Guerra /

Lo scorso 27 agosto una delegazione di funzionari statunitensi è giunta in Turchia per un incontro coi massimi vertici del Governo e della Difesa turchi incentrato sulla vendita dei cacciabombardieri F-35.

Sul tavolo della trattativa c’era la possibilità, più volte paventata dal Congresso Usa, di vietare la vendita dell’aereo stealth di quinta generazione ad Ankara, che pure fa parte del consorzio internazionale che partecipa alla sua produzione sin dagli albori del programma Jsf (Joint Strike Fighter).

I diplomatici di Washington hanno intimato ad Ankara di non procedere con l’acquisizione dei sistemi da difesa aera di fabbricazione russa S-400, pena il blocco della vendita dei caccia F-35.

La diatriba sugli F-35 della Turchia 

La minaccia della delegazione statunitense è solo l’ultima in ordine di tempo: nei mesi scorsi il Congresso Usa si è mosso più volte per cercare di bloccare la vendita degli F-35 alla Turchia tramite diverse proposte bipartisan.

Si ricorda, a titolo d’esempio, quella di maggio a firma del senatore Cicilline (dem) in cui si afferma che a fronte di un atteggiamento “ostile e autoritario” di Ankara nei confronti di Washington ed in considerazione dell’avvicinamento con Mosca, gli Stati Uniti non dovrebbero autorizzare il trasferimento dei caccia F-35 o della proprietà intellettuale e dei dati tecnici atti al mantenimento e al supporto del caccia di quinta generazione.

Sul tavolo, oltre alla vicenda del pastore evangelico trattenuto a Smirne, c’è un fattore ben più importante: la preoccupazione Usa che l’acquisizione del sistema russo da difesa aera S-400 possa creare una breccia nella sicurezza del programma F-35 causando il passaggio di dati riservati inerenti alle caratteristiche elettroniche e stealth del velivolo a Mosca.

Come già accennato, la delegazione del Congresso, capeggiata dal deputato Micheal Turner (rep), ha proposto alle massime autorità turche di cessare dall’intenzione di acquistare gli S-400 per garantirsi l’appoggio del Congresso relativo alla vendita degli F-35, ma ad Ankara la proposta è suonata come una minaccia ed una ingerenza nella sovranità del Paese. 

Il ministro degli Affari Esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu, ha fatto sapere durante la sua visita in Lituania, che “dobbiamo proteggere il nostro spazio aereo, questo è un dovere per noi” e che “siamo partner nel programma F-35, quindi se (gli Usa n.d.a.) dicono che possono fare quello che vogliono, come nei film di cowboy, riceveranno una risposta appropriata”. 

La Turchia nel programma F-35

Nonostante le minacce Usa ed i toni accesi dell’esecutivo di Erdogan, il programma F-35 per la Turchia va avanti. 

Ankara ha una opzione per 100 velivoli complessivi del tipo F-35A a decollo e atterraggio convenzionali, ed ha già firmato l’accordo per la prima tranche di 30 macchine.

Il primo F-35A con la mezzaluna in campo rosso è stato consegnato all’Aeronautica turca lo scorso 30 giugno e sarà incorporato nella Türk Hava Kuvvetleri tra un anno circa, quando piloti e velivoli avranno completato il ciclo di addestramento presso la Luke AFB dove ha sede il Pilot Training Center per la flotta di Lightning II. 

Quasi in concomitanza con la visita della delegazione del Congresso Usa in Turchia, è avvenuto il primo volo di un F-35A con un pilota turco ai comandi, segnale che, al di là degli aspri toni diplomatici, la cooperazione continua.

La Turchia, infatti, è partner del programma F-35 sin dal suo esordio e ha partecipato con la proprie industrie alla fabbricazione del caccia stealth di quinta generazione.

Le industrie turche sono infatti coinvolte nel programma per un controvalore di circa 12 miliardi di dollari e provvedono alla fornitura di parti del velivolo che fanno parte di tutta la flotta di F-35 presenti nelle varie forze aeree del mondo.

Le maggiori fornitrici di pezzi made in Turkey sono la Alp Aviation, Ayesaş, Kale Aerospace, Kale Pratt & Whitney and TAI. In particolare la parte centrale di fusoliera sia in materiale composito che metallico, il rivestimento della presa d’aria del motore e i piloni per l’armamento aria-terra sono fabbricati dalla Tai; il mozzo posteriore del motore F135, i dischi in nickel-titanio e altre parti strutturali dalla Alp Aviation; il display panoramico dell’abitacolo e componenti dell’interfaccia in remoto per i missili aria-aria dalla Ayesaş; altre parti della struttura della fusoliera e della ali dalla Kale Aerospace mentre alcuni altre componenti della turboventola F135 dalla Kale Pratt & Whitney, succursale locale della ben nota fabbrica di motori aeronautici americana.