Oltre all’esercito (Army), alla marina (Navy), all’aeronautica (Air Force), ai Marine e alla Guardia Costiera, gli Stati Uniti potranno contare su una nuova branca dell’esercito: le forze spaziali. Già annunciata nel 2018, adesso l’armata spaziale americana prenderà ufficialmente forma in seguito alla firma da parte di Donald Trump del National Defense Authorization Act. Questa legge, oltre a garantire un budget militare annuale da 738 miliardi di dollari, mette a fuoco diversi punti militari strategici sui quali intende puntare Washington nel medio periodo. Tra questi spicca la creazione della cosiddetta Space Force, che avrà il compito di proteggere le risorse americane situate oltre i confini terrestri. Le forze spaziali Usa saranno formate da 16 mila uomini (alcuni provenienti dall’Air Force, altri civili) e guidate dal generale Jay Raymond. Risponderanno inoltre alla Air Force del Segretario Barbara Barrett, avranno una propria uniforme e, molto probabilmente, anche un proprio inno.

Le forze spaziali Usa

Soddisfatto il Segretario alla Difesa Usa, Mark Esper, che ha sottolineato come l’istituzione delle forze spaziali rappresenti “un passo storico” e “un imperativo strategico” per la nazione americana: “Lo spazio è diventato così tanto importante per il nostro modo di vivere, la nostra economia e la nostra sicurezza nazionale che dobbiamo essere pronti a proteggerci da azioni ostili. Questo nuovo servizio ci aiuterà a contrastare le aggressioni, difendere i nostri interessi nazionali e affrontare potenziali avversari”. La spiegazione di Esper fa luce su una questione fondamentale: lo spazio non è più un posto lontano che appare ogni tanto in qualche film di fantascienza ma una dimensione da proteggere con apposite forze armate. “Mantenere il predominio americano nello spazio è ora la missione delle forze spaziale degli Stati Uniti”, ha aggiunto Esper. Il personale, come detto, non supererà le 16 mila unità ma la spiegazione di un corpo così ridotto è presto detta. Il lavoro di questi uomini ruoterà attorno alla tecnologia, ed è per questo che le forze spaziali richiederanno meno personale di quanto non ci si possa aspettare. “Istituendo le forze spaziali degli Stati Uniti stiamo elevando lo spazio in modo commisurato alla sua importanza per i nostri interessi nazionali di sicurezza e per quelli dei nostri partner e alleati”, ha infine dichiarato Raymond, il futuro capo dell’armata spaziale.

Un patto con il Giappone?

Quella degli Stati Uniti non è certo un’idea originale e inedita. Tralasciando il fatto che già da tempo Washington auspicava di estendere i propri tentacoli oltre l’atmosfera terrestre, anche il Giappone aveva palesato l’interesse di creare un’apposita forza di autodifesa spaziale per proteggere i propri interessi in orbita. Un paio di mesi fa, nel corso della riunione annuale con i più importanti ufficiali dell’esercito, il premier nipponico Abe Shinzo aveva messo sul tavolo un piano ambizioso: trasformare le Forze di autodifesa Aerea (Asdf) in Forze di autodifesa Aerea e Spaziale entro il 2020. Stati Uniti e Giappone hanno già raggiunto accordi specifici in materia “spaziale”, tra cui la possibilità per il sistema giapponese Quasi Zenith Satellite di essere equipaggiato con un sensore di localizzazione spaziale prodotto dal Dipartimento della Difesa Usa. Ora che Washington ha fatto il passo più importante, cioè quello di istituire ufficialmente apposite forze spaziali, non è da escludere un possibile patto di ferro tra americani e giapponesi per difendere lo spazio dalle minacce russe e cinesi.