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Dalle immagini che recentemente stanno circolando sul web, sembra che l’Ucraina abbia ricevuto i primi esemplari della variante aggiornata degli AIFV (Armoured Infantry Fighting Vehicle) “Bradley”, ovvero l’M2A2-ODS SA (Operation Desert Storm Situational Awareness).

I veicoli blindati sono stati inclusi nel 33esimo pacchetto di aiuti militari degli Stati Uniti per un valore di circa 400 milioni di dollari annunciato all’inizio di marzo di quest’anno. Si tratterebbe di 60 “Bradley” che sono giunti in Europa in queste settimane via nave (a Bremerhaven, in Germania) e che, come ha affermato il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki il 12 aprile, sono in via di consegna all’esercito ucraino. La seconda configurazione dei “Bradley” in fase di consegna è quella solo ODS, ma le foto che sono state pubblicate recentemente riguardano la ODS SA.

Si tratta di una versione dotata di sistemi elettronici digitalizzati migliorati, connettività di rete tra veicoli e possibilità di comunicazione con altri mezzi nonché un migliore controllo del fuoco con un sistema di comando e controllo digitale. L’M2A2 Bradley è armato con un cannone Bushmaster Chain Gun M242 da 25 millimetri e da una mitragliatrice M240C da 7,62 montata a destra del pezzo principale. Sulla torretta sono montate un totale di otto lanciagranate fumogene, quattro su ciascun lato, inoltre è presente un lanciatore per missili anticarro TOW sul lato sinistro.

I “Bradley” solitamente sono protetti da corazzatura reattiva (ERA), ma nelle immagini che sono state diffuse, tra cui anche un filmato, non ve n’è traccia. Quello che però si può notare è che gli M2A2 sono stati dipinti in toni mimetici con il classico schema dei mezzi ucraini, quindi hanno perso la pittura desertica coi quali erano giunti sul continente europeo. Un altro dettaglio che si può notare dalle foto che circolano, è che il cannone da 25 millimetri è assente, probabilmente perché non è stato ancora montato per procedere alla pittura dei mezzi (gli M2A2 sono stati trasportati via nave col pezzo principale già smontato). Non sappiamo invece se anche le ERA abbiano subito la stessa sorte. In un altro video, invece, si può osservare per brevi istanti un “Bradley” in movimento in quella che sembra essere la campagna ucraina però ancora con la mimetizzazione desertica ma col cannone montato. A questo esemplare, però, manca sempre la corazzatura reattiva che protegge dai sistemi missilistici anticarro.

Sembra che i primi equipaggi ucraini, numericamente sufficienti a formare un battaglione di cavalleria, abbiano completato l’addestramento alla fine di febbraio, ma a riportarlo sono solo fonti ucraine quindi è possibile che si tratti di numeri e tempistiche volutamente esagerate.

Quello che però sappiamo è che l’addestramento del personale militare di Kiev all’utilizzo dei mezzi corazzati occidentali, siano essi gli AIFV o i carri armati come i Leopard 2 e i Challenger 2, è iniziato da tempo e procede a un ritmo sostenuto per cercare di accelerare le tempistiche di consegna dei veicoli. Il numero totale di “Bradely” inviati dagli Stati Uniti è sufficiente per equipaggiare una Brigata corazzata secondo gli standard dell’U.S. Army: questa unità è infatti composta da 56 M2A2, 116 carri armati tipo Abrams più altri veicoli leggeri. Lo stesso numero di “Bradley” potrebbe invece equipaggiare due battaglioni di fanteria meccanizzata.

Gli M2A2 hanno tre uomini di equipaggio e possono trasportare altri sei soldati e hanno un vantaggio rispetto ai pari ruolo mezzi di costruzione sovietica/russa: i BMP-1 e BMP-2, infatti, sono corazzati più leggermente e hanno serbatoi di carburante esterni sulle porte posteriori da cui le truppe escono ed entrano nel veicolo, rendendole vulnerabili agli attacchi dal retro. Se l’esercito ucraino dovesse lanciare la preannunciata controffensiva contro le forze russe, i veicoli da combattimento “Bradley” sarebbero più utili dell’attuale flotta di BMP dell’Ucraina, anche perché i veicolo statunitensi hanno un sistema di controllo del fuoco migliore rispetto a quello delle loro controparti.

La sfida principale è però rappresentata, oltre che dalla lunghezza dell’addestramento, dalla possibilità degli ucraini di effettuare le riparazioni e il mantenimento in efficienza dei veicoli: sebbene, infatti, gli Stati Uniti abbiano nei loro depositi migliaia di “Bradley” che possono fornire pezzi di ricambio, è importante, per mantenere la capacità di combattimento delle unità equipaggiate coi “Bradley”, che il personale ucraino specializzato sia in grado di “mettere le mani” sui mezzi in modo autonomo, così da poter effettuare riparazioni in posizioni prossime alla linea del fronte.

In ogni caso, gli M2A2 insieme ai carri armati rappresentano lo strumento principale per imbastire una controffensiva, sebbene, chiaramente, occorra sempre che sia a disposizione un adeguato, ben equipaggiato e ben addestrato numero di soldati per la fanteria.

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