Dalla Bielorussia arrivano segnali sempre più inquietanti. Lo Stato Maggiore ucraino, citato dall’agenzia stampa Unian, ha lanciato l’allarme in merito ad una possibile e imminente invasione di Minsk: “La minaccia di un’offensiva da parte della Bielorussia in direzione della Volonia (regione dell’ovest dell’Ucraina) è stimata come alta. Le forze di difesa dell’Ucraina sono pronte a reagire”. Tale minaccia, hanno aggiunto fonti di intelligence di Kiev, potrebbe concretizzarsi nei prossimi uno o due giorni.

L’indiscrezione, registrata come preoccupante, è stata consolidata dal ministero della Difesa dell’Ucraina, secondo cui la Bielorussia si starebbe effettivamente preparando ad entrare in guerra. A quanto pare, sono stati rilevati dei segnali che mostrerebbero come le forze bielorusse avrebbero iniziato i preparati per lanciare una loro offensiva diretta contro l’Ucraina.

“Sono stati registrati dei segnali di preparazione delle forze armate della Bielorussia per l’invasione diretta dell’Ucraina. Le nostre forze di difesa sono pronte a respingere un coinvolgimento diretto delle truppe bielorusse nell’aggressione armata russa contro l’Ucraina”, ha fatto sapere lo stesso ministero in un post su Facebook.

Indizi e segnali

Accanto ai moniti lanciati da intelligence, Stato maggiore e ministero della Difesa ucraini troviamo altri indizi da non sottovalutare. Ad esempio, il sito web del ministero della Difesa russo ha fornito evidenza dell’utilizzo dell’aeroporto civile di Homel, in Bielorussia, per ipotetici strike contro l’Ucraina. Lo stesso sito ha pubblicato un video che mostra il decollo di un drone Orlan con munizioni dal medesimo aeroporto.

In uno scenario del genere, il Kyiv Independent ha riportato che il presidente russo Vladimir Putin sta trasferendo alcune truppe dall’Estremo Oriente proprio in Bielorussia. “Le truppe vengono spostate da Vladivostok e Petropavlovsk-Kamchatsky per compensare le vittime in Ucraina”, ha fatto sapere il solito Stato maggiore ucraino.

Da non sottovalutare neppure i movimenti diplomatici avvenuti nelle ultime ore. L’ambasciatore bielorusso a Kiev, Igor Sokol, ha annunciato l’evacuazione della rappresentanza in Ucraina a causa delle “minacce” e del blocco dei conti bancari. “Ci sono minacce costanti di violenza fisica – ha denunciato Sokol, citato dall’agenzia di stampa russa Interfax – Siamo in stato di assedio, per questo il ministero degli Esteri ha deciso di evacuare l’ambasciata”.

Le intenzioni di Minsk

Sappiamo che Aleksandr Lukashenko, citato dall’agenzia di stampa Belta, ha affermato che il suo Paese non ha alcuna intenzione di schierare armi nucleari sul proprio territorio, nè di avviarne la produzione. “No, non credo che ci sarà una situazione del genere. Penso che non tutti in Occidente siano impazziti a tal punto da risolvere questo problema attraverso le armi nucleari”, ha dichiarato Lukashenko.

Nei giorni scorsi, in ogni caso, erano già stati lanciati segnali di allarme in merito alle ambigue intenzioni bielorusse. Lo scorso 14 marzo, i media ucraini avevano riferito dell’avvistamento di un grande convoglio di equipaggiamenti militari in transito verso il confine con l’Ucraina. Poche ore dopo sono state segnalate esplosioni in varie città bielorusse, in particolare nella regione meridionale di Brest, per l’appunto vicino al confine ucraino. A quanto pare, si sarebbe trattata di un’esercitazione.

L’11 marzo c’è stato un altro allarme. Il Centro ucraino per le comunicazioni strategiche e la sicurezza delle informazioni aveva rilasciato un comunicato emblematico: “Secondo i dati preliminari, le truppe bielorusse potrebbero essere coinvolte nell’invasione l’11 marzo alle 21”. Ipotesi smentita dai diretti interessanti e non avvenuta. Adesso sono tutti con il fiato sospeso per capire se attorno a Kiev ci saranno presto, accanto all’esercito russo, anche i soldati bielorussi.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.