Dalla sua residenza di Mar-a-Lago, Florida, il presidente Usa Donald Trump, per mezzo di un cupo video-messaggio pubblicato su Truth Social, ha annunciato l’avvio dell’operazione militare congiunta Usa-Israele contro l’Iran che ha come obiettivo quello di decapitare i vertici della Repubblica Islamica e inibire la rappresaglia di Teheran. Nel messaggio, durato circa otto minuti, Trump ha definito l’operazione come una misura necessaria per «difendere il popolo americano eliminando minacce imminenti dal regime iraniano», che ha qualificato come «un gruppo vizioso di persone molto dure e terribili». Fonti israeliane e Usa hanno confermato che si tratta di un’operazione congiunta, con obiettivi che includono apparati di sicurezza, infrastrutture missilistiche e residenze di alti funzionari.
Nel motivare questa «guerra preventiva» contro Teheran, Trump ha ripercorso una lunga lista di accuse storiche contro la Repubblica Islamica: dal sostegno al sequestro dell’ambasciata Usa nel 1979 (con ostaggi per 444 giorni), all’attentato alla caserma dei Marines a Beirut nel 1983, all’attacco alla USS Cole nel 2000, alle perdite di soldati USA in Iraq causate da proxy iraniani, fino agli attacchi recenti contro forze americane in Medio Oriente e al ruolo di Hamas nell’attacco del 7 ottobre 2023 contro Israele.
L’accusa di Trump
L’inquilino della Casa Bianca ha ribadito: «Questo regime terroristico non può mai avere un’arma nucleare». Ha ricordato l’operazione precedente, Operation Midnight Hammer del giugno 2025, in cui gli USA distrussero (secondo la sua versione) i principali siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan. Dopo quell’attacco, Washington avrebbe avvertito Teheran di non riprendere il programma nucleare e tentato negoziati, ma – secondo la versione Trump – l’Iran avrebbe rifiutato ogni offerta, continuando a ricostruire il programma e a sviluppare missili a lungo raggio capaci di minacciare l’Europa, basi Usa e potenzialmente il territorio americano.
«Non possiamo più tollerarlo», ha dichiarato Trump, annunciando che le forze Usa stanno conducendo «un’operazione massiccia» per «distruggere i loro missili e radere al suolo la loro industria missilistica». Ha concluso promettendo che sarà «totalmente obliterata».
Le reazioni negli Usa
L’operazione ha scatenato divisioni immediate. Il giornalista DropSiteNews Jeremy Scahill ha definito l’uso del termine «preventiva» da parte del Presidente Usa come «propaganda», sostenendo che gli Usa abbiano usato i negoziati come copertura per bombardare, mentre Teheran avrebbe offerto termini più generosi del JCPOA 2015. Il deputato repubblicano Thomas Massie ha attaccato Trump su X, definendo gli atti di guerra «non autorizzati dal Congresso».
Emerge un tema politico di notevole rilevanza: gli Stati Uniti hanno sferrato un attacco contro l’Iran proprio mentre erano in corso negoziati tra le delegazioni americane e iraniane. Chi potrà mai fidarsi, in futuro, delle buone intenzioni degli Stati Uniti durante un processo di negoziazione?

