La geopolitica della corsa allo spazio
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Nell’est dell’Ucraina l’esercito russo sta conquistando terreno in modo lento ma costante. La resistenza di Kiev argina il nemico come può, a tratti si rivela pure efficace, ma la sensazione è che ormai l’ago della bilancia penda tutto in favore di Mosca. La Russia ha aumentato i giri del motore e, da qui ai prossimi giorni, nell’intera area i combattimenti continueranno a intensificarsi. Il portavoce del Ministero della Difesa ucraino, Oleksandr Motuzyank, ha definito le conquiste russe dei successi temporanei. Sarà anche vero, ma intanto le forze del Cremlino hanno preso il controllo del 95% dell’oblast di Lugansk e, con tutta probabilità, stringeranno la morsa su Severodonetsk fino alla sua caduta.

A quel punto gli uomini di Vladimir Putin potrebbero penetrare nella “sacca” venutasi a creare nel cuore del Donbass, schermati sui due lati da una pressione su Lyman (a nord) e una su Popasna (a sud), per raggiungere Kramatorsk. Del resto l’obiettivo di Mosca sembra adesso essere più chiaro che mai: circondare i militari ucraini in Ucraina orientale e catturare Donetsk e Luhansk.



L’avanzata di Mosca

L’avanzata “lenta ma inesorabile” di Mosca è stata certificata anche da fonti statunitensi. Nelle ultime ore anche la Difesa americana ha ammesso che le forze russe hanno ottenuto “alcuni successi” nella loro avanzata verso Sloviansk e Kramatorsk. “Non molti, ma alcuni”, hanno puntualizzato da Washington. Parafrasando il gergo anglosassone, visto che da giorni Stati Uniti e Regno Unito ci tengono a sottolineare che i successi russi sono sempre limitati e di poco conto, significa che le forze del Cremlino stanno riuscendo ad avere la meglio, almeno, sia chiaro, nel quadrante orientale dell’Ucraina.

Per capire le prossime mosse dei russi potrebbe essere utile osservare le mosse del Cremlino nei pressi di Izyum. I soldati di Putin hanno continuato ad avanzare a sud-est della città, verso Sloviansk, riuscendo ad attaccare anche Bohorodychne, situata a circa 30 chilometri a sud-est di Izyum, e Chepil, Dovehenke, Kurulka e Studenok, tutti insediamenti collocati nella medesima area. Queste azioni offensive – ha sottolineato il think tank Institute for the Study of War – lasciano supporre che le truppe russe vogliano continuare la loro avanzata verso i confini dell’Oblast di Donetsk, in modo tale da fondersi con le operazioni intorno a Lyman, che le forze russe hanno completamente catturato il 26 maggio.

Kramatorsk trema

In uno scenario del genere Kramatorsk, città che prima della guerra contava oltre 150mila abitanti, rischia di essere la prossima preda. La scaletta russa parla chiaro: Lyman (conquistata), Sloviansk, Severodonetsk (entrambe prossime alla resa) e quindi Kramatorsk. La sensazione è che, di questo passo, le forze del Cremlino possano apparire in città nel giro di un paio di settimane. Insomma, l’avanzata russa sarà pure lenta ma risulta essere maledettamente efficace. Anche perché, dove non arrivano i soldati in carne ed ossa, è pronta l’artiglieria, i missili e i razzi.

Kramatorsk è apparsa per la prima volta in prima pagina lo scorso 8 aprile, quando la sua stazione ferroviaria è stata colpita da un attacco missilistico che ha provocato oltre 60 morti e più di 120 feriti. Una strage, in pratica, la cui responsabilità è ancora palleggiata tra russi e ucraini, con accuse reciproche e controrepliche. Il servizio di sicurezza dell’Ucraina si dice tuttavia certo di avere “prove inequivocabili del coinvolgimento russo”. Dalle analisi condotte, infatti, hanno spiegato gli 007 di Kiev su Telegram, risulta che “l’attacco missilistico alla stazione ferroviaria di Kramatorsk sia stato effettuato dalla regione occupata di Donetsk”. In ogni caso, gli abitanti – o comunque quei pochi rimasti – sperano che la loro città, Kramatorsk, non si trasformi nell’ennesima “prossima Mariupol”.

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