Tripoli, la battaglia continua: Al Sarraj promette contrattacco

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Il fronte a sud di Tripoli rimane fermo: i combattimenti avvengono sempre lungo quella linea a sud della capitale, distante dal centro della città di almeno 25 chilometri. È lì che l’avanzata di Haftar, iniziata il 4 aprile scorso, trova un’attuale insormontabile barriera oltre alla quale non riesce ad andare. Ed adesso le forze fedeli al governo di Al Sarraj promettono un contrattacco decisivo.

“Faremo indietreggiare Haftar”

Nelle ore successive all’inizio dell’offensiva del generale uomo forte della Cirenaica, da Tripoli le milizie vicine all’attuale esecutivo riconosciuto dall’Onu lanciano l’operazione “Vulcano di Rabbia”. Si tratta della mossa militare che ferma Haftar ed impedisce al suo Lna (Libyan National Army) di avanzare verso il centro della capitale. Un’azione contenitiva in qualche modo, volta a bloccare le velleità del generale e dei suoi soldati. L’operazione viene portata avanti dal blocco eterogeneo vicino ad Al Sarraj, un’insieme di milizie costituite in gran parte dalle forze di difesa di Tripoli.

Adesso quello che si prospetta, è un’azione di vero e proprio totale respingimento delle forze di Haftar. Od almeno questa appare l’intenzione annunciata ad Al Jazeera dal ministro dell’interno libico, Fathi Bishagha: “Ci stiamo preparando ed entro tre giorni o giù di lì, ci sarà un attacco su vasta scala – dichiara il titolare del ministero – Passeremo da una posizione difensiva ad una di attacco”. Ma non solo, Bisghagha si dice certo che le forze del suo governo sono in grado di avviare un’azione di più ampia portata capace di andare oltre Tripoli: “Le forze di Haftar saranno respinte da tutta la regione occidentale – dichiara infatti ancora il ministro – Ci saranno sorprese in altre aree dove le forze di Haftar sono di stanza”.

Gli scontri aumenteranno di intensità?

Dichiarazioni, quelle che arrivano da Tripoli, che fanno in realtà il pari con quelle che arrivano da Bengasi: nel quartier generale dell’esercito di Haftar infatti, da giorni si parla dell’arrivo oramai prossimo di rinforzi da est e da sud, i quali nelle intenzioni dei vertici dell’Lna dovrebbero dare la spinta decisiva verso la capitale. Entrambe le parti dunque, promettono ulteriori azioni di attacco: considerando che già adesso lo stallo della battaglia si traduce in un’intensità piuttosto marcata degli scontri, le volontà annunciate delle due parti in lotta di procedere ad operazioni offensive potrebbe portare ad un’ulteriore escalation.

Un’eventualità che crea timori per la popolazione civile, già provata a sud di Tripoli e nel centro della capitale da quanto accade a partire dallo scorso 4 aprile. Le prossime ore potrebbero essere decisive, anche perchè il tempo in questo momento non appare amico di Haftar: più giorni passano e più la sua operazione assume sempre meno le sembianze di una guerra lampo. Obiettivo che, fino ad un mese fa, il generale evidentemente considera alla sua portata.