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La Russia ha effettuato un test, coronato da successo, di un missile balistico intercontinentale (Icbm) RS-24 “Yars”. Il lancio è avvenuto poche ore fa dal cosmodromo di Plesetsk sito 800 chilometri a nord di Mosca, nell’oblast di Arcangelo. 

Come riporta la Tass il Ministero della Difesa russo ha comunicato che “alle 11:31 ora di Mosca un missile intercontinentale a propellente solido tipo Yars armato con testate multiple è stato lanciato per un test dal cosmodromo di Plesetsk. Le testate sono arrivate nell’area bersaglio designata rappresentata dal poligono di Kura, nella penisola di Kamchatka. Gli obiettivi del test sono stati completati in pieno”.

Il missile RS-24 Yars

Il missile balistico intercontinentale RS-24 “Yars” (SS-27 Mod 2 in codice Nato) è una variante del ben noto missile RT-2PM2 “Topol M” (SS-27 Sickle B in codice Nato). Entrambi i missili sono mobili e sono stati sviluppati dall’Istituto Moscovita di Tecnologia Termica sotto la supervisione del progettista Yuri Solomonov, facente parte dell’Accademia delle Scienze russa.

Il missile “Yars”, così come il “Topol M”, alloggia in un canister montato su un veicolo ruotato TEL (Transporter Erector Launcher) 8×8 tipo Mzkt-79221 totalmente mobile come nella migliore tradizione sovietica.

Il missile ha una gittata compresa tra gli 11mila e i 12mila chilometri  – secondo alcune fonti 11.500 – ed è dotato di tre veicoli di rientro indipendenti (Mirv) ciascuno con una testata compresa tra i 150 ed i 200 kiloton. 

Si ritiene sia entrato in servizio nel 2010 ed il suo sviluppo, a partire – come detto – dal “Topol M”, sarebbe cominciato nel 2004 con il primo test di volo effettuato nel 2007.

L’RS-24, visto più volte negli ultimi anni durante la parata per la Vittoria che si tiene nella Piazza Rossa di Mosca, ha anche una versione basata in silo che sta lentamente sostituendo i vecchi “Topol M” entrati in servizio nel 1997 migliorando così le capacità di penetrazione delle difese avversarie grazie alla possibilità, per il nuovo vettore, di montare veicoli di rientro (Rv) con un design tale da permettere un certo grado di manovrabilità nella delicata fase di rientro in atmosfera.

Attualmente la Russia dispone di circa 90 missili mobili e 20 in silo dispiegati presso 5 divisioni missilistiche: la 14esima di Yoshkar-Ola, la 28esima di Kozelsk, la 39esima di Novosibirsk, la 42esima di Nizhny Tagil e la 54esima di Teykovo.

Un lancio simbolico?

Sebbene, come da accordi siglati per la prima volta nel 1988 con il Ballistic Missile Launch Notification Agreement e poi ribaditi nel 2000 con ilMemorandum of Understanding on Notifications of Missiles Launches, qualsiasi lancio di prova di missili balistici basati a terra o su sottomarini vada preannunciato con un preavviso di almeno 24 ore, il test del missile “Yars”, avvenendo a pochi giorni dalla decisione degli Stati Uniti di denunciare il Trattato Inf, si potrebbe leggere come espressione della volontà della Russia di dimostrare a Stati Uniti e suoi alleati che Mosca non intende sottovalutare la possibile minaccia di una nuova escalation missilistica.

Abbiamo già avuto modo di sollevare tale ipotesi poco più di un mese fa quando, a fine dicembre, la Russia ha effettuato un lancio di prova di un missile SS-19 equipaggiato con la nuova testata ipersonica (Hgv – Hypersonic Glide Vehicle) “Avangard” e quest’ultimo lancio, avvenuto 24 ore dopo la dichiarazione del Ministro della Difesa Shoigu sulla decisione di convertire alcuni missili da crociera navali e aviolanciabili in vettori terrestri per avere in breve tempo dei sistemi missilistici in grado di fornire uno strumento preventivo ed efficace di deterrenza data la fine del bando sui missili balistici a raggio intermedio.

Non sappiamo, però, se questo lancio sia stato preventivato da mesi oppure ne sia stata data comunicazione nel minor tempo possibile – 24 ore prima come detto – ma quello che possiamo dire è che rappresenta un altro piccolo tassello che va a comporre il mosaico di una crisi tra le due potenze globali di cui non si sentiva la mancanza, essendo appunto il secondo effettuato in poco tempo.

Al momento da Washington non arriva nessuna dichiarazione e pertanto restano solo quelle del Cremlino, che in uno stringato comunicato afferma solamente che il lancio del missile è stato eseguito per “testare le caratteristiche di volo, tattiche e tecniche del moderno sistema missilistico”.