Il test di un missile balistico nucleare a medio-raggio, quindi il pagamento anticipato di 800 milioni di dollari per acquistare dalla Russia dei sistemi di difesa area S-400. Il ruggito dell’India è risuonato forte e chiaro in tutta l’Asia, creando non poche preoccupazioni a Cina e Pakistan. L’Elefante indiano, dopo anni di lassismo, si è trasformato in una tigre e adesso vuole spaventare il Dragone sul piano militare, visto e considerando che Pechino ha più volte stretto i muscoli per far capire che i padroni del continente sono loro: i cinesi. Il premier indiano Narendra Modi, stanco di accettare la superiorità rivale senza controbattere, ha deciso di cambiare registro.

I test missilistici dell’India

Secondo quanto riportato da The Diplomat, lo scorso 16 novembre il Comando strategico delle forze indiane (Sfc) ha effettuato un test notturno lanciando un missile balistico a medio-raggio in grado di trasportare un’arma nucleare. Si è trattato di un Agni-II, sparato dal Launch Complex 4 sull’isola Dr. Abdul Kalam, nel Golfo del Bengala, al largo della costa dello stato indiano del Odisha. Le testate locali sottolineano come il lancio abbia segnato “la prima prova di successo dell’Agni-II di notte”. L’ultimo test, condotto nel 2009, si era infatti concluso con un fallimento. Ma torniamo all’Agni-II, considerato dagli esperti la “spina dorsale” del deterrente nucleare in possesso dell’India. La sua portata massima è stata stimata nell’intervallo compreso tra i 2000 e i 3000 chilometri; può inoltre trasportare sia una testata convenzionale che nucleare, fino a un peso di 1000 chilogrammi. Sempre nell’ultimo mese, anche l’Organizzazione per la ricerca e lo sviluppo della difesa (Drdo) dell’India avrebbe lanciato un missile balistico intermedio K-4 da una piattaforma sommersa al largo della costa dell’Andhra Pradesh. Questa tipologia di missile ha una portata massima di 3500 chilometri ed è in grado di sostenere un carico nucleare o convenzionale fino a un peso massimo di 2000 chilogrammi.

Affari con la Russia

Oltre ad aver effettuato alcuni test, l’India ha versato nelle casse della Russia un pagamento del valore di 800 milioni di dollari per ottenere in cambio cinque squadroni di sistemi di difesa area Almum-Antei S-400 Triumf da assegnare all’Aeronautica indiana (Iaf). Lo ha confermato Sergey Chemezov, capo Rostec, la holding che raggruppa oltre 400 società attive nel complesso militare industriale russo, all’agenzia stampa Tass: “Il pagamento anticipato è stato effettuato. Abbiamo avviato la produzione e il lavoro è in corso. Tutto sarà implementato come da programma. Il contratto sarà adempiuto entro il 2025”. Reuters ha scritto che tale pagamento ammonterebbe a 800 milioni di dollari. Non ci sono dettagli sul meccanismo della transazione anche se l’India potrebbe aver pagato i sistemi in euro a una banca nominata dalla Russia per evitare la scure delle sanzioni statunitensi. Il Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act (Caatsa) impone infatti sanzioni a quei Paesi responsabili di aver effettuato transazioni significative (ovvero accordi superiori ai 15 milioni di dollari) con l’industria della difesa di proprietà statale russa. Ricordiamo che l’S-400, a seconda del missile con cui viene armato, può colpire bersagli collocati a una distanza massima di 400 chilometri e un’altitudine massima di 30.

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