Il primo caduto europeo della Terza guerra del Golfo è francese. Nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 marzo Parigi ha comunicato la morte del sergente maggiore Arnaud Frion del 7° Battaglione Cacciatori Alpini di Varces, schierato nel Kurdistan iracheno nella missione destinata a puntellare l’esecutivo locale di Erbil nella sua lotta antiterrorismo contro lo Stato Islamico nel quadro di una missione iniziata nel 2015.
L’attacco in cui il militare è morto è stato compiuto con droni ed ha interessato la base di Mala Qara, 40 km a Sud-Ovest di Erbil. Ignota la provenienza dei droni che hanno colpito la base, anche se poco dopo l’annuncio della morte di è arrivata una traccia indiretta con la rivendicazione del gruppo armato filo-iraniano Kataib Sarkhat al-Quds, noto storicamente come Ashab Al-Kahf, che ha annunciato la sua volontà di colpire “tutti gli interessi francesi in Iraq e nella regione” dato che Parigi ha scelto di schierare nel Golfo Persico un gruppo navale guidato dalla portaerei Charles de Gaulle per difendere la libertà di navigazione e le rotte marittime.
Kataib Sarkhat al-Quds/Ashab al-Kahf è una delle milizie filoiraniane che ha aumentato il suo raggio d’azione dopo l’uccisione, nel 2020, del potente capo della Quds Force dei Pasdaran, Qasem Soleimani, ed è stato risvegliato più volte da Teheran come leva di pressione contro Baghdad e, soprattutto, contro l’Occidente. Assieme a milizie quali Kata’ib Hezbollah e Asa’ib Ahl al-Haq, protagoniste della durissima lotta contro l’Isis nel 2014-2017, rappresenta il nerbo di un sistema di miliziani che rischia di rendere l’Iraq teatro di una guerra per procura interna agli schieramenti della Terza guerra del Golfo, in cui Teheran si scontra con Israele e Usa.
Le autorità del Kurdistan iracheno stanno cercando, con differenza, a tenersi fuori dalla guerra. Ma è sempre più difficile. La morte di Frion segue diversi attacchi ad altri asset strategici che sostengono le autorità di Erbil, non da ultima una base del contingente italiano che, come quello transalpino, si trova in prima linea. Il presidente francese Emmanuel Macron ha finora tenuto un atteggiamento preciso nella guerra, mostrando assertività nei limiti degli spazi di manovra che Parigi può permettersi. Caccia Rafale negli Emirati e una portaerei come la De Gaulle nel Golfo: invii di forze segnaletiche per mostrare gli interessi francesi, mentre delle navi di taglia minore puntelleranno la difesa aerea di Cipro.
Macron ha sottolineato il carattere puramente difensivo dello schieramento e dopo la tragedia di stanotte Parigi ha parlato comunicando la priorità assoluta del contrasto all’Isis nella missione. Ma sarà sempre più difficile distinguere questa postura e quella più generale di una Terza guerra del Golfo lanciata da Washington e Tel Aviv e che Teheran ha accettato come sfida, volendo rispondere su una portata regionale all’assalto. Fino a coinvolgere ogni crisi e a portarla nel turbine generale di un conflitto che si amplia giorno dopo giorno.