Come in ogni evento importante che riguardi una calamità oppure una guerra, a saltare fuori sono nomi di località prima sconosciute e che improvvisamente diventano importanti. Prima della guerra, il grande pubblico conosceva i nomi solo delle metropoli ucraine e poco più. Oggi sono ben note le vicende relative ad esempio a Bakhmut e Severodonetsk. Nelle prossime settimane, i nomi di due cittadine potrebbero indicare vicende decisive per il conflitto. Polohy e Tokmak sono due centri di circa 50mila abitanti nell’oblast di Zaporizhzhia, entrambi sono occupati dai russi ed entrambi sono stati fortificati dalle forze di Mosca in modo molto importante. Segno di come proprio qui, in queste campagne sconosciute ai più, passeranno le fasi più cruciali della controffensiva ucraina e quindi del conflitto.
I 50 km di fortificazioni tra Polohy e Tokmak
Guardando le foto satellitari, Tokmak appare letteralmente circondata. C’è un grosso cerchio attorno il piccolo centro urbano situato esattamente a metà strada tra la linea del fronte e Melitopol, tra le prime grandi città ucraine a essere occupate dai russi. A prima vista, quel grosso cerchio potrebbe sembrare una normale via di comunicazione, una piccola circonvallazione. Si tratta invece delle tracce lasciate nelle campagne dalle fortificazioni russe. Tokmak è stata fortificata su tutti i lati, da nord a sud, da est a ovest. Gli ucraini, per riprenderla, dovranno superare trincee, barriere, campi minati, tutto ciò che è compreso lungo i bordi della grande linea circolare costruita negli ultimi mesi.
Non si tratta dell’unica fortificazione nella zona. Scorrendo le immagini più a nord, si notano altre grandi linee. Assomigliano a quelle dei geologi per segnalare le faglie in una determinata zona. Ma qui in Ucraina di faglie ce ne sono poche. Quei segni non sono stati tracciati sulle mappe, ma costituiscono la reale rappresentazione dei lavori fatti sul campo. Si tratta infatti anche in questo caso di fossati e trincee estese per 50 km, la distanza che c’è tra Tokmak e Polohy. Squarci sulla campagna ucraina, volti a creare difese poco penetrabili e, nell’ambizione dei russi, quasi indistruttibili.
Gli attacchi sul fronte di Tokmak
La guerra a breve potrebbe arrivare lungo queste linee. Gli ucraini dai primi giorni di giugno hanno iniziato a muoversi dalla cittadina di Orikhiv, la prima al di qua del fronte sud di Zaporizhzhia. Sono stati conquistati alcuni villaggi, sia in direzione sud che in direzione ovest, lì dove le linee del fronte confinano con le rive del grosso bacino di Zaporizhzhia ricavato sul Dnepr. Lo stesso bacino, per intenderci, che alimenta la centrale nucleare di Enerhodar.

Secondo l’Institute for the Study of War (Isw), gli attacchi dei primi di giugno hanno rappresentato un primo tentativo ucraino di “saggiare” la consistenza delle difese russe. Verificare quindi in che modo le forze di Mosca, tra i fossati ricavati nei 50 km che separano Tokmak e Polohy, si muovono e organizzano le proprie azioni difensive. “Abbiamo notato – si legge nel rapporto dell’Isw – che l’Ucraina ha non ha ancora impegnato la maggior parte delle sue forze disponibili in operazioni di controffensiva e non ha ancora lanciato il suo sforzo principale”. Probabile che adesso a Kiev stiano valutando una pausa delle proprie azioni, al fine di studiare meglio i dati raccolti e organizzare i piani di guerra.
Perché questo settore potrebbe risultare decisivo
Dalla parte russa del fronte quindi, ci si prepara a una difesa robusta e a oltranza. Dalla parte ucraina invece, si ha tutto l’interesse a valutare la consistenza difensiva avversaria e preparare forse qui i primi veri attacchi. Segnali quindi di come saranno proprio le campagne a sud di Zaporizhzhia a rappresentare il crocevia della guerra. Se gli ucraini dovessero sfondare le fortificazioni preparate dai comandi russi, la partita per il Mar d’Azov verrebbe nuovamente riaperta.
A sud di Tokmak ci sono altre distese di campagna, ampie praterie che danno poche possibilità ai difensori di tenere in mano Melitopol. Affondare qui per Kiev, vorrebbe dire dividere il corridoio tra la Crimea e il Donbass creato dai russi nelle prime settimane di guerra. Circostanza quest’ultima che metterebbe in pericolo l’esistenza stessa della presenza di Mosca nel sud dell’Ucraina. Con anche la Crimea quindi più a portata dell’artiglieria di Kiev. Chi abita da queste parti, sa che dovrà affrontare una difficile estate. Una stagione in cui i nomi delle proprie città daranno i nomi a nuove e lunghe battaglie.
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