È una di quelle notizie che bisogna prendere con le pinze perché, molto spesso, si è detto (e si è scritto) della morte di capi dell’Isis. Eppure ora, secondo quanto riporta la Cnn, Omar Al-Shishani, uno dei più importanti leader dello Stato islamico in Siria, sarebbe stato ucciso nel corso di un raid aereo americano vicino alla città siriana di al-Shaddadi. L’operazione militare sarebbe stata compiuta venerdì scorso. Queste, al momento, le poche informazioni disponibili.La morte di Al Shishani era già stata annunciata a giugno dello scorso anno. Ad ottobre, invece, era stata annunciata la sua cattura da parte di militari Usa. Oggi la sua morte. Da verificare ancora. E nel caso si verificasse la veridicità della sua uccisione, essa rappresenterebbe un colpo micidiale inferto ai terroristi di Daesh.

Ma chi era Al Shishani? Nato in Georgia nel 1986, durante la seconda guerra cecena entra in contatto con i ribelli e li sostiene. Si arruola nell’esercito e raggiunge il caso di sergente. Combatte poi contro i russi nel 2008, Nel 2012 entra in carcere e si converte: “Ho promesso a Dio che, qualora fossi uscito vivo dalla prigione, sarei andato ad adempiere il Jihad sulla Via di Dio”. Si radicalizza in poco tempo e l’esplosione della primavera araba in Siria gli permette di andare a combattere il jihad. Prima la brigata Muhajirin, poi il ramo qaedista siriano di Al Nusra. Ma è con l’ingresso nello Stato islamico che Al Shishani compie il “salto di qualità”. Diventa uno dei membri di spicco dell’organizzazione terroristica. È uno stratega che ama le telecamere: i suoi filmati appaiono con sempre maggior frequenza sui social e sui canali web dello Stato islamico. È lui a proclamare l’abbattimento dei confini tra Siria e Iraq: la fine degli accordi di Sykes-Picot e dei confini in Medio Oriente così come li abbiamo conosciuti dalla prima guerra mondiale.Il suo credo di marmo: “Il nostro obiettivo è chiaro e tutti sanno perché stiamo combattendo. Il nostro cammino è verso il Califfato. Noi ricreeremo il Califfato. E se Dio non lo renderà possibile gli chiediamo di concederci il martirio”. Forse, questa volta, la preghiera di Al Shishani è stata esaudita.

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