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I carri armati di fabbricazione statunitense Abrams potrebbero cominciare ad arrivare in Ucraina a settembre. Secondo alcune fonti di Politico, il piano Usa è inviare una manciata di Abrams in Germania ad agosto, dove saranno sottoposti agli ultimi lavori di adattamento, e una volta completato questo processo, il primo lotto di carri armati verrà spedito in Ucraina il mese successivo.

Trova quindi conferma la tempistica di massima che Washington aveva stabilito per la consegna dei primi Abrams all’esercito ucraino: a marzo gli Stati Uniti avevano fatto sapere che avrebbero inviato i modelli M1A1 dell’Mbt (Main Battle Tank), invece della versione più moderna M1A2 originariamente prevista, nell’autunno di quest’anno. Gli Usa, in quella occasione, avevano affermato anche che sarebbero stati 31 gli Abrams per l’Ucraina, sufficienti per equipaggiare un intero battaglione di carri.

Gli Mbt hanno dovuto subire un processo di adattamento/modernizzazione che ha previsto il montaggio di nuovi motori e relative trasmissioni e, a quanto pare, anche con scafi rinnovati prelevati dai depositi statunitensi.

Washington ha optato per l’invio della versione M1A1 invece della più moderna A2 in quanto per quest’ultima sarebbe stato necessario un anno per arrivare in Ucraina, in quanto, riteniamo, avrebbero dovuto subire un lungo processo di adattamento volto a togliere le tecnologie più sensibili presenti sui carri, come la corazzatura composita a uranio impoverito che in questa versione è più estesa.

L’amministrazione Biden ha affermato di voler consegnare più armi all’Ucraina il più rapidamente possibile, sia per facilitare la (incombente?) controffensiva sia per rafforzare le difese della nazione a lungo termine. Oltre ai carri armati, gli Stati Uniti intendono iniziare ad addestrare i piloti ucraini sui caccia F-16 possibilmente entro la fine dell’anno.

Il lotto iniziale sarà composto da sei a otto Abrams, e secondo quanto riferito dal portavoce del Pentagono, il colonnello Martin O’Donnell, gli Usa stanno “lavorando per portarli in Ucraina il più velocemente possibile”.

Prima che i soldati ucraini possano iniziare a utilizzare i carri armati statunitensi devono concludere un corso di circa 10 settimane presso la base dell’esercito Usa di Grafenwoehr in Germania. Qui l’addestramento è cominciato da tempo, coi primi Abrams atti allo scopo arrivati nel porto di Bremerhaven a marzo e gli ultimi dei 31 totali giunti a maggio, pertanto secondo quanto affermato dal Dipartimento della Difesa Usa gli ucraini dovrebbero terminare il loro addestramento ad agosto.

Questi carri armati, a quanto sembra, non sono gli stessi che alla fine gli ucraini useranno in battaglia ma sono destinati specificamente all’addestramento, non avendo le capacità di cui avrebbero bisogno per andare in combattimento. Sebbene Washington abbia fatto sapere che la prima serie di modifiche ai carri è stata completata, non è chiaro se tutti i lavori di adattamento necessari possano essere completati entro la fine di agosto.

Ma la situazione è più complicata del semplice invio di carri armati e personale per l’addestramento: i carri Abrams richiedono strutture e personale per il loro sostegno. Gli Stati Uniti stanno pertanto discutendo con gli alleati europei per stabilire strutture di riparazione in grado di effettuare manutenzione pesante, in particolare per i danni in battaglia e allo stesso tempo si stanno assicurando che gli ucraini stiano ricevendo tutta la formazione appropriata per effettuare riparazioni e manutenzione.

Molto probabilmente gli Usa per risolvere questa problematica si appoggeranno alle basi in Polonia, in quanto l’esercito polacco ha in servizio gli Abrams e soprattutto Varsavia è forse il Paese più attivo nel sostenere l’Ucraina, condividendo con essa anche un confine, logisticamente pertanto rappresenterebbe la soluzione migliore. Gli Stati Uniti, da soli, hanno addestrato circa 15mila soldati ucraini durante tutto il corso del conflitto, e insieme agli altri alleati questo numero sale a circa 63mila unità.

Washington si è concentrata nell’addestramento a sistemi d’arma come i missili da difesa aerea Patriot, Nasams, gli Atgm (Anti Tank Guided Missile) Javelin ma soprattutto i mezzi blindati/corazzati come gli Stryker o i Bradley, che vengono usati dall’Ucraina per condurre la serie di attacchi sul fronte meridionale cominciati a inizio dello scorso giugno.

Questi veicoli possono affiancarsi agli Mbt in combattimento oppure condurre azioni da soli, e quindi, se gli Usa rispetteranno i tempi di consegna previsti, presto li vedremo in azione anche con gli M1A1 Abrams.

L’armamento principale di questo carro è costituito da un cannone ad anima liscia da 120 millimetri che può sparare proiettili Apfsds (Armour-Piercing Fin-Stabilized Discarding Sabot) in grado di penetrare 670 millimetri d’acciaio equivalente inclinato di 60° a 2000 metri, e proiettili a carica cava oppure del tipo Heat (High Explosive Anti Tank). Il carico di munizioni è di 40 colpi di cui 34 sono immagazzinati in un vano corazzato della torretta, mentre altri 6 colpi si trovano nel compartimento di combattimento, in contenitori protettivi. L’M1A1 Abrams ha un raggio di fuoco effettivo superiore a 4 mila metri. L’interno è rivestito in Kevlar per proteggere i quattro uomini di equipaggio dalle schegge. L’M1A1 (e le altre varianti) è propulso da un motore a turbina da 1500 cavalli multicarburante, ovvero che può funzionare con qualsiasi tipo di benzina, diesel, carburante per aviazione o cherosene. Esso però è problematico per quanto riguarda la manutenzione e ha un consumo di carburante molto elevato: l’Abrams percorre 1 chilometro con circa 4,5 litri di carburante, quindi 450 litri per 100 chilometri mentre in media gli altri carri consumano 200-300 litri per 100 chilometri.

Il carro ha una velocità massima su strada di 67 Km/h e di 48 in fuoristrada e possiede, come accennato, una corazzatura in cui la torretta, la parte frontale dello scafo e altre parti vitali sono protette da un’armatura composita avanzata rinforzata con anima di uranio impoverito tipo Chobham.

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