Il Cremlino accusa l’Alleanza Atlantica di essere la prima responsabile della rottura del Trattato sulle Forze Nucleari a medio raggio (Inf). I lanciatori modulari Mk-41 che il “blocco atlantico” intente ristabilire in Polonia sono considerati una “minaccia” dalla Russia. Questo si traduce in una violazione del trattato ratificato a Washington nel lontano 1987 dal presidente americano Ronald Reagan e dal segretario dell’Unione Sovietica Michail Gorbačëv: trattato che portò allo smantellamento degli euromissili. Così l’Europa torna il nuovo terreno di scontro della deterrenza nucleare globale.

Il ministero degli Esteri russo si è espresso chiaramente riguardo l’annuncio dell’intenzione della Nato di ristabilire dei lanciatori di missili strategici in Europa: “Purtroppo, gli stati membri dell’Alleanza hanno dimostrato di non essere pronti per un dialogo sostanziale sui missili Mk-41installati in Romania e progettati per essere dislocati analogamente anche in Polonia il prossimo anno, quale violazione del Trattato Inf”; si legge nella nota emessa dal ministero. “Questi sistemi fanno parte delle difese missilistiche della Nato, quindi l’Alleanza è direttamente responsabile della rottura del Trattato”, prosegue nella nota Sergej Lavrov,ministro degli affari Esteri russo.

Secondo quanto riportato in maniera altisonante dall’agenzia di stampa russa Tass, la Nato si è “completamente conformata alla politica americana” per sospendere il sistema internazionale di controllo degli armamenti. Il Cremlino sarebbe stato messo a conoscenza della decisione prima di ricevere una notifica formale da parte di Washington, attore principale nella decisione di sospendere il tratto che avevo posto fine alla vicenda degli euromissili:portando allo smantellamento delle batterie di missili Ss-20 sovietici e dei missili americani Irbm Pershing-2 e Bgm-109 Tomahawk schierati in Europa. 

“Questa non è una sorpresa per la Russia” ha sottolineato il Cremlino, che durante l’incontro al vertice che si sarebbe dovuto svolgere a margine del G20 di Buonos Aires, intendeva affrontare la questione in maniera ufficiosa per tastare il terreno. Ora i diplomatici russi si annunciano preoccupati per la rottura del trattato, dichiarando che la scelta “comporterà gravi conseguenze, di una portata più vasta, per l’intero appartato della sicurezza europea”. In seconda battuta, l’accusa è infatti rivolta agli Stati Uniti, alludendo agli interessi di Washington, che prediligono la “cieca politica della supremazia militare” a dispetto della preservazione del controllo internazionale sulle armi, sul disarmo e sulla non proliferazione”.

Il dispiegamento di questa classe di missili è considerato da Mosca una “minaccia”, ma in vero i lanciatori verticali modulari a fuoco rapido  Mk-41 nell’assetto “Aegis Shore” vanno considerati come una piattaforma difensiva e non offensiva. Nonostante possano lanciare dalle loro celle multiple anche missili da crociera Tomahawk  nella configurazione Tlam-N, con testata una testata termonucleare da 15 kilotoni. 

A preoccupare la Nato sono infatti le batterie di missili da crociera 9M729 Novator, che a causa del loro dislocamento e della loro gittata potrebbero colpire obiettivi fissi di rilievo dislocati in Germania. Il consiglio Atlantico ha infatti annunciato che il sostegno dell’Alleanza agli Stati Uniti è inamovibile : “A meno che la Russia non onori i suoi obblighi del trattato Inf attraverso la distruzione verificabile di tutti i suoi 9M729, ritornando così alla piena e verificabile conformità prima che il ritiro degli Stati Uniti entri in vigore tra sei mesi”, rigirando alla Russia la responsabilità esclusiva della rottura del trattato.

Contestualmente all’emissione della nota formale che precede l’uscita degli Stati Uniti dal Trattato Inf, il Pentagono ha dichiarato di non avere intenzione di dispiegare missili o sistemi di armamenti nucleari in Europa dopo aver abbandonato ufficialmente il trattato. Tuttavia secondo il segretario di Stato americano Mike Pompeo: “La Russia ha violato impunemente il trattato sulle forze nucleari a intervallo intermedio per molto tempo, sviluppando segretamente e mettendo in campo un sistema missilistico proibito che rappresenta una minaccia diretta per i nostri alleati e le truppe all’estero”.  Donald Trump ha confermato con messaggi social la vicinanza agli alleati europei affermando che non solo gli Stati Uniti devono tenere fede ad un trattato che per 30 anni ha garantito la distensione tra le due super potenze. L’esortazione mossa nei confronti di Mosca è quella di impiegare gli ultimi 6 mesi di tempo a rendere verificabile lo smantellamento dei missili  Novator in conformità con quanto accordato nel trattato.

Questo rimpallo di responsabilità per l’imminente e definitiva rottura del trattato sulle forze nucleari a medio raggio sta riportando alla mente di tutto il Vecchio Continente le tensioni della Guerra Fredda e i giorni grigi della deterrenza nucleare. Quando le batterie di missili erano puntata le une contro le altre in attesa di quell’imminente scontro che non ci fu mai. C’è tempo fino all’estate per un’inversione di rotta auspicabile, che riveda la Casa Bianca e il Cremlino al tavolo delle decisioni per ritirare i loro nuovi euromissili. In caso contrario, ci aspetterà un agosto più caldo del solito.