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La Turchia ha svelato ufficialmente le linee del suo nuovo caccia di quinta generazione: il TF-X. Nel primo giorno del salone internazionale dell’industria aerospaziale di Le Bourget, nei pressi di Parigi, la Tai (Turkish Aerospace Industry) ha mostrato un simulacro a grandezza naturale – in gergo aeronautico mock up – del suo nuovo progetto per sostituire le linee di cacciabombardieri in forza alla Türk Hava Kuvvetleri, l’aeronautica militare turca, che ancora schiera i vetusti F-16 ed ancor più datati F-4.

Durante la cerimonia, alla presenza della stampa mondiale, si è alzato il velo – letteralmente – sul nuovo caccia stealth made in Turkey che da subito è sembrato essere molto simile nelle linee generali ai caccia americani F-35 ed F-22. Del resto le regole dell’invisibilità radar unite a quelle dell’aerodinamica non permettono molta possibilità di dare spazio alla fantasia dei disegnatori: se andiamo a vedere alle recenti creazioni di altri Paesi, comunque legati agli Stati Uniti, in questo senso noteremo delle similitudini più che evidenti. Il caccia sudcoreano KF-X sembra essere, sotto il profilo stilistico, un ibrido tra l’F-22 e l’F-35; il nuovo caccia franco-tedesco Scaf (Système de Combat Aérien du Futur) ed il Tempest britannico, se pur con differenze sostanziali rispetto ai progetti statunitensi, li ricordano molto e sembrano aver attinto a piene mani anche da programmi abortiti come l’Yf-23.

Per non parlare dei progetti russi e cinesi: un occhio esperto avrà sicuramente notato che le soluzioni aerodinamiche (raccordi ala-fusoliera, profilo del muso, doppia deriva, geometria delle prese d’aria) del Su-57 e del J-20, oltre ad essere simili tra loro lo sono anche rispetto alle produzioni americane.

Un progetto “derivato” dall’F-35?

Per quanto riguarda il velivolo turco, però, sembra esserci più di una similitudine di tipo stilistico dettata da mere esigenze aerodinamiche e di invisibilità radar. Come ammesso dagli stessi dirigenti della Tai, è stato possibile giungere al TF-X proprio grazie all’esperienza industriale maturata con il progetto dell’F-35, a cui, lo ricordiamo, la Turchia ha partecipato come partner industriale di secondo livello al pari dell’Italia.

Benché questa partecipazione si possa dire, a tutti gli effetti, conclusa per le ben note vicissitudini derivanti dall’acquisizione dei sistemi S-400 russi da parte di Ankara, fermamente osteggiati da Washington, l’industria aeronautica turca ha potuto comunque beneficiare di un sufficiente know how per intraprendere la costruzione di un velivolo di quinta generazione in proprio.

Le industrie turche erano infatti coinvolte nel programma del cacciabombardiere della Lockheed-Martin per un controvalore di circa 12 miliardi di dollari e provvedevano alla fornitura di parti del velivolo per tutta la flotta di F-35 presenti nelle varie forze aeree del mondo.

Le maggiori fornitrici di pezzi erano la Alp Aviation, Ayesaş, Kale Aerospace, Kale Pratt & Whitney and Tai. In particolare la parte centrale di fusoliera sia in materiale composito che metallico, il rivestimento della presa d’aria del motore e i piloni per l’armamento aria-terra venivano fabbricati dalla Tai; il mozzo posteriore del motore F135, i dischi in nickel-titanio e altre parti strutturali dalla Alp Aviation; il display panoramico dell’abitacolo e componenti dell’interfaccia in remoto per i missili aria-aria dalla Ayesaş; altre parti della struttura della fusoliera e della ali dalla Kale Aerospace mentre alcuni altre componenti della turboventola F135 dalla Kale Pratt & Whitney, succursale locale della ben nota fabbrica di motori aeronautici americana.

Ed è proprio la parte centrale della fusoliera dell’F-35, prodotta dalla Tai, quella che sembra essere la più simile a quelle del TF-X, come del resto palesemente ammesso dai rappresentanti dell’industria turca al Le Bourget.

Che cos’è il TF-X?

Il nuovo caccia turco si discosta dal progetto dell’F-35 non solo per quanto riguarda la scelta della motorizzazione (due turboventole sul caccia turco a fronte di una sola su quello americano), ma sembra avere anche un ruolo diverso, più improntato verso l’aria-aria rispetto all’interdizione.

Il progetto ad onor del vero non è totalmente autoctono, ma è condiviso con la britannica Bae: il 28 gennaio dello scorso anno il Primo Ministro britannico Theresa May, durante la sua visita ufficiale ad Istanbul per incontrare il leader turco Recep Erdogan, ha annunciato che la Bae Systems, in collaborazione con la Tai (Turkish Aerospace Industries), provvederà a sviluppare il design ed i sistemi di un caccia autoctono dalle caratteristiche stealth.

L’opportunità per le industrie inglesi è ghiotta: il nuovo velivolo avrà bisogno di una motorizzazione che si adatti ai requisiti del velivolo ed in pole position c’è la Rolls Royce che già fornisce i motori di caccia come l’EF-2000 “Typhoon” grazie ad un memorandum di intesa siglato nel 2015. Altre forniture made in Uk potrebbero essere quelle dei sedili eiettabili Martin Baker e del sistema Hud (Head Up Display) della Bae, mentre la turca Aselan ha già cominciato a lavorare sul nuovo radar del caccia di tipo Aesa (Active Electronic Scanned Array).

Durante l’incontro si stabilì la volontà condivisa per un programma che dovrebbe vedere la produzione di un prototipo nel 2023, e sempre nella stessa occasione Regno Unito e Turchia firmarono un accordo del valore di 100 milioni di sterline per lo sviluppo del cacciabombardiere. Oggi voci provenienti dal salone di Le Bourget sostengono che il TF-X potrebbe vedere la luce nel 2025 ed entrare in servizio nel 2028.

Una data molto lontana nel tempo, per questo la Turchia si sta guardando intorno per vedere le offerte del mercato dei caccia di quinta generazione e quindi lo sguardo va, giocoforza, al caccia russo Su-57 ma anche al cinese J-20, recentemente entrato in servizio, che potrebbe essere venduto ad Ankara in attesa dell’arrivo del TF-X.