Mentre il presidente Donald Trump annunciava questa mattina agli Stati Uniti e al mondo intero, che lui che la first lady Melania sono risultati positivi al Covid-19, due Boeing E-6B Mercury  si sono alzati in volo per quella che si suppone essere una missione da “messaggeri speciali”: i sofisticatissimi velivoli in forza all’Us Navy avrebbero infatti impartito alcuni ordini particolari ai sottomarini armati con i missili balistici Trident. Componente fondamentale delle forze nucleari strategiche statunitensi.

Potrebbe non essere una coincidenza quella notata dai numerosi appassionati di tracciamenti radar che amano “spiare” – attraverso i siti online aperti a tutti – gli spostamenti di velivoli militari che lasciano attivato volontariamente il proprio transponder per essere tracciati, e che nelle prime ore di questa mattina hanno osservato due velivoli militar per il comando e controllo E-6B Mercury: noti per il loro particolare compito di trasmettere istruzioni alla flotta di sottomarini balistici che gli Stati Uniti hanno schierati nelle acque di tutto il mondo. Stiamo parlando degli ssbn classe Ohio: sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare che possono trasportare fino a 24 missili balistici Trident, ognuno dei quali può contenere fino 8 testate nucleari indipendenti multiple del tipo Mirv.

I due velivoli, derivazione dall’aereo di linea Boeing 707-320, sono stati tracciati mentre volteggiavano rispettivamente lungo la Costa Est degli Stati Uniti e sui cieli dell’Oregon; per impartire istruzioni ai sottomarini che incrociano nell’Atlantico e nel Pacifico. La notizia, riportata anche da Fox News, non è stata né commentata né smentita dal Pentagono, che non ha ancora rilasciato nessun comunicato ufficiale mentre tracciati dei due Mercury rimbalzavano sulle piattaforme social di tutto il mondo.

Gli E-6B Mercury, quadrireattori con 23 membri d’equipaggio tra piloti, specialisti di comunicazione, ufficiali addetti alle informazioni e crittografi, fanno parte di raggruppamento noto anche come “Airborne Command Post”. Unità preposta al compito di mantenere la continuità della linea di comando nel caso che i centri di comando a terra vengano distrutti da forze nemiche. O in qualsiasi caso di emergenza analogo che impedisca di impartire l’ordine di lanciare missili strategici. Secondo le ricostruzioni degli esperti – che però non hanno ancora ricevuto conferma – potrebbe trattarsi di una semplice missione di routine. Proseguita nonostante il momento estremamente delicato che vede il commander in chief della prima potenza nucleare del mondo costretto in quarantena alla Casa Bianca; proprio nel rush finale della corsa elettorale. Oppure di un messaggio che il Pentagono ha voluto inviare “in chiaro” ai possibili nemici degli Stati Uniti convinti di poter approfittare nel momento per lanciare qualche genere azione destabilizzante nei confronti di Washington. Un messaggio che dichiari ufficiosamente: la nostra flotta nucleare è pronta – anche se l’uomo che possiede la valigetta con i codici dei missili nucleari ha contratto la sindrome respiratoria acuta grave, e deve riguardarsi, a casa, con sua moglie.

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