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Guerra

Ucraina, il piano Khmara: meno uomini, più tecnologia e guerra in profondità

Il ministro della Difesa ucraino,Yevhenii Khmara, prova a sostituire la logica della mobilitazione permanente con quella dell’efficienza.
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Il nuovo ministro della Difesa ucraino,Yevhenii Khmara, prova a sostituire la logica della mobilitazione permanente con quella dell’efficienza. Non più aumentare automaticamente il numero dei soldati per rispondere alla pressione russa, ma impiegare il minimo personale necessario, equipaggiandolo nel modo migliore possibile. Il principio è semplice: gli uomini costituiscono la forza, mentre armi, mezzi, protezioni e sistemi informativi rappresentano le capacità. Se i due elementi non sono equilibrati, i soldati vengono impiegati male e le perdite aumentano. Il ragionamento è militarmente corretto, ma si scontra con una guerra d’attrito nella quale la Russia conserva una popolazione più numerosa, una base industriale più ampia e una maggiore capacità di assorbire le perdite.

Khmara vuole inoltre rendere i comandanti responsabili dell’intero percorso del militare: reclutamento, addestramento, equipaggiamento, trasmissione dell’esperienza, inserimento nell’unità e impiego in combattimento. È una risposta alle denunce di reparti mandati al fronte senza preparazione sufficiente, alle pratiche coercitive del reclutamento e alla tendenza a considerare l’uomo come una risorsa sostituibile.

Un ministero collegato direttamente al fronte

Khmara, proveniente dalle operazioni speciali del servizio di sicurezza, vuole trasformare il ministero da apparato amministrativo in parte integrante del comando militare. Le richieste delle unità dovrebbero arrivare più rapidamente ai responsabili degli acquisti, mentre le soluzioni sperimentate con successo da un reparto dovrebbero essere estese all’intero esercito.

Il nuovo ministro sostiene di condividere la stessa visione del comandante in capo Mykhailo Drapatyi. Ministero, Stato maggiore, Parlamento, industria militare, società e alleati dovrebbero funzionare come un unico sistema. L’obiettivo dichiarato è riprendere l’iniziativa sulla terra, nell’aria, sul mare, nello spazio informativo e in quello cibernetico. Ma qui appare la prima debolezza. Khmara afferma che ogni unità deve conoscere il piano per combattere e terminare la guerra, senza però indicare quale sia il risultato politico e territoriale realistico. Un esercito può ricevere obiettivi operativi molto chiari; non può compensare l’assenza di una definizione condivisa della vittoria.

Portare la guerra nella profondità russa

Il tratto più riconoscibile della dottrina Khmara è l’impiego sistematico degli attacchi a lunga distanza. L’Ucraina non dovrebbe rispondere colpo su colpo, ma scegliere obiettivi capaci di produrre un danno economico e militare molto superiore al costo dell’operazione. Raffinerie, depositi, nodi ferroviari, industrie militari e centri di lancio dei droni diventano parti della stessa rete logistica russa. Prima di colpire gli obiettivi strategici, Kiev dovrebbe aprirsi un corridoio eliminando radar, sistemi di difesa aerea e mezzi di guerra elettronica collocati nella profondità operativa.

Gli attacchi materiali sarebbero accompagnati da operazioni cibernetiche e informative per produrre un effetto psicologico: dimostrare alla popolazione, alle élite economiche e agli apparati russi che la guerra non può essere confinata all’Ucraina. È una strategia razionale per un Paese più debole, ma non decisiva da sola. Danneggiare una raffineria può ridurre temporaneamente la produzione e aumentare i costi di protezione; difficilmente costringerà il Cremlino a cambiare obiettivi se le forze russe continueranno ad avanzare sul fronte. La guerra in profondità ha senso soltanto se viene coordinata con una difesa terrestre capace di impedire il logoramento progressivo delle posizioni ucraine.

La corsa contro i droni a reazione

Khmara ha annunciato che quattro possibili intercettori ucraini contro gli Shahed a reazione hanno superato le prove sul terreno. Il passaggio successivo consiste nel perfezionarli e produrne migliaia. La necessità nasce dall’aumento della velocità dei nuovi droni russi, più difficili da raggiungere rispetto ai modelli con motore a pistoni. Secondo valutazioni ucraine, il loro impiego sarebbe passato da circa 1.500 a oltre 2.500 esemplari in un mese.

La risposta non può consistere nell’utilizzare sistematicamente costosi missili occidentali. Kiev deve costruire una difesa articolata: radar economici, sensori distribuiti, intercettori senza pilota, artiglieria antiaerea e sistemi missilistici riservati agli obiettivi più pericolosi. Il vero problema non è realizzare quattro prototipi, ma produrre migliaia di apparati affidabili, addestrare gli operatori e inserirli in una rete capace di rilevare, classificare e colpire il bersaglio in pochi minuti.

La contraddizione russa

Khmara considera il conflitto una guerra esistenziale. A suo giudizio, Mosca non mira soltanto al Donbass, ma alla distruzione dell’Ucraina come Stato indipendente. Ogni concessione verrebbe interpretata dal Cremlino non come apertura verso la pace, ma come dimostrazione dell’efficacia della pressione militare. Il ministro sostiene che la Russia stia valutando il reclutamento di altri trecentomila uomini nel 2026 e di un numero analogo nel 2027. Sono valutazioni provenienti dagli apparati ucraini e non verificabili indipendentemente, ma illustrano il problema fondamentale: Kiev vuole ridurre la dipendenza dalla quantità proprio mentre Mosca potrebbe aumentarla.

La superiorità tecnologica dovrà quindi compensare lo squilibrio demografico. È possibile, ma richiede che ogni soldato ucraino disponga di più droni, maggiore potenza di fuoco, migliori comunicazioni e una logistica più affidabile dell’avversario. Senza questa superiorità concreta, la formula “meno uomini e più qualità” rischia di trasformarsi in uno slogan.

Il buco da 27 miliardi di dollari

La strategia arriva insieme con un disavanzo di circa 27 miliardi di dollari nel finanziamento della difesa. Kiev vuole anticipare una parte dei 45 miliardi di euro europei previsti per il 2027, convincere nuovi Paesi a contribuire e chiedere agli alleati di finanziare progetti specifici con obiettivi, costi e scadenze verificabili. La richiesta di anticipare i fondi risolve l’emergenza attuale, ma trasferisce il problema all’anno successivo. Se la guerra continuerà nel 2027, l’Ucraina dovrà trovare nuove risorse per sostituire quelle già consumate. La dipendenza finanziaria diventa quindi parte della vulnerabilità strategica: Kiev può elaborare il piano militare, ma la sua durata dipende dalle decisioni dei governi europei.

Sul piano geoeconomico, Khmara vuole trasformare l’industria ucraina in una componente permanente dell’apparato europeo della difesa. La produzione di droni, intercettori, missili e sistemi robotizzati non dovrebbe soddisfare soltanto il fronte, ma generare esportazioni e collaborazioni industriali. L’Ucraina offre esperienza di combattimento e sperimentazione; l’Europa fornisce capitale, componenti e capacità produttiva.

Una strategia credibile, non ancora una via alla vittoria

Il piano Khmara è più coerente della semplice richiesta di uomini e armi. Collega tutela del personale, innovazione, attacchi in profondità, produzione industriale e finanziamento internazionale. Ma descrive soprattutto come continuare la guerra in condizioni migliori, non come concluderla. Gli attacchi contro la logistica russa possono aumentare il costo dell’aggressione. Gli intercettori possono ridurre la pressione sulle città. Una migliore responsabilità dei comandanti può limitare le perdite. Nessuno di questi elementi, isolatamente, modifica però il rapporto complessivo delle forze.

Il successo dipenderà dalla capacità di trasformare prototipi in produzione di massa, finanziamenti promessi in consegne, informazioni del fronte in acquisti rapidi e attacchi spettacolari in effetti militari durevoli. Khmara ha indicato una possibile grammatica della resistenza tecnologica ucraina. Resta ancora da scrivere la frase più difficile: quale risultato Kiev possa realisticamente chiamare vittoria.

Riferimenti

https://www.reuters.com/world/europe/ukraine-defence-chief-pledges-clear-war-plan-win-early-loan-release-2026-08-30

https://www.ukrinform.net/rubric-economy/4159144-defense-ministry-has-options-to-address-27b-funding-shortfall-khmara.html

https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/08/30/8051045

https://mod.gov.ua/en/news/ukraine-must-act-asymmetrically-and-strikes-must-weaken-the-aggressor-s-infrastructure-and-capabilities-says-evgeniy-khmara

https://mod.gov.ua/en/news/evgeniy-khmara-appointed-acting-minister-of-defence-of-ukraine

https://www.president.gov.ua/en/news/i-have-decided-that-mykhailo-drapatyi-will-become-the-new-commander-in-chief-of-the-armed-forces-of-ukraine-105541

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