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Svolta importante in Libia: da Sirte infatti, città natale del rais Muammar Gheddafi, sono arrivate nelle scorse ore le immagini dell’ingresso delle truppe del Libyan National Army, l’esercito cioè guidato dal generale Khalifa Haftar. Per l’uomo forte della Cirenaica, si tratta di un colpo a proprio favore decisivo forse anche per la stessa presa di Tripoli: Sirte infatti è la località strategica posta a metà strada tra Misurata e Bengasi.

Battaglia durata appena tre ore

La svolta è arrivata improvvisa e proprio mentre gli occhi erano rivolti su Tripoli, lì dove da sabato l’offensiva del generale si è fatta più pesante in vista dell’arrivo dalla Turchia dei rinforzi promessi da Erdogan al premier Al Sarraj. Nel corso della mattinata di ieri, a seguito di alcuni raid effettuati nella periferia di Sirte, primi reparti del Libyan National Army si sono piazzati alla periferia della città natale di Gheddafi. Dopo appena tre ore, grazie ai rinforzi arrivati dalla Cirenaica, i primi battaglioni dell’esercito di Haftar hanno guadagnato le strade centrali di Sirte. Su Twitter sono stati diffusi i primi video che mostrano le carovane dell’Lna girare nelle vie del centro della cittadina costiera libica.

A confermare la presa di Sirte sono diversi media libici, la notizia è stata ripresa anche dal sito Al Wasat. Le milizie di Misurata, che avevano preso la città nel 2016 dopo un’intensa battaglia contro l’Isis, si sarebbero ritirate senza resistere per via della netta superiorità numerica delle forze di Haftar. Possibile, ma al momento non ci sono conferme in merito, il cambio di fronte di alcuni gruppi locali improvvisamente passati con il generale della Cirenaica. A favore dell’Lna, forse anche il definitivo passaggio della tribù dei Qaddafha al fianco di Haftar.

Cosa vuol dire per Haftar la presa di Sirte

La città natale del colonnello dal 2011 in poi ha vissuto una storia molto travagliata. Nell’ottobre di quell’anno, è proprio qui che Gheddafi è stato catturato e ucciso dalle forze di Misurata. Nel 2015 gruppi legati all’Isis hanno fondato qui un piccolo califfato islamico, che ha promesso fedeltà al califfato guidato tra Siria ed Iraq da Al Baghdadi. Nel 2016 sono state le milizie misuratine, supportate dall’aviazione americana e dall’operazione Ippocrate condotta dall’Italia mandando 300 uomini proprio a Misurata, a scalzare l’Isis da Sirte.

Da allora, proprio questi gruppi hanno controllato la città. Haftar già da aprile, da quando cioè ha lanciato l’operazione per la presa di Tripoli, ha provato a premere anche su Sirte. La presa di questa località a livello strategico può voler dire molto: infatti, adesso quest’area potrebbe essere usata come punto più avanzato da cui mettere maggior pressione a Misurata e, di riflesso, anche alla stessa Tripoli. Molti miliziani misuratini, potrebbero iniziare a pensare di lasciare la capitale per schierarsi a difesa della propria città, favorendo dunque un ulteriore indebolimento a Tripoli delle forze vicine ad Al Sarraj.