato un democratico di alto profilo, in questi giorni, a fomentare il dubbio che il ruolo dell’intelligence Usa nel conflitto sia piĂą “attivo” di quanto l’amministrazione Biden sia attualmente disposta ad ammettere attualmente.

L’uomo di Biden “smentisce” la Casa Bianca sull’intelligence

La scorsa settimana, il presidente della Camera Nancy Pelosi e il deputato Adam B. Schiff, in compagnia di altri membri della delegazione della Camera, sono volati a Kiev per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale. Schiff ha scritto di questo meeting con Zelensky in un articolo pubblicato sul Los Angeles Times. Senza entrare troppo nello specifico, il presidente della Commissione per l’intelligence della Camera rivela il ruolo degli 007 Usa. In qualitĂ  di presidente della Commissione, sottolinea di aver “discusso con Zelensky della vitale cooperazione di intelligence tra i nostri due Paesi”.

L’amministrazione Biden, prosegue Schiff, “ha abilmente declassificato le informazioni chiave sui piani e sulle intenzioni russe prima dello scoppio della guerra, eliminando qualsiasi pretesto che i russi avrebbero potuto rivendicare a seguito dell’invasione e aiutando a unire rapidamente la Nato e gli altri nostri alleati attorno a una serie di sanzioni punitive”. Fin qui nulla di nuovo. Ma ecco il passaggio chiave: “La condivisione strategica delle informazioni deve continuare a fornire all’Ucraina le informazioni necessarie per identificare i movimenti delle truppe russe e per scoraggiare l’escalation russa, compreso l’uso di armi chimiche o biologiche”. In altre parole, Adam Schiff sta ammettendo che l’intelligence Usa sta aiutando l’esercito ucraino a localizzare i soldati russi. E perchĂ© no, anche i generali di cui parlava il New York Times. La testata americana spiega che gli Stati Uniti forniscono “regolarmente informazioni sul movimento delle truppe russe” e “aiutano l’Ucraina a confermare la posizione di obiettivi critici”. Così fanno altri alleati della Nato, come il Regno Unito.



“Condivisione di informazioni tempestive”

L’ammissione di un esponente dem di prim’ordine come Schiff rappresenta solo l’ultima conferma di un sempre maggiore coinvolgimento sul campo dell’intelligence Usa nella guerra contro Mosca. Come scriveva lo stesso New York Times il 13 aprile scorso, citando alcuni funzionari dell’intelligence americana, con l’evoluzione del conflitto in Ucraina, le agenzie di intelligence hanno adattato il loro approccio per garantire ai funzionari la flessibilitĂ  di “condividere informazioni dettagliate e tempestive con gli ucraini”. Lo stesso giorno, il Wall Street Journal ha sottolineato che l’amministrazione Biden “si sta muovendo per espandere in modo significativo le informazioni d’intelligence che sta fornendo alle forze ucraine” in modo che “possano prendere di mira le unitĂ  militari di Mosca nel Donbas e in Crimea”. 

“Fin dall’inizio, ci siamo spinti piuttosto in avanti nel condividere informazioni sia strategiche, che utilizzabili con l’Ucraina”, ha dichiarato il 26 aprile a Nbc News un funzionario statunitense informato sulla questione, facendo intendere che non si tratta solamente di informazioni utili alla difesa del territorio ucraino. “Ha avuto un impatto sia a livello tattico che strategico. Ci sono esempi che raccontano in maniera abbastanza chiara che questo ha fatto una grande differenza”. Secondo lo stesso report, le forze ucraine hanno utilizzato coordinate specifiche condivise dagli Stati Uniti per spostare il fuoco su posizioni e aerei russi. Nonostante le smentite di rito, dunque, il ruolo – attivo – dell’intelligence Usa nella guerra in Ucraina è un dato di fatto. Che può portare a un pericoloso scontro diretto fra superpotenze dalle conseguenze potenzialmente devastanti.

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