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Guerra

Tutti i problemi della leva obbligatoria in Ucraina

La chiamata alle armi della popolazione in Ucraina si sta razionalizzando ma continua a essere un processo complicato. Tra una definizione complessa del perimetro della coscrizione, abusi e rischi di incertezze nel processo le regole della chiamata alle armi faticano...

La chiamata alle armi della popolazione in Ucraina si sta razionalizzando ma continua a essere un processo complicato. Tra una definizione complessa del perimetro della coscrizione, abusi e rischi di incertezze nel processo le regole della chiamata alle armi faticano a tenere il passo delle esigenze della guerra contro l’invasore russo.

In un primo momento, nel marzo scorso, l’Ucraina aveva impedito l’uscita dal Paese di tutti i cittadini tra i 18 e i 60 anni, potenzialmente arruolabili. A ottobre la Verchovna Rada ha approvato la Legge 8109 sulle specifiche della coscrizione per il servizio militare e il funzionamento delle commissioni di coscrizione, che dovranno programmare esami medici a ogni cittadino oltre i 27 anni per capire la sua eleggibilità o meno ai requisiti della leva e scegliere eventualmente quali potenziali militari inserire nelle liste privilegiate per forze speciali e intelligence.

Le esenzioni e le retate

Una circolare ufficiale firmata da Volodymyr Zelensky del 27 gennaio 2023 non ha però ampliato le maglie della leva di massa indicando sulla carta un tentativo di razionalizzazione per la chiamata alle armi di lavoratori appartenenti a settori strategici come la produzione e distribuzione di energia e la fabbricazione e il trasporto di armi, anche alla luce dei rischi legati ai recenti scandali di corruzione che richiedono la presenza di personale rodato e esperto. Anche le agenzie statali, gli enti di governo locale e il sistema sanitario hanno la facoltà di esentare loro lavoratori dal servizio. Al tempo stesso tutti i tecnici qualificati indispensabili lontani dal fronte non saranno chiamati a presentarsi alle obbligatorie visite di leva.

Così sulla carta. Nei fatti la realtà è complessa. E l’Economist ha parlato di potenziali abusi legati al caos dei primi mesi del nuovo sistema e all’emergenza. Tra questi, da un lato, ciechi o persone senza uno o più arti a cui veniva recapitata la cartolina precetto perchè il loro posto era stato preso da altri autocertificati falsi invalidi. O dall’altro “retate” di militari e poliziotti per colmare i vuoti: “Ci sono state segnalazioni di avvisi di leva emessi (e talvolta applicati con la violenza) ai funerali militari a Lviv, posti di blocco a Kharkiv, centri commerciali a Kiev e agli angoli delle strade a Odessa. Le famose località sciistiche giacciono deserte nonostante le prime nevicate dell’inverno: le riprese di funzionari militari che curiosavano sulle piste sono bastate a tenere lontana la folla”, ha scritto la prestigiosa testata britannica

Non c’è ancora una valutazione piena della capacità di arruolamento dell’Ucraina o della quantità e della qualità del materiale umano mandato in campo nell’anno di guerra. Si sa solo la soglia massima che il Paese può gestire: fino al 3-4% della popolazione abile, oltre un milione di uomini. Npr stima che solo il 10% dei coscritti sia arrivato al fronte prima che fosse passato un mese dall’arruolamento, ma ad oggi si possono decisamente derubricare a esagerazioni e casi singolari i video circolanti sui social e sfruttati dalla propaganda russa sull’arruolamento a forza avvenuto in diversi casi. Di cui, peraltro, non è dato sapere se l’esito finale sia stata la coscrizione o invece l’effettuazione della citata visita di leva, che non è viatico immediato per il fronte.

L’addestramento e i renitenti alla leva

Il vero problema per Zelensky e i suoi sarà, nei prossimi mesi, capire come rafforzare la capacità di addestramento delle truppe per le armi sofisticate in arrivo o già arrivate, dai Leopard ai sistemi Samp-T. E al tempo stesso decidere in che misura muoversi sul fronte della gestione della leva senza mantenere nell’incertezza i cittadini non ancora chiamati alle armi, creare strozzature nel processo di addestramento, vedere problemi logistici nella gestione del reclutamento.

Altra questione la punizione dei renitenti alla leva. “Migliaia di persone sono state accusate di aver tentato di eludere la coscrizione, e mentre molte delle accuse sono state respinte, centinaia di casi si stanno ora facendo strada attraverso il sistema legale notoriamente losco dell’Ucraina”, nota Almayadeen. Capire quanti processi faranno riferimento a casi reali e quanti invece a coloro che sono stati sostituiti nelle liste dagli imboscati di tutta Ucraina sarà una sfida ardua. E sul fronte della leva, si notano anche problemi nella tutela dei diritti umani come diversi casi d’arresto di persone che già prima dell’invasione si erano dichiarate obiettrici di coscienza. Vitaly Alekseenko, 46enne di Ivano-Frankivsk, è stato arrestato a febbraio dopo aver chiesto invano di sostituire la leva col servizio civile e il suo caso ha fatto scalpore a livello nazionale.

Qual è il confine tra sicurezza nazionale e prerogative individuali? Contando che l’Ucraina combatte, tra le altre cose, per entrare anche nell’affluente e democratico Occidente la risposta a questa domanda non è questione di lana caprina. E invita a riflettere sulla reale efficacia di questi processi in era di guerra iper-tecnologica e, tendenzialmente, senza limiti.

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