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“Stiamo monitorando attentamente l’attività militari degli Stati Uniti e della Nato nel Mar Nero. Manovre pericolose che possono anche coinvolgere l’Ucraina e gli altri paesi dell’Alleanza”. È quanto ha affermato Alexander Grushko, rappresentante permanente della Russia presso la Nato.Per approfondire: “Il Mar Nero non sarà mai un lago della Nato”“È chiaro che stiamo attuando tutte le misure necessarie per garantire una sicurezza affidabile lungo i nostri confini meridionali. Ad oggi non abbiamo visto alcuna attuazione concreta della Nato per espandere la sua propria presenza militare nel Mar Nero, ma è un’idea pericolosa. Quella proposta, ad esempio, di creare un gruppo navale permanente che coinvolgerà i paesi della Nato che non si trovano direttamente nella regione del Mar nero, così come i paesi partner, è pessima. Se approvata – ha aggiunto Grushko – quella flottiglia permanente della Nato nel Mar Nero potrebbe destabilizzare, ulteriormente, una situazione già complicata”.”Le navi da guerra americane – ha concluso il rappresentante permanente della Russia presso la Nato – imporranno nuove forme di cooperazione militari”.L’idea di una forza multinazionale da schierare permanentemente nel Mar Mero è stata avanzata dalla Romania che la proporrà, ufficialmente, al prossimo vertice della Nato, che si svolgerà tra poche settimane a Varsavia, in Polonia. L’idea di una forza terrestre per rispondere ad una possibile crisi nella regione del Mar Nero, si è poi evoluta in una flottiglia permanente.Per approfondire: La Romania vuole una brigata nel Mar NeroSolitamente, l’Alleanza schiera in rotazione nel Mar Nero dalle due alle quattro fregate missilistiche oltre ad una piattaforma per la raccolta delle informazioni e la sorveglianza elettronica dell’intelligence. La Flotta del Mar Nero rappresenta un elemento chiave della strategia navale russa che si estende fino al Mediterraneo, dove Mosca ha formato una task force permanente composta da dieci navi di superficie in rotazione. Nelle basi navali di Sebastopoli e Novorossiysk sono schierate dalle 50 alle 70 unita russe, molte delle quali ereditate dalla marina Ucraina ed in pessime condizioni. Le unità operative russe moderne, compresi i sottomarini classe Varshavyanka, non dovrebbero superare le 25 unità. La Romania motiva la sua proposta per rafforzare la parte meridionale del fianco orientale della Nato.

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