La riaccensione della guerra in Yemen e il rinfocolamento dell’instabilità regionale nel Paese colpito dalla ripartenza della guerra civile nel quadro di un Medio Oriente già nel caos ha messo sotto pressione l’Arabia Saudita che, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, si trova in una fase critica. Riad ha visto la sua sicurezza interna e la tenuta dell’export energetico messi a dura prova dalla ripresa delle offensive degli Houthi contro il governo legititmo yemenita e contro lo stesso territorio del Paese principale della Penisola Arabica. I ribelli alleati dell’Iran, con la loro offensiva, hanno mostrato le vulnerabilità tramite avanzate sul terreno contro le forze alleate di Riad, attacchi asimmetrici e minacce strategiche ai sauditi.
Gli scenari in Yemen e le preoccupazioni dei partner dell’Arabia Saudita
Per l’Arabia Saudita le buone notizie giunte negli ultimi giorni, con la ripresa dei traffici petroliferi via Golfo Persico e Hormuz verso i Paesi dell’Asia che ha in parte attenuato gli effetti della chiusura dell’oleodotto East-West causato dai raid Houthi (chiusura di cui oggi è stata annunciata la revoca) e l’interdizione ai traffici di Riad attraverso Bab-el-Mandeb dove i ribelli controllano il profilo costiero yemeniti prospicente, sono una boccata d’ossigeno in un’ampia serie di notizie critiche per il contesto securitario del Paese. Non a caso la stabilità saudita viene ritenuta strategica da molti attori che osservano il contesto mediorientale.
Nelle ultime giornate è arrivata la conferma, anticipata da Bloomberg, del coinvolgimento del Regno Unito a fianco di Riad per operazioni di rifornimento in volo degli aerei sauditi volte a favorire la risposta agli attacchi Houthi per operazioni difensive, cui il primo ministro Andy Burnham ha affermato di aver dato il via libera, che si somma all’attenzione mostrata per Riad e l’Arabia Saudita da parte della Turchia, il cui Ministro degli Esteri Hakan Fidan ha riaffermato l’impegno di Ankara per la sicurezza e la stabilità del Paese alleato alla repubblica anatolica e al Pakistan, a sua volta attento alle notizie che arrivano dalla Penisola Arabica, dal recente Patto della Mecca. Al Jazeera, in occasione del recente incontro tra Mohammad bin Salman, principe ereditario e primo ministro saudita, e il capo di Stato egiziano Abdel Fattah al-Sisi, ha inoltre sentito l’opinione dell’analista Andreas Krieg, secondo cui in questa fase è possibile che “il Cairo abbia ora un forte interesse a una cooperazione sostanziale con l’Arabia Saudita sulla sicurezza del Mar Rosso”.
Il pantano yemenita, la postura degli Houthi
E mentre Riad attende una posizione chiara dagli Usa, finora restii a entrare pienamente a sostegno dell’alleato impantanato nella ripresa di un conflitto che la distensione con l’Iran aveva pressoché congelato nel 2022, si delinea un quadro chiaro: gli Houthi hanno stabilito una loro capacità di proiezione e interdizione che permette loro di avere una capacità d’azione costante contro i sauditi e di poter sfruttare sul terreno in Yemen queste finestre d’opportunità. Ciò, unitamente al controllo della costa che rende una minaccia al traffico marittimo potenzialmente esercitabile su Bab-el-Mandeb, pone in concreto essere la prospettiva di una messa in discussione della stabilità strategica saudita.
Per i partner dell’Arabia Saudita questo è ritenuto un fattore critico e sostanziale, anche se ad oggi l’elemento che emerge è quello di un generale attendismo: Riad, in anni di intervento a sostegno dei governativi yemeniti, non è riuscita ad aver ragione dei ribelli Houthi in un conflitto che ha prodotto decine di migliaia di vittime civili e una drammatica crisi umanitaria. Gli Houthi, occupanti la capitale Sana’a e fortificati in remote e complesse aree montane e impervie dello Yemen occidentale, hanno saputo costruire un loro Stato nello Stato e hanno mostrato la loro capacità operativa tra il 2023 e il 2025 con gli attacchi al traffico marittimo internazionale. Anche i bombardamenti britannici e americani del 2024-2025 non hanno degradato in maniera decisiva.
Tre crisi in una
Ora la crisi contiene tre problematiche in una: innanzitutto, quella territoriale dello Yemen, in cui il filone dell’avanzata degli Houthi si inserisce parallelamente a una dinamica in evoluzione che vede i ribelli affrontare un campo avversario frastagliato dopo gli scontri tra governativi filo-sauditi e filo-emiratini tra fine 2025 e inizio 2026 e continuare ad avanzare; in secondo luogo, c’è la partita dei traffici navali attraverso Bab-el-Mandeb che si sono ridimensionati dopo l’ampliamento dell’azione degli Houthi in estate e rischiano potenzialmente una crisi strutturale, su cui l’Italia ha lanciato tramite il Ministro della Difesa Guido Crosetto un allarme strategico e su cui l’Unione Europea ha posto il suo faro; infine, l’interconnessione tra due crisi, quella di Bab-el-Mandeb e quella iraniano-americana a Hormuz, che sono strettamente collegate. Le due guerre non sono un conflitto unico, e sarebbe riduttivo definire gli Houthi unicamente una costola di Teheran.
Il timore di ripercussioni a catena oltre lo Yemen
Ogni azione di ampliamento del confronto su Yemen e Bab-el-Mandeb creerebbe difficoltà a gestire lo scenario iraniano e a Hormuz? Una risposta certa a questa domanda non c’è, e l’incertezza regna sovrana: l’ampliamento del confronto tra sauditi e Houthi ha contribuito, però, nel breve periodo a rimandare i colloqui in Oman tra Paesi del Golfo e Iran per chiudere il confronto su un meccanismo di gestione del traffico navale a Hormuz. Inoltre, chi si trova in una situazione incerta sono gli Usa, che già nel 2025 hanno fermato i raid contro lo Yemen controllato dagli Houthi ordinati dal presidente Donald Trump dopo settimane di manovre non decisive e ora devono vedere lo scenario senza poter scindere Yemen e Iran. In tal senso è corretto ciò che ha scritto sul suo profilo X l’analista militare e geopolitico israeliano Danny Citrinowicz: questa crisi yemenita è parte di un confronto che a Riad e agli Usa è stato “in gran parte imposto dagli sforzi degli Houthi per costringere alla fine del blocco, sfruttando al contempo la vulnerabilità saudita dopo la guerra con l’Iran”.
Lo studioso dell’Institute for National Security Studies della Tel Aviv University nota che “Washington ha un forte interesse a sostenere l’Arabia Saudita, un partner regionale chiave, soprattutto perché gli attacchi degli Houthi minacciano le infrastrutture energetiche saudite e la stabilità regionale”, ma in tal senso “un intervento militare senza una strategia sostenibile e un obiettivo politico raggiungibile potrebbe comportare costi ancora maggiori”. In tal senso la questione per Citrinowicz “non è se gli Stati Uniti possano colpire gli Houthi”, quanto capire “cosa succederebbe il giorno dopo”. Vero è che gli Usa si mantengono a fianco dei sauditi, e la decisione del Dipartimento di Stato di approvare un pacchetto di vendita per caccia F-35 a Riad, che ora dovrà essere approvato dal Congresso, ha in questo caso un valore politico notevole in termini di volontà di far durare a lungo l’alleanza. Ma non risolve il dilemma di Riad e Washington nel breve periodo.
Un contesto strategico articolato
Questo dilemma è lo stesso che attanaglia tutti quei Paesi attivi nella ricerca di un equilibrio regionale e i cui decisori vedono con preoccupazione il degradamento della sicurezza in Yemen come possibile punto di rafforzamento di una crisi mediorientale che dura da anni con sempre nuovi punti caldi e in cui, a suo modo, negli ultimi anni Riad era stato un punto di equilibrio e un partner attento a evitare che nei vari teatri l’entropia si consolidasse.
La firma del Patto di La Mecca con Pakistan e Turchia avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza di un nuovo pivot securitario attento a una diversificazione di alleanze e partnership, ma questa potenziale stabilizzazione si è sommata a un aggravamento nel teatro yemenita che ha messo subito alla prova la posizione di Riad. Oggi chiamata a combattere contro avversari che hanno una posta in gioco alta e complessa. In Yemen Riad si gioca la sua proiezione regionale e una parte della sua stabilità economica, gli Houthi che la mettono sotto pressione vedono nella risoluzione della crisi tramite un loro rafforzamento un elemento decisivo per la loro sopravvivenza nel medio-lungo periodo. L’asimmetria degli obiettivi può ampliare l’incertezza dello scontro. Molti attori non possono permettersi un fallimento saudita in Yemen. Pochi hanno le idee chiare per come prevenirlo attivamente. E mentre la campagna ripresa in estate continua tra avanzate e bombardamenti, si alimenta una grande incertezza ormai cifra distintiva di un Medio Oriente in ricomposizione.
Questo articolo è stato aggiornato per dare notizia della riapertura dell’East-West Pipeline
Fonti
- https://www.wionews.com/race-to-power/mecca-pact-houthis-saudi-arabia-pakistan-response-1790005904552
- https://responsiblestatecraft.org/saudi-arabia-trump-relations/
- https://responsiblestatecraft.org/pakistan-yemen-intervention/
- https://x.com/spectatorindex/status/2102347268787720489
- https://x.com/citrinowicz/status/2101531586801885399
- https://x.com/citrinowicz/status/2101860619070963902
- https://www.nytimes.com/2026/09/21/world/middleeast/yemen-houthis-saudi-war.html
- https://www.reuters.com/business/energy/saudi-arabia-ramps-up-gulf-oil-exports-after-pipeline-attack-shipping-data-shows-2026-09-21/
- https://www.reuters.com/business/energy/diplomacy-stumbles-with-postponement-meeting-strait-hormuz-proposal-2026-09-13/
- https://it.insideover.com/guerra/f-35-usa-allarabia-saudita-israele-teme-di-perdere-la-supremazia-aerea-in-medio-oriente.html
- https://x.com/andreas_krieg/status/2101412033988071647
- https://www.jpost.com/middle-east/article-909234
- https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-21/uk-close-to-helping-saudi-arabia-counter-houthi-attacks
- https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-20/turkey-signals-military-support-for-saudi-arabia-against-houthis
- https://www.aljazeera.com/news-analysis/2026/9/17/how-far-will-egypt-go-to-help-saudi-arabia-secure-the-red-sea
- https://www.aljazeera.com/news/2026/9/19/turkiye-backs-saudi-arabias-security-amid-escalating-houthi-attacks-fm
- https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Saudi-Oil-Exports-Rebound-at-Hormuz-While-East-West-Pipeline-Remains-Offline.html