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Amaq News Agency, un ramo di propaganda dei tagliagole, sostiene che lo Stato Islamico ha eseguito 489 “operazioni di martirio” in Iraq, Siria e Libia nel corso dei primi cinque mesi del 2016. Gli attacchi suicidi dei terroristi sarebbero stati  85 a gennaio, 90 a febbraio, 112 a marzo, 83 ad aprile e 119 a maggio.I numeri diffusi sono difficili da verificare, ma gli esperti li reputano ragionevoli, visto l’entità dei combattimenti che i terroristi hanno affrontato nell’ultimo periodo. La maggior parte degli attacchi suicidi effettuati dallo Stato Islamico nei primi cinque mesi dell’anno, infatti, sarebbero stati fatti nelle zone dove gli scontri sono più accesi.Stando ai dati riportati dall’agenzie del Califfo, circa la metà degli attentati in Iraq  sono avvenuti nella provincia di Anbar, dove i jihadisti sono impegnati in feroci combattimenti con le forze governative e le milizie sciite.Anche in Siria le zone più colpite sono le provincie più calde di Aleppo, Hasakah, Deir el-Zor, Homs e Raqqa, la capitale dei tagliagole.In Libia gli attentati hanno colpito soprattutto la zona nei dintorni di Sirte, la base centrale del gruppo nel Paese. La zona è stata teatro di scontri pesanti per diverse settimane ed è probabile che lo Stato Islamico abbia tentato di ostacolare l’avanzata degli avversari.Ora, ripetiamo, non sappiamo se i numeri diffusi da Amaq News Agency, siano solo propaganda o corrispondano alla realtà. Ma se dovessero essere veri, significherebbe che i miliziani dello Stato Islamico avrebbero potenziato gli attacchi in maniera molto significativa.All’inizio di giugno, infatti, il Dipartimento di Stato Americano ha diffuso un rapporto dove sostiene che gli attacchi kamikaze nel mondo, nel 2015, sarebbero stati 726.

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