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Mercenari, ceceni e militari russi hanno più volte cercato di uccidere Volodymyr Zelensky. Dallo scorso 24 febbraio ad oggi, i presunti tentativi inscenati per assassinare il presidente ucraino iniziano ad essere piuttosto consistenti. Adesso sono emerse pure alcune prove a conferma del fatto che Zelensky risulterebbe in cima all’agenda del Cremlino.

Il segretario del Consiglio nazionale di Sicurezza e difesa ucraino, Oleksiy Danilov, ha raccontato ad una radio ucraina che il leader ceceno Ramzan Kadyrov avrebbe ricevuto un piano per assassinare il presidente ucraino il 3 febbraio durante un incontro con il presidente russo Vladimir Putin.

Come ha riportato dall’agenzia Ukrinform, secondo Danilov il piano per eliminare il presidente ucraino sarebbe stato concordato in quella riunione e Kadyrov si sarebbe impegnato perché la propria unità cecena completasse la missione. L’intelligence di Kiev, ha aggiunto, sta verificando le informazioni.

Danilov ha inoltre puntualizzato di non sapere dove si trovi al momento Kadyrov. “Posso dire con certezza che non è mai stato qui. Tutte queste foto di scena secondo cui sarebbe stato in zona di guerra sono una totale sciocchezza”, ha concluso.



Obiettivo Zelensky

La rivelazione di Danilov non è certo la prima del suo genere. Lo scorso 28 febbraio, ovvero quattro giorni dopo l’inizio del conflitto, era emersa un’indiscrezione particolarmente preoccupante. Il quotidiano britannico The Times scriveva che oltre 400 mercenari russi del gruppo paramilitare Wagner si trovassero in Ucraina con la chiara intenzione di eliminare il presidente ucraino e alcuni dei suoi più stretti collaboratori.

I miliziani sarebbero stati fatti rientrare cinque settimane prima da una missione in Africa. In cambio della testa di Zelensky, sarebbe stata loro promessa una lauta ricompensa. A quanto pare, la notizia sarebbe stata appresa da Kiev poco prima che venisse imposto un coprifuoco totale sull’intera capitale nel timore di azioni di sabotaggio da parte dei russi.

Secondo una fonte collegata allo stesso gruppo, i primi mercenari – tra i 2mila e i 4mila uomini – sarebbero approdati in Ucraina a gennaio con missioni diverse. Il nuovo gruppo, invece, avrebbe avuto come unico imperativo quello di decapitare il governo ucraino per poi abbandonare l’Ucraina nel giro di pochi giorni.

I giorni sono trascorsi tra bombardamenti e assedi, ma Zelensky è ancora vivo e vegeto. Tre le possibili spiegazioni: la missione citata è naufragata per il pronto intervento dell’intelligence ucraina; non esisteva alcun piano per assassinare Zelensky; la missione è semplicemente fallita.

Tentativi falliti

Andando a ritroso nel tempo emergono altre indiscrezioni più o meno confermabili. Nella prima settimana di guerra pare che Zelensky sia riuscito a scampare ad almeno tre tentativi di assassinio. Il team di sicurezza incaricato di proteggere il presidente sarebbe riuscito a sventare gli attacchi orchestrati da ceceni e mercenari del gruppo Wagner.

Quest’ultimo, inoltre, sarebbe stato contrastato da elementi contrari alla guerra che si trovavano in Russia. I funzionari ucraini, dunque, sarebbero stati informati dei piani da alcuni membri del Servizio di sicurezza federale russo, ex Kgb.

Qualche giorno più tardi un alto consigliere del ministero della Difesa di Kiev, Markian Lubkivskyi, ha svelato alla Cnn che alcuni paramilitari sostenuti dal Cremlino avrebbero partecipato a un altro presunto piano per assassinare il presidente ucraino. “Volevano assassinare la leadership ucraina, il nostro presidente e primo ministro – ha detto Lubkivskyi – questo era l’obiettivo e un paio di loro sono stati inviati in Ucraina senza alcun successo”.

Il piano, ha aggiunto il funzionario, è stato confermato dall’intelligence ucraina e dalle forze speciali responsabili della protezione di Zelensky. Tornando al presente, resta da capire se le voci sull’eventuale progetto per assassinare Volodymyr Zelensky consegnato a Kadyrov siano vere e, soprattutto, dove si trovi il leader ceceno.

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